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Riprendono le riunioni del Progetto Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti

24 Set

Riprendono, dopo la pausa estiva, le attività del Progetto Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti. Martedì 20 settembre, presso l’Hotel Royal Continental di Napoli, si è tenuta la prima riunione (alla quale erano presenti anche alcuni rappresentanti del nostro Comitato) “post-vacanze” del coordinamento che riunisce molti dei comitati che da anni si battono per l’affermazione, in Campania, di  un ciclo virtuoso dei rifiuti (coordinamento a cui il nostro Comitato ha aderito fin dalla sua nascita). Quattro i punti principali all’ordine del giorno. Il primo riguarda l’organizzazione, da parte del Presidio Permanente di Chiaiano e di Marano, di una MANIFESTAZIONE ANTIDISCARICA prevista per sabato 8 settembre. Il secondo verte su un’azione coordinata per protestare contro l’ingloriosa conclusione dell’inchiesta CASSIOPEA, terminata dopo 8 anni con la prescrizione di tutti i 95 imputati: è semplicemente assurdo  pensare che, per la giustizia italiana, non ci sia nessun colpevole per l’avvelenamento delle nostre terre e nessun reato di Disastro Ambientale sia stato commesso. Il terzo punto è stato definito OPERAZIONE TRASPARENZA ed è incentrato sulla richiesta di notizie precise che le amministrazioni sono tenute a fornire, con sistemi trasparenti, ai cittadini: nello specifico, i Comitati chiedono all’assessore all’ambiente del Comune di Napoli di pubblicare e tenere aggiornati i dati reali sulla raccolta differenziata, sui quantitativi della raccolta dei rifiuti indifferenziati e sui tempi di esecuzione degli impianti di compostaggio. L’ultimo punto discusso durante la riunione è stato quello riguardante l’organizzazione di una conferenza pubblica sui diversi sistemi di COMPOSTAGGIO. Quattro azioni, dunque, che costituiscono i principali obiettivi verso i quali tenderà l’attività del coordinamento nelle prossime settimane, e che costituiranno inoltre il punto di partenza della prossima riunione, prevista per martedì 4 ottobre, sempre all’Hotel Royal Continantal.

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Presidio in via S. Lucia: i Comitati dei Cittadini Campani incontrano il dott.Rocco

30 Giu

A margine del presidio organizzato  dalla rete dei Comitati dei “Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti” nella mattinata di oggi, mercoledì 30 giugno, in via Santa Lucia (sotto la sede della Regione Campania), alcuni esponenti dei Comitati hanno incontrato un funzionario della Regione, il dott. Rocco, capo della segreteria tecnica del governatore Stefano Caldoro.

 Compito dei rappresentanti dei Comitati era semplicemente quello di poter consegnare nelle mani di qualche rappresentante istituzionale l’ormai famoso documento delle “linee guida per un piano alternativo dei Rifiuti”, elaborato e già protocollato da tutti gli enti locali a partire dalla prima manifestazione del 18 Dicembre scorso.

Consegnandolo, i Comitati hanno ricordato al Dott. Rocco della principale richiesta contenuta nel documento, cioè quella di un confronto pubblico con comitati e cittadini, nella forma di un consiglio monotematico sui rifiuti, richiesta rimasta finora inevasa, come ogni altra forma di confronto con i comitati.

Oltre al documento, al Dott. Rocco sono stati  consegnati anche il comunicato stampa che convocava la mobilitazione di oggi ed il documento attraverso il quale le “Donne del 29 Agosto” del Comitato di Acerra si oppongono all’utilizzo, ritenuto non a norma dalla stessa magistratura, della piazzola di sversamento utilizzata in questi giorni come sito di trasferenza per i rifiuti provenienti da Napoli.

I Comitati  hanno infine evidenziato l’immobilità della Regione (mancata costruzione di impianti di compostaggio,  nessuna misura di riduzione a monte, nessun sostegno all’avvio del porta a porta…) e la strumentalità della vicenda decreto rifiuti bloccato dal governo nazionale, in considerazione del fatto che nonostante la sentenza del Tar erano e sono possibili accordi con Regioni consenzienti.

 Il Dott. Rocco ha aquisito i documenti assicurando che li avrebbe girati all’assessore competente, poi, con fretta di concludere l’incontro, ha semplicemente affermato che la Regione è impegnata nell’approvazione del piano e che nell’iter sono già previsti gli incontri con le parti sociali.

Sulla questione del consiglio monotematico sui rifiuti richiesto dai comitati, il funzionario ha ribattuto che, “per stile”, il Presidente non entra nel merito della convocazione di un consiglio monotematico, poichè  tale compito spetta al Presidente del Consiglio Regionale ed ai capogruppo delle diverse forze politiche, a cui, a suo avviso, andrebbe inoltrata la richiesta.

Quanto alla questione del decreto rifiuti, Rocco ha in sostanza affermato che il motivo per cui non si è ricorso agli  accordi con le singole Regioni starebbe nei tempi più lunghi che il perfezionamento di tali accordi  richiederebbe.

E purtroppo a nulla è valso fargli notare che di tempo ne è stato già perso molto e che  la richiesta del consiglio monotematico inoltrata al Presidente Caldoro, al di là delle procedure, è di ordine politico e che quindi su questo piano i Comitati chiedono una risposta.

In sintesi, ma questa non è una novità, la Regione va per la sua strada e di alternative e confronti non ne vuol sentir parlare.

L’incontro si è così concluso, ma i rappresentanti dei Comitati hanno assicurato che continueranno ad opporsi all’apertura di discariche ed inceneritori e a battersi per un piano alternativo dei rifiuti.

Progetto cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti: secondo incontro al Royal Continental

16 Feb

Si è tenuta martedì 15 febbraio, presso la sede dell’Hotel Royal Continental di Napoli, la seconda riunione del Progetto Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti. A rappresentare il nostro Comitato c’era Francesca Sacfuto che ci ha fornito un report dell’incontro, che pubblichiamo di seguito.

I punti discussi durante la riunione sono stati: la messa in atto di strategie comuni sia per quanto concerne l’aspetto giuridico, la ricerca quindi di procedimenti giudiziari da attuare, sia per quanto concerne la comunicazione e quindi la sensibilizzazione della popolazione. Altri punti all’ordine del giorno, che il comitato non è riuscito a discutere, ma a cui ha solo accennato sono: la preparazione all’incontro con la Commissione Ambiente della Provincia, la preparazione di una grande manifestazione ipotizzata per gli inizi di aprile, la legge regionale del registro tumori.

Le proposte avanzate rispetto alle azioni del comitato sulla comunicazione, sono state: istituire un presidio fisso, permanente in una piazza;  istituire un ufficio stampa univoco, che possa essere portavoce dei comitati; fare assemblee pubbliche all’aperto al fine di coinvolgere maggiormente la cittadinanza. Il comitato, nella voce di chi è più anziano nella lotta, pensa che l’interpellanza delle Istituzioni, ovvero della Provincia e dei Comuni, si sia rivelata il più delle volte fallimentare, ma che possa tuttavia assolvere ad un compito comunicativo nei confronti della cittadinanza, apportando ulteriori esempi di negligenza e assenza di volontà istituzionale nella soluzione del problema rifiuti. Ad ogni tentativo di agganciare le Istituzioni, deve quindi corrispondere una comunicazione solerte ai cittadini sugli esiti, spesso appunto retorici e inconcludenti a livello pratico, della interpellanza. Per tale ragione, più che i tavoli tecnici, sono suggeriti incontri con le amministrazioni con pubblico contraddittorio. La strategia vincente è quindi quella della mobilitazione di massa. E’ stata proprio la mobilitazione di 10.000 persone a fare in modo che Cesaro ritirasse il suo “diktat” sulla allocazione della discarica a Quarto. Il lavoro di coinvolgimento si pensa debba avvenire per micro-area, per quartiere.

Rispetto al coinvolgimento delle Istituzioni, è emersa diversità di punti di vista, dall’altro lato infatti c’era l’opinione di imprenditori che incoraggiano azioni di confronto con le Istituzioni.

Il comitato esprime quindi in definitiva una doppia azione, ad un livello macro e ad un livello micro. Nel primo livello si auspica il lavoro giuridico di un pool di legali, ma verso di esso non sono riservate molte speranze, che appaiano invece più consistenti nel livello micro di azione, appunto quello del coinvolgimento dei cittadini nelle piccole azioni quotidiane, a partire dai quartieri e quello del coinvolgimento delle categorie di professionisti, delle aziende come quelle agricole che sono danneggiate dalla contaminazione da rifiuti. Il comitato manifesta anche riserbo rispetto alla valutazione di azioni che sembrerebbero andare nella direzione del riciclo come a Benevento, poiché sono viste come inezie rispetto alla mole della crisi in atto, e perché non risolvono il problema, eliminando del tutto l’uso di discariche ed inceneritori, ma diventano semplici viatici per carriere politiche personali.

Si è infine ribadita la volontà del Co.Re.Ri e del Comitato Salute Ambiente di non eleggere portavoce, per il principio di interscambiabilità, così come la possibilità dei cittadini di aderire al comitato solo come singoli e non come associazioni, al fine di evitare possibili strumentalizzazioni politiche.