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Comunicato stampa Coordinamento Comitati Fuochi

22 Ago

Il problema dei ROGHI TOSSICI di rifiuti industriali rappresenta da decenni in Campania un gravissimo problema di ordine e salute pubblica mai affrontato convenientemente da tutte le Istituzioni, nazionali e locali. Un autentico dramma umanitario ed un genocidio occulto che da oltre vent’anni, ogni giorno di più, assume proporzioni spaventose e riconducibile ai più feroci crimini contro l’umanità. I dati, ormai da più parti confermati, dell’elevatissima incidenza di patologie tumorali nelle zone colpite delle province di Napoli e Caserta, sono ormai la palese dimostrazione di questo BIOCIDIO negato e premeditato. Ci chiediamo come facciano ancora le Istituzioni locali, che di esseri umani sono composte, ad ignorare questo gravissimo fenomeno che ricade anche su di loro e sulle loro stesse  famiglie.

                Il Coordinamento Comitati Fuochi intende innanzitutto riaffermare con forza un concetto basilare: il fenomeno dei roghi e dello sversamento di rifiuti tossici è ascrivibile unicamente allo smaltimento occulto di rifiuti industriali di attività commerciali ed industriali, campane e nazionali, che operano in regime di evasione fiscale, e non assolutamente ai rifiuti solidi urbani che vengono utilizzati come comoda copertura, anche mediatica, per ingenerare senso di colpa e quiescenza del popolo campano vittima di un gravissimo disastro ambientale, addirittura ben maggiore di quanto oggi si può registrare con l’ILVA di Taranto perché in atto per milioni di tonnellate l’anno da ben oltre venti anni. Il quantitativo di rifiuti industriali prodotti in Italia (oltre 130 milioni di tonnellate all’anno) è oltre quattro volte superiore al quantitativo di rifiuti urbani. Circa 30 milioni di tonnellate di tali rifiuti industriali escono da qualsiasi tipo di tracciabilità annua e scompaiono nel nulla. Gran parte di questi vengono illegalmente smaltiti in Campania e diventano nube tossica nei migliaia di roghi appiccati ogni anno nella nostra Regione a danno della salute della collettività.

Alle Istituzioni tutte chiediamo poche cose ma chiare, su piani di intervento a livello nazionale e locale.

A livello NAZIONALE chiediamo:

–          Istituzione immediata di un Sistema nazionale Satellitare di Tracciabilità dei flussi di rifiuti industriali;

–          Inasprimento delle pene per reati di trasporto e smaltimento illegale di rifiuti industriali: equiparando il reato ambientale ad un reato di camorra, inoltre sanzionando fortemente le aziende consenzienti con questo sistema criminale;

–          Nell’immediato azzerare tutte le possibilità di trasporto su gomma intra ed extra regionale per tale tipo di rifiuti: rifiuti industriali KM ZERO in Campania! Questo almeno fino a quando il sistema di tracciabilità satellitare non sia definitivamente operativo e garantisca il monitoraggio.

–          Vogliamo che il governo Nazionale e Regionale della Campania facciano definitivamente chiarezza sulle pratiche di smaltimento dei rifiuti industriali ad oggi ancora importati legalmente nella nostra Regione vista la carenza di impianti idonei. Si faccia chiarezza anche su come si intende procedere alle bonifiche previste nel piano regionale vista la mancanza di tali impianti.

A livello LOCALE le amministrazioni Comunali, Provinciali e Regionale, con strumenti e forme che ne ottimizzino le risorse, dovranno provvedere a:

–          Videosorveglianza delle zone a maggiore incidenza del fenomeno roghi tossici;

–          Vigilanza e presidio del territorio condiviso e coordinato tra le varie amministrazioni interessate (Comuni e Provincia) in maniera da essere efficace ed efficiente dal punto di vista delle risorse necessarie mediante utilizzo di qualsiasi corpo idoneo a controllo e repressione;

–          Ordinanze tendenti a controllare i fenomeni locali di evasione fiscale con forti sanzioni al commercio e ai produttori locali (ad esempio per lo smaltimento di pneumatici).

La guerra dichiarata dal Presidente del Consiglio Monti alla evasione fiscale ed alla corruzione, in Campania non è soltanto una guerra di civiltà ma da anni è guerra di sopravvivenza con grave danno alla salute pubblica!  Oggi diciamo definitivamente:  basta chiacchiere e mistificazioni sui rifiuti urbani!  Stiamo morendo, da anni!  Agite! Agite a tutela di tutte le nostre famiglie e della nostra Patria! Mai, in tremila anni di Storia, la Campania ha subito un simile massacro del proprio territorio!

Il presente comunicato sarà trasmesso alla Comunità Europea e alla Corte Internazionale per i Diritti Umani.         

Napoli, 23 Agosto 2012

 

COORDINAMENTO COMITATI FUOCHI

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Mancata bonifica della discarica di Pianura: comunicato stampa dei cittadini

23 Nov

Spett.le ANSA

Alla c. a. Dr. Enzo La Penna

FAX n. 081-5528028

I cittadini residenti nella zona immediatamente prospiciente alla discarica di Pianura (ex Difrabi), costituitisi parte civile nel processo per il delitto di disastro ambientale, instaurato innanzi al Tribunale di Napoli, III sezione penale, GM Vincenzo Caputo, chiedono con forza che vengano rispettati i propri diritti di cittadini italiani.

A causa della mancata bonifica della discarica, siamo stati gravemente pregiudicati, prima nel diritto a vivere in un ambiente salubre, ed ora nel diritto a che si svolga un processo giusto e celere che riconosca, ove sussistenti, le responsabilità penali degli imputati.

A fronte di un decreto che dispone il giudizio risalente al 1 aprile 2011, a tutt’oggi, la Procura Napoletana non ha ancora individuato un Pm togato, e dunque garantito che questi segua l’intero processo con la necessaria continuità. Riteniamo che il silenzio calato su questa vicenda, e per giunta dopo anni di indagini, sia oltremodo grave e non faccia onore alla Procura Napoletana che dovrebbe perseguire non solo i delitti di criminalità organizzata, ma anche i delitti che coinvolgono direttamente il nostro territorio e la qualità delle nostre vite.

Riteniamo e chiediamo con forza che la Magistratura Napoletana, ora più che mai, si occupi di questo processo che rischia concretamente di finire con una pronuncia di estinzione per prescrizione del reato. Un simile epilogo consacrerebbe il fallimento dello Stato, e prima ancora della Magistratura, fallimento che non vogliamo e non possiamo in alcun modo accettare.

Se due magistrati napoletani (Dr. B. Grimaldi e Dr. Alabiso) hanno ritenuto si potesse andare a processo, nonostante la richiesta di archiviazione del Pm Dr.ssa Buda, si impone un obbligo costituzionale per la Procura della Repubblica partenopea di procedere alla urgente individuazione di un Pm togato, che faccia sentire la voce dello Stato e di tutti noi cittadini.

Chiediamo altresì  che questo processo abbia una corsia preferenziale nell’organizzazione e nello svolgimento delle udienze, perché sino ad ora abbiamo assistito a ben due rinvii (dal 21.10.11 all’11.11.11, e dall’11.11.11 al 9.12.11), senza che si sia proceduto ad una sola attività istruttoria.

Siamo cittadini italiani e vorremmo continuare a credere nella giustizia.