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Afragola: protesta dei cittadini durante il concerto di Anastacia

16 Lug

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Ieri sera ad Afragola, in Via Calvanese all’ingresso dello Stadio L. Moccia, a due passi dal sito avvelenato della Cantariello, in occasione del concerto di Anastacia, i cittadini hanno esposto gli striscioni che vedete nei collage di foto in alto.

Tanti cittadini intervenuti hanno indossato delle mascherine ed è stato dato ampio risalto alla manifestazione che ha adombrato l’evento, che era un vero flop già di per sè per la scarsissima presenza di pubblico.

 Denunciamo l’intervento grave sul sito in questione, svolto abusivamente da ignoti nei giorni scorsi proprio prima del concerto, per fare in modo che diminuissero le esalazioni. Forse per non far sentire la puzza durante il concerto? Non lo sappiamo.

Di fatto, una volta abbattutto il cancello di entrata del sito con le 9000 tonnellate di spazzatura+rifiuti tossici, qualcuno è entrato con un bobcat salendo sulla montagna tossica e smuovendo il terreno, ammassandoci altro terreno misto a rifiuti e tappando temporaneamente le bocche da cui usciva fumo. Oggi il fumo esce di nuovo chiaramente. Insomma, uno stupido tentativo di cui veramente non riusciamo a comprendere il senso e non immaginiamo chi possano essere gli stupidi autori.

Siamo preoccupati perché qualsiasi sabotaggio potrebbe ostacolare le operazioni di caratterizzazione e bonifica che a breve devono partire a cura del Comune di Casoria e della Regione Campania. Per cui denunciamo gravemente atti di questo tipo. Il Comune di Casoria ha provveduto a rimettere in sicurezza l’entrata del sito per evitare nuovi episodi del genere.

Intanto siamo in attesa di avere notizie dall’Assessore all’ambiente Romano della Regione Campania. Abbiamo chiesto un appuntamento per essere ricevuti come Comitati e capire i tempi per la messa in sicurezza e immediata bonifica.

Se non abbiamo risposte in tempi brevi organizzeremo una mobilitazione di protesta alla Regione in Via Santa Lucia.

 COMITATO NO DISCARICHE COMUNI A NORD DI NAPOLI

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Il Comitato promuove una protesta in vista del concerto di Anastacia ad Afragola – rassegna stampa

12 Lug

Da “Roma” del 12 luglio 2012 (cliccate sull’immagine per ingrandirla e leggere l’articolo)

Da “Cronache di Napoli” del 12 luglio 2012 (cliccate sull’immagine per ingrandirla e leggere l’articolo)

Sit-in di protesta alla sede RAI di Napoli

7 Feb

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Nella mattinata di sabato 4 febbraio, i rappresentanti dei Comitati riuniti nelle reti dei “Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti” e di “Insieme per i rifiuti” hanno organizzato un sit-in di protesta davanti ai cancelli della sede RAI di Via Marconi a Fuorigrotta. Obiettivo principale del presidio, esercitare il diritto innegabile ad una corretta informazione sul tema dei rifiuti in Campania, argomento che, a dispetto della gravità di quanto accaduto negli ultimi 20 anni, continua ad essere sottaciuto.

Secondo i comitati, il servizio pubblico nega spazio al racconto di una tragedia tutt’ora in corso, lasciando i cittadini in un mortificante limbo dove non viene spiegato nemmeno l’ABC della raccolta differenziata. Un contesto di ignoranza, che impedisce alla popolazione di prendere coscienza delle pericolose conseguenze per la salute pubblica, causate dal perdurante avvelenamento dell’acqua, della terra e dell’aria in Campania.

A partire dalle ore 10, dunque, gli organizzatori della protesta hanno chiesto un confronto con una rappresentanza della televisione pubblica. Dopo un breve e concitato colloquio con il giornalista Enzo Calise, la dirigenza della sede RAI di Napoli ha accettato di realizzare un servizio sulla manifestazione (andato poi effettivamente in onda nell’edizione serale del TGR della Campania) ed un’intervista con il leader spirituale della protesta, padre Alex Zanotelli, ed ha promesso di dare maggiore spazio a quei movimenti di cittadini che da anni lottano sui singoli territori per cercare di salvare la regione da un disastro ambientale che non ha precedenti e che è stato causato soprattutto da una cattiva gestione di tutto il ciclo dei rifiuti da parte di una classe politica inefficiente e permeata dalle continue ingerenze della criminalità organizzata.

Cittadini campani per un piano alterantivo dei rifiuti: Comunicato della Rete dei Comitati Vesuviani

7 Ott

La Rete dei Comitati Vesuviani (Zero Waste Italia) esprime profonda preoccupazione nell’apprendere, dagli organi di stampa, la notifica di provvedimenti giudiziari a numerosi aderenti al Collettivo sociale Area vesuviana in prima linea, insieme agli altri comitati, nella lotta contro l’apertura e la “mala” gestione della discarica Sari e della possibile paventata apertura di cava Vitiello.

Pur nel rispetto dell’azione della Magistratura e della riservatezza dell’inchiesta, nell’esprimere solidarietà ai destinatari dei provvedimenti giudiziari, sentiamo l’obbligo di rimarcare alcune considerazioni.

In primo luogo la caduta dell’accusa che la protesta fosse guidata da frange dell’estremismo politico anarchico-insurrezionalista se non addirittura della criminalità organizzata come imprudentemente ipotizzato, all’epoca, da “autorevoli” esponenti del Governo nazionale.

L’azione dei comitati e movimenti contro le discariche del Vesuvio ha avuto sempre una forte connotazione di indignazione popolare che ha prodotto una straordinaria partecipazione dei cittadini di una vasta area del territorio vesuviano a difesa di valori costituzionali primari come il diritto alla salute, alla vita, alla salvaguardia dell’ambiente e che si sono opposti ad atti tesi alla devastazione del territorio e che altri soggetti, individuati da norme e leggi, avrebbero invece dovuto garantirne la tutela.

A ragione di ciò basta ricordare le diverse risoluzioni del Parlamento europeo che ha condannato ripetutamente il Governo italiano per palese violazione delle norme ambientali in Campania e la stessa Presidenza del Consiglio che, riconoscendo le ragioni della lotta delle popolazioni vesuviane, certificava la “mala gestione” della discarica Sari esonerando dal suo incarico il sottosegretario di Stato Bertolaso e cancellando in Parlamento l’apertura della discarica di Cava Vitiello.

Ragioni queste che da sole dovrebbero indurre una profonda riflessione su quei mesi di forte tensione, a nostro modesto avviso alimentata da un’inopportuna quanto sproporzionata militarizzazione del territorio che di fatto ha prodotto momenti di aspra contrapposizione, alimentata spesso da alcuni atteggiamenti di provocazione delle stesse forze dell’ordine tali da suscitare più di una perplessità.

E si rimane altrettanto sorpresi dalla tempestività e dal rigore di tali provvedimenti giudiziari quando da anni si attende ancora di conoscere i responsabili del disastro ambientale per lo sversamento illecito di tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi in vaste aree della Campania e del vesuviano, della mancata messa in sicurezza della discarica Sari in cui è accertato il conferimento di materiale non a norma che ha inquinato l’ambiente e creato pericoli certi sulla vita e sulla salute dei cittadini, della mancata pubblicizzazione, oramai da tempo immemorabile, dei dati dei prelievi di falda effettuati dall’Autorità giudiziaria e non ancora resi noti nonostante continue sollecitazioni, di accertare le responsabilità del disastro ambientale che organi dello Stato hanno prodotto con atti e provvedimenti contrari alle normative e di cui gli inquirenti hanno contezza da intercettazioni e da documentazione più volte inviata ed ancora sui tempi e modalità di chiusura e della successiva bonifica dell’attuale discarica Sari.

A tutto questo aggiungasi l’enorme tributo che la popolazione vesuviana sta pagando e pagherà nei prossimi decenni, in termini di salute, per mancato controllo di organi preposti, per la totale assenza d’intervento dell’autorità di tutela e per chiare connivenze imprenditoriali-politico-criminali che hanno goduto di impunità assoluta nel compromettere irrimediabilmente l’ecosistema vesuviano e non solo.

Queste considerazioni attendono una risposta immediata e chiara per evitare che nei cittadini si insinui il dubbio dei “due pesi e due misure” e alimenti ulteriormente la sfiducia verso quelle istituzioni che la Costituzione pone a garanzia del diritto e dell’uguaglianza di tutti gli individui nei confronti della legge.

Rete dei Comitati vesuviani (Zero Waste Italia)

Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti: lo scandalo della fine dell’inchiesta Cassiopea

29 Set

Ecco il testo del volantino che la rete dei Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti distribuirà domani a Piazza Plebiscito, in occasione della visita a Napoli del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I comitati protestano contro la prescrizione dei reati per i 95 imputati dell’inchiesta Cassiopea, attraverso la quale la giustizia italiana indagava sugli sversamenti di rifiuti tossici che hanno inquinato le campagne e le falde acquifere delle province di Napoli e di Caserta.

SCANDALOSO

E

INACCETTABILE !!!

L’INCHIESTA CASSIOPEA, CHE DAL 1999 INDAGA SUL TRAFFICO DI RIFIUTI TOSSICI DAL NORD AL SUD E’ RIMASTA SENZA COLPEVOLI .

PRESSO LE PROCURE COINVOLTE NELLE INDAGINI , QUELLE DI NAPOLI E DI S.MARIA C.V., SONO STATI RALLENTATI I TEMPI DI INDAGINE AL PUNTO TALE DA PERMETTERE CHE I REATI DEI 95 IMPUTATI COINVOLTI NEL TRAFFICO DI RIFIUTI TOSSICI ANDASSERO IN PRESCRIZIONE

STIAMO PARLANDO DI REATI LEGATI ALLO SVERSAMENTO DI MATERIALI PROVENIENTI, SOPRATTUTTO, DA INDUSTRIE SIDERURGICHE E METALLURGICHE DEL NORD, DI SVERSAMENTI CLANDESTINI DI ARSENICO, CADMIO, CROMO, RAME, MERCURIO, PIOMBO, ELEMENTI CHE HANNO AVUTO RIPERCUSSIONI CATASTROFICHE SUL TERRITORIO, DATA LA NATURA ARGILLOSA DEL TERRENO CHE NOTORIAMENTE PERMETTE INFILTRAZIONI DI TALI VELENI IN PROFONDITÀ, FINO A RAGGIUNGERE LE FALDE ACQUIFERE NON TROPPO DISTANTI DALLA SUPERFICIE.

ANCHE LA POPOLAZIONE NE HA SUBÌTO I DANNI, VISTO CHE È STATO NETTO L’AUMENTO DEI CASI DI TUMORE IN QUELLE AREE DEL CASERTANO E DEL NAPOLETANO DOVE SONO AVVENUTI GLI SVERSAMENTI .

OGGI LEVIAMO IL NOSTRO GRIDO PER TESTIMONIARE LA NOSTRA PROFONDA RABBIA E LA VERGOGNA PER AVER LASCIATO MANO LIBERA A QUESTI CRIMINALI.

Rete Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti

Comitati e associazioni di cittadinanza attiva