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Primo confronto nazionale dei Comitati in lotta contro discariche ed inceneritori

14 Giu

Sabato 16 giugno 2012, una rappresentanza del nostro Comitato, firmatario dell’appello che alleghiamo e del volantino che vedete qui sotto, sarà presente a Roma in occasione del primo confronto nazionale di tutti i Comitati che da anni in Italia lottano sui vari territori per un PIANO RIFIUTI ALTERNATIVO A DISCARICHE ED INCENERITORI.

E’ un importante punto di partenza che serve per sancire le linee guida e costituire un primo coordinamento nazionale.

Lo scopo è costituire un grande movimento che finalmente si faccia promotore sul governo nazionale di iniziative di pressione, che diventino di indirizzo politico e di governo, affinché una volta e per tutte si passi ad una linea che favorisca le filiere del riciclo totale, abbandoni i finanziamenti tesi a favorire il recupero energetico da rifiuti e ponga l’avvio ad una nuova politica industriale del recupero ecosostenibile dei rifiuti solidi urbani ed industriali.

Si tratta di un momento storico senza precedenti che può veramente determinare dal basso, dalla cittadinanza attiva, il futuro delle prossime generazioni. E’ una battaglia di civiltà che dobbiamo continuare a combattere.

Con il registro tumori approvato proprio ieri dalla Regione Campania abbiamo visto che l’azione di spinta dal basso dei cittadini sta diventando sempre più determinante sull’azione politica e amministrativa. Dobbiamo continuare con forza su questa strada nonostante le difficoltà e i tentativi di boicottaggio del sistema siano tante. Non ci fermeranno.

APPELLO PER UN PRIMO CONFRONTO NAZIONALE DEI COMITATI IN LOTTA CONTRO DISCARICHE ED INCENERITORI

La logica dell’emergenza e del commissariamento straordinario con cui, per oltre 15 anni, è stata affrontata la gestione dei rifiuti in Campania, sembra attecchire in molte altre regioni ed in particolare in quelle del centro-Sud. Il caso Lazio è solo ultimo in ordine di tempo. L’utilizzo dell’emergenza sta consentendo non solo la deroga alle precedenti leggi nazionali ed europee in materia ambientale, ma, trasformando gli impianti in siti di importanza strategica nazionale, ha permesso la militarizzazione dei territori e la repressione dei comitati e delle comunità  che si oppongono all’apertura di nuove discariche e di inceneritori (v. ultima quella contro i comitati anti inceneritore di Albano). Un precedente che sta trovando attuazione anche nei casi delle grandi opere come il TAV.

Dietro questa scelta c’è una concezione affaristica della gestione dei rifiuti.

La gestione dei rifiuti è diventata, infatti, il grande business per un settore non marginale dell’imprenditoria italiana (da Marcegaglia ad Impregilo a Cerroni), grazie agli ampi incentivi statali al recupero di energia ed alle privatizzazioni previste nel settore. Tutti i Piani Rifiuti regionali adottati, rispondendo a questi interessi,  prevedono il ricorso alle discariche ed agli impianti di combustione per il recupero dell’energia dai rifiuti. In altre parole sono all’insegna del ciclo integrato dei rifiuti dove gli stessi processi di raccolta, selezione, differenziazione, sono finalizzati all’ottimizzazione del recupero di energia. Continua a leggere

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