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I primi Video della Mobilitazione 13 Maggio alla Cantariello

16 Mag

Alla Mobilitazione di domenica 13 Maggio alla Cantariello erano presenti diversi operatori dell’informazione. Il video pubblicato in questo post si riferisce al servizio che la WebTV Unica Channel ha dedicato all’evento. Cliccando invece su questo link è possibile vedere il reportage (articolo+video) realizzato dal sito fanpage.it.

Ne approfittiamo per ricordare che nella sede delle associazioni presso i campetti di Via E. Berlinguer  è stato istituito il PRESIDIO PERMANENTE PER LA BONIFICA DELLA CANTARIELLO, il cui  prossimo incontro è fissato per martedì 22 Maggio alle ore 18.30.

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Bonificate immediatamente l’ex sito di stoccaggio del Cantariello!

13 Mag

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Oggi, 13 maggio 2012, grande successo di partecipazione con centinaia di persone che hanno aderito alla MOBILITAZIONE organizzata dal Comitato ‘NO Discariche Comuni a Nord di Napoli’ e Legambiente Afragola per chiedere con fermezza la BONIFICA IMMEDIATA del sito di stoccaggio della Cantariello sul confine Casoria-Afragola.

Sono state raccolte centinaia di firme per la petizione che a breve sarà consegnata alla Regione Campania e alle Istituzioni preposte che devono provvedere alla Bonifica.

Alla sede delle associazioni dei campetti di Leroy Merlin si è di fatto costituito il PRESIDIO PERMANENTE PER LA BONIFICA DELLA CANTARIELLO dove saranno da oggi fatti incontri per aggiornare i cittadini sui passi che seguiranno e dove è possibile ancora contribuire con le firme alla petizione. Prossimo incontro martedì 22 maggio alle ore 18.30.

Erano presenti alla mobilitazione il Sindaco e l’Assessore all’Ambiente del Comune di Casoria mentre era completamente assente l’Amministrazione del Comune di Afragola. Il Sindaco di Afragola continua a trincerarsi dietro l’incompetenza territoriale trascurando che la maggior parte delle conseguenze di questa bomba ecologica sono sulla salute dei propri concittadini, evitando dunque di solidarizzare con la protesta di fatto se ne lava le mani nonostante potrebbe molto utilizzando la propria carica di parlamentare.

Da oggi inizia dunque un percorso, sicuramente travagliato e difficile, che ci vedrà parte attiva nel processo di spinta alle istituzioni per la salvaguardia del nostro diritto alla salute.

Lucio Iavarone

COMITATO NO DISCARICHE COMUNI A NORD DI NAPOLI

“Assedio” alla sede della Regione Campania – 15 febbraio 2012

22 Feb

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Mercoledì 15 febbraio si è svolto il preannunciato ‘Assedio alla Regione’ nonostante ci fosse il NO della Questura di Napoli.

 Il Coordinamento per l’Opposizione sociale, un coordinamento di numerosi comitati che da tempo lottano su vari fronti (Ambiente, Lavoro, Sanità, Trasporti) si sono dati appuntamento per il 15 febbraio allo scopo di manifestare tutto il proprio dissenso contro le politiche fallimentari della Regione Campania su tutti questi fronti:

– Lavoro, nessun intervento della Regione per favorire la ripresa occupazionale;

– Sanità, chiusi altri pronto soccorso nella città di Napoli, adesso è rimasto solo il Cardarelli. Tante sono le strutture sanitarie pubbliche ridimensionate e ad un passo dalla chiusura;

– Trasporti: riduzione di risorse anche nei trasporti, si continuano a tagliare corse di autobus, treni, metropolitane, circumvesuviana;

– Ambiente: approvato dalla Regione il Piano rifiuti della vergogna definito da tutti ‘Criminale’.

Queste le istanze alla base dell’iniziativa di dissenso. Dissenso negato, che comunque è continuato anche nei giorni successivi con un presidio permanente.

Scandaloso: ci tolgono anche il diritto al dissenso

14 Feb

Il consigliere comunale di Napoli Pietro Rinaldi

Pubblichiamo qui  uno dei pochissimi comunicati rimbalzati sulla stampa. Quest’atto gravissimo di bavaglio alla democrazia è stato taciuto da tutti i mezzi di comunicazione.

VIETATO IL CORTEO DEI MOVIMENTI ALLA REGIONE CAMPANIA : RINALDI “CALDORO CI STA AFFAMANDO NON SI PUÒ PERMETTERE”

La Questura di Napoli ha vietato la manifestazione prevista per domani sotto la sede della Regione Campania a Santa Lucia promossa dai movimenti napoletani.

Sull’argomento interviene il consigliere comunale di Napoli è Tua Pietro Rinaldi.

“E’ inaccettabile in questo grave momento di crisi, che un Ente come la Regione Campania guidata da un giovane fallito come Caldoro, possa permettersi di proibire le legittime azioni di protesta contro chi sta affamando i cittadini campani”.

Dura la presa di posizione del consigliere comunale che sottolinea “E’ altrettanto grave che il Prefetto assecondo queste ingiustificate richieste del governatore”.

Pietro Rinaldi esprime la sua vicinanza ai movimenti che hanno promosso la manifestazione di domani e la condivisione dei temi.

Ed aggiunge “Francamente mi aspetto una presa di posizione netta di condanna di questo stato di cose di tutti quelli che hanno a cuore la democrazia nel nostro paese ed in città. In primis dall’amministrazione comunale che comunque deve essere garante del libero agire democratico in città.”

“La Grecia – conclude Rinaldi – è troppo vicina per assecondare i desideri di Caldoro che vuole proibire il dissenso”.

Il consigliere Pietro Rinaldi ha comunicato che sarà presente domani alla manifestazione indetta dai movimenti napoletani.

Avv. Pietro Rinaldi – Consigliere Comunale

Manifestazione a S. Maria Capua Vetere

12 Feb

APPELLO PER LA MANIFESTAZIONE DI SABATO 11 FEBBRAIO ORE 9.00 VILLA COMUNALE A S.MARIA C.V.

MANIFESTIAMO TUTTI PER DIFENDERE LA NOSTRA TERRA E LA NOSTRA SALUTE

CONTRO IL PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI, IL GASSIFICATORE DI CAPUA ED IL DIGESTORE ANAEROBICO DI SANTA MARIA C.V.;

Terra di Lavoro, messa in ginocchio da venti anni di emergenza rifiuti, sta per subire un nuovo attacco: invece di bonificare e di implementare la Raccolta Differenziata, la Regione Campania continua ad inquinare approvando un piano regionale dei rifiuti CRIMINALE.

Il Piano prevede altri tre Inceneritori (oltre quello di Acerra), un Gassificatore a Capua o comunque nel casertano e Digestori Anaerobici di ampia portata, uno di questi a S. Maria C. V.;

Perché chiediamo che il Piano Regionale venga modificato?

1) Il piano ipotizza un 50% di raccolta differenziata per il 2015 e su questa base definisce la necessità di nuovi inceneritori. Ma in realtà la differenziata porta a porta è finalmente partita e in molti comuni raggiunge percentuali molto più alte.

2) Non c’è sostegno o incremento della filiera del riciclo. Il Piano prevede che questi rifiuti vengano bruciati.

3) La Regione prevede di bruciare quasi due milioni di tonnellate di rifiuti costruendo altri tre inceneritori, un impianto ad hoc per bruciare le ecoballe e un gassificatore a Caserta. Ma solo l’impianto di Acerra è costato allo stato quattrocento milioni e per costruire un inceneritore ci vogliono almeno quattro anni. Se la logica è sostenere la differenziata, nel 2016 bisognerebbe aver raggiunto un’alta percentuale. E poi un inceneritore dura almeno trent’anni: cosa si brucerà in tutto questo tempo? In Germania e in Olanda importano la nostra monnezza, ma noi qui abbiamo anche tanti rifiuti industriali e tanta camorra. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

4) Gli inceneritori sono un buon affare, ma non per tutti. Riciclare plastica fa risparmiare il doppio dell’energia che si ricava bruciandola e il costo dell’energia elettrica prodotta dagli inceneritori è superiore a quello prodotto da petrolio, metano, eolico, idroelettrico. Quindi a chi conviene? La convenienza è solo degli imprenditori che per ogni tonnellata bruciata possono intascare anche circa sessanta euro, perché la legge italiana considera l’incenerimento dei rifiuti un’energia rinnovabile da sostenere economicamente con i famosi Cip6.

5) Al compostaggio si preferisce speculare con i gassificatori e mega-digestori anaerobici. In Campania si producono circa trecentoventicinque tonnellate di umido. Ma nel piano regionale, gli impianti di compostaggio previsti potranno accogliere centomila tonnellate ogni anno.

6) Il piano si dà un obiettivo di riduzione dei rifiuti del 3% (si dovrebbe arrivare al 10% nel 2014), mentre l’Unione europea fissa questa soglia al 20%. I modi e le indicazioni per ridurre la produzione di immondizia sono rimandati a un prossimo provvedimento legislativo.

7) Il piano, grazie alla perversa logica adottata, prevede altre discariche per cinquecentotremila tonnellate l’anno. E non parla di come smaltire i rifiuti industriali.

Inoltre, sabato diremo No al digestore anaerobico di Santa Maria C.V., in quanto:

  •  Sarà ubicato a meno di 5 km (come previsto dalla legge) dal centro abitato, dal carcere e da quattro delle scuole sammaritane.Sarà causa di emanazioni odorose di cui studenti e cittadini dell’intera zona saranno vittime;
  • Ha una portata in tonnellate (75000) superiore a qualsiasi altro digestore in Italia e non è prevedibile l’impatto che potrebbe avere sull’ambiente,soprattutto se,come si teme,vi verranno sversati anche fanghi industriali,dato che la natura dei fanghi stessi,essenziali per il trattamento, non è specificata;
  • Sarà gestito da aziende private, delle quali non è possibile garantire l’affidabilità, per favorire i soliti noti e arrecare ulteriore danno a una terra già assai colpita dalla criminalità organizzata;
  • Vi è la presenza di altri mega-impianti che creano un vero e proprio “triangolo” di smaltimento ( S.Maria C.V.;- Capua; S. Tammaro);

In virtù di quanto appena esposto invitiamo i cittadini, i comitati, le associazioni, i centri sociali e tutte le realtà aggregative di base a partecipare al corteo, chiedendo fin da ora che, al termine dello stesso, l’assessore provinciale all’ambiente Mastellone incontri una delegazione dei partecipanti al fine di fornire chiarimenti sul piano provinciale, sulla sua attuazione e sugli impianti previsti nonché a discutere le possibili alternative.

Rete Beni Comuni (Agro Caleno); Consulta Cittadina per l’ambiente (Santa Maria C. V.); Comitato No Gassificatore (Capua); Forum Ambiente Vitulazio; Centro Sociale Tempo Rosso (Pignataro Maggiore); Centro Sociale Spartaco (Santa Maria C. V.); Collettivi Studenteschi Santa Maria C. V.; UDS Capua; Associazione Extra Moenia (Capua); Associazione BeYourself (Sparanise); Piccola Libreria 80mq (Calvi Risorta); Comitato Cittadinanza Attiva (Bellona);

Volantino per la manifestazione del15 febbraio a Palazzo Santa Lucia

6 Feb

Costruiamo l’opposizione sociale contro i sacrifici, precarietà e devastazione ambientale

Utilizzando il ricatto della procedura di infrazione che l’Europa ha aperto contro l’Italia per la pessima gestione dei rifiuti in Campania, la Regione ha approvato il Piano Regionale Rifiuti . Ignorando completamente le proteste e persino le osservazioni e le proposte fatte dai comitati e dai cittadini, Caldoro e l’assessore all’ambiente Romano hanno dato il via ad un piano che condanna i cittadini campani a continuare ad ammalarsi per i veleni accumulati in un territorio destinato ad essere ulteriormente devastato.

Quattro impianti di incenerimento in grado di bruciare più del 50% dei rifiuti prodotti ogni anno in regione, un quinto enorme impianto nella martoriata zona di Giugliano/Villa Literno destinato a bruciare per almeno 15 anni i circa 8 milioni di tonnellate di eco balle ancora stoccate, obiettivi di raccolta differenziata a regime al massimo del 50% (contro il 65% minimo previsto dalla normativa italiana già da quest’anno), nessuna seria politica di riduzione dei rifiuti, pochi impianti destinati al trattamento della frazione umida, un recupero di materiali inferiore al 20%, l’assurda decisione di destinare  circa la metà del rifiuto organico in uscita dagli impianti di digestione anaerobica (1.500.000 tonnellate su 3.500.000 prodotte in dieci anni) ad essere bruciato insieme alle ecoballe,  8.800.000 mc di discariche (equivalenti a 12 discariche come quella di  Chiaiano) da utilizzare nei prossimi dieci anni.

Questo è il Piano regionale rifiuti che questa amministrazione ha presentato come la soluzione definitiva all’emergenza campana, ma che, in realtà, puntando sugli impianti di incenerimento, che non entreranno in funzione prima del 2015-2016, non è assolutamente in grado di risolvere le attuali ininterrotte emergenze a cui si pensa di continuare a far fronte con il trasporto dei rifiuti fuori regione e fuori nazione.

In altre parole, mentre in tutti i settori si impone, in nome del patto di stabilità, una politica di lacrime e sangue effettuando tagli senza precedenti ai servizi sociali, alla sanità, ai trasporti pubblici, alle bonifiche, si decide di sprecare centinaia di milioni per una gestione dei rifiuti fallimentare e dannosa che servirà ad arricchire sempre e solo chi in questi decenni ha impunemente lucrato sui traffici della monnezza.

Ad ulteriore prova c’è la incredibile decisione della Regione di acquistare, al prezzo di 355 milioni, l’inceneritore di Acerra di proprietà della FIBE. Questa azienda, che nel 1999 si aggiudicò la costruzione dell’impianto di Acerra e la gestione dei rifiuti, è, come ha provato la stessa magistratura, la principale responsabile dello scempio dei territori campani e dell’attuale disastrosa situazione. Nonostante i processi ai suoi dirigenti siano ancora in corso, la Regione Campania sceglie di avallarne l’operato consentendogli di chiudere con profitto la sua estromissione dall’affare monnezza. Dove la Regione prenderà questi 355 milioni? Grazie all’ok del governo Monti, saranno utilizzati i fondi FAS, quelli per intenderci che dovrebbero essere utilizzati per lo sviluppo e l’occupazione.

NON POSSIAMO PERMETTERLO! Non possiamo consentire che con tanti disoccupati e mentre si negano i fondi alle aziende partecipate che si occupano di bonifica – impedendo l’avvio di un vero piano di recupero e riqualificazione dell’inquinato territorio campano e mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro -, si regalino milionate a chi è responsabile di quell’inquinamento.

I 355 milioni di fondi FAS con cui ci si appresta a comprare l’inceneritore di Acerra e le altre centinaia e centinaia da spendere per la costruzione di altri 5 inceneritori ed altre discariche, devono essere utilizzati per l’avvio di un piano virtuoso, per la bonifica dell’intero territorio regionale e per l’occupazione. Ma anche per l’incremento dei controlli e della cura della nostra salute, messa a rischio dai veleni e dal taglio enorme al sistema sanitario regionale.

E’ venuto il momento di impegnarsi nella costruzione di una nuova stagione di opposizione e conflitto contro un’Amministrazione regionale che, per prerogative, poteri e flussi di danaro pubblico che gestisce, è la principale controparte delle vertenze e dei conflitti in atto e che non può più sottrarsi, come ha fatto finora, al confronto con le istanze reali che vengono dalla società.

Per questo, come reti e comitati in lotta per un altro piano rifiuti, per la salute e per l’ambiente, come lavoratori, movimenti sociali e realtà di base e collettivi studenteschi,

il 15 Febbraio 2012 ore 10 saremo in piazza per una

Manifestazione/Assedio sotto la sede Regione Campania a Santa Lucia

per dire, unitariamente, no alla loro politica di sacrifici e di devastazione ambientale.

Coordinamento regionale per l’opposizione sociale

Manifestazione contro la discarica del Castagnaro

1 Feb

Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti: manifestazione a Chiaiano sabato 8 ottobre

9 Ott

Manifestazione a Chiaiano di sabato 8 ottobre. Foto tratta da http://www.napoliurbanblog.com

Si apre la campagna per la chiusura della discarica

Oltre 2.000 persone sono scese in piazza questo pomeriggio tra Chiaiano e Marano, nella manifestazione convocata dal Presidio permanente per rilanciare la mobilitazione per la chiusura della discarica. La manifestazione, partita dalla storica Rotonda Titanic, è stata convocata dopo i dati ufficiali che sono stati scoperti dai comitati in cui si evince in maniera palese il taroccamento delle cifre della capienza della discarica di Chiaiano da parte della Provincia di Napoli e della Regione Campania.

Si è aperta con la manifestazione di oggi una nuova fase, da queste parti la crisi non è solo l’impoverimento economico, l’aumento della precarietà e la perdita dei diritti, è anche un peggioramento della qualità della vita esponenziale. Qui a nord di Napoli tutte le sere si fanno i conti con la puzza, i veleni e tutti i disagi che questa discarica che si ostinano a rimpinzare di rifiuti, comporta.

Alla manifestazione erano presenti anche i sindaci di Marano, Mugnano, Calvizzano e Grumo Nevano, e per il Comune di Napoli il consigliere Pietro Rinaldi.

Nonostante la pioggia i manifestanti hanno sfilato in migliaia per le strade di Chiaiano e Marano fino alla fine di Via Cupa dei Cani, a poche centinaia di metri dall’ingresso della discarica, dove la Questura ha fermato il corteo. All’arrivo davanti al blocco della polizia i manifestanti hanno issato un’enorme striscione tra i palazzi che costeggiano la strada, chiudendo completamente Via Cupa dei cani. Sullo striscione alto 4 metri e lungo 8, c’era la scritta «Chiudiamo il sipario. Jatevenne» richiamando simbolicamente alla chiusura della discarica.

Si apre ora una fase nuova, in cui dobbiamo provare ad imporre la chiusura della discarica dal basso. Saremo presenti alla manifestazione degli indigati il prossimo 15 ottobre con dei pullman che partiranno proprio da Chiaiano, perchè non vogliamo pagare la crisi ne in termini economici ne in termini ambientali.

I manifestanti hanno annunciato che nelle prossime settimane ricorreranno anche all’occupazione della discarica se la Provincia di Napoli e la Regione Campania non comunicheranno la data di chiusura entro l’anno.

Per Venerdi’ 14 ottobre è stata convocata un’assemblea popolare alle ore 19 al presidio permanente per decidere le prossime tappe della campagna per la chiusura della discarica, mentre il 15 ottobre i comitati saranno a Roma nello spezzone di Uniti per l’alternativa.

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano

Rete Commons

Prescizione dell’inchiesta Cassiopea: la protesta dei Comitati dei Cittadini Campani in Piazza Plebiscito

7 Ott

Venerdì 30 settembre 2011, in occasione della visita a Napoli del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i Comitati uniti nella Rete dei Cittadini Campani per un Piano Rifiuti Alternativo hanno organizzato una manifestazione di protesta per esprimere la loro rabbia per l’esito fallimentare dell’inchiesta “Cassiopea”, conclusasi con la prescirizione dei reati di cui erano accusati i 95 imputati. Portata alla ribalta dagli scritti di Roberto Saviano, “Cassiopea”, la grande inchiesta condotta dalle Procure di Napoli e S. Maria Capua Vetere, avrebbe dovuto far luce sui traffici di rifiuti tossici che partivano dalle aziende del Nord Italia per andare ad inquinare le campagne del napoletano e del casertano. Il meccanismo era piuttosto semplice: per risparmiare sui costi di smaltimento dei rifiuti prodotti dalle loro industrie, imprenditori senza scrupoli pagavano i criminali della camorra che, a prezzi decisamente più bassi, li smaltivano sversandoli illegalmente nelle discariche ma anche nei terreni agricoli della regione. Arsenico, cadmio, piombo, rame, mercurio, cromo sono solo alcune delle sostanze che, data la natura argillosa dei terreni, si sono infiltrate in profondità, fino a raggiungere anche le falde acquifere. Un vero e proprio disastro ambientale, insomma, ma anche una catastrofe dal punto di vista sociale ed economico, per i danni provocati alle attività agricole di quella che una volta era una delle zone più fertili d’Italia ma soprattutto per lo spaventoso aumento di tumori e patologie nella popolazione di queste aree. Un distastro per il quale al giorno d’oggi non c’è nessun colpevole. Ed è questo il motivo per cui i in occasione della mostra “Da sud. La partecipazione del Mezzogiorno al processo di formazione dello Stato unitario” e del convegno “Nazione e libertà nel Mediterraneo del XIX secolo”, tenutisi nella mattinata di venerdì a Palazzo Reale, i Comitati hanno voluto gridare la loro rabbia, esponendo uno striscione in Piazza Plebiscito per testimoniare, al Presidente ed a tutte le autorità presenti, tutto lo sdegno e la vergogna per quelle lungaggini burocratiche che sono state alla base della fine di un’inchiesta il cui fallimento ha sostanzialmente lasciato impuniti dei reati gravissimi. Del gruppo di cittadini che per tutta la mattinata ha manifestato in Piazza Plebiscito – in cui spiccava la presenza di Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano ed attivista per i diritti, la pace e la tutela dell’ambiente – faceva parte anche una piccola delegazione del Comitato No Discariche dei Comuni a Nord di Napoli che ha la sua sede ad Afragola che, come prutroppo ormai sappiamo, è uno dei Comuni più colpiti dai traffici e dai roghi illegali di rifiuti tossici.

Sabato 9 aprile 2011, ore 10,00 – tutti a Piazza Dante a Napoli

6 Apr

Il Comitato No Discariche dei Comuni a Nord di Napoli aderisce alla manifestazione organizzata dalla rete dei comitati del Progetto Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti, della quale il nostro comitato è parte attiva. Il corteo partirà alle ore 10,00 da Piazza Dante a Napoli ed attraverserà alcune delle vie principali della città. Per l’occasione il nostro Comitato metterà a disposizione di chiunque voglia partecipare un autobus che partirà alle ore 8,30 da Viale S. Antonio ad Afragola. Chi è interessato può contattare il Comitato all’indirizzo e-mail nodiscarichenordnapoli@yahoo.it, oppure Carmine Valentino all’indirizzo e-mail valekar@libero.it o al numero 3339392101. La quota di partecipazione, che sarà raccolta al momento della partenza, andrà dai 3 ai 5 euro.

Il Comitato partecipa alla grande manifestazione di Quarto: no alle discariche, a Cava Spinelli come altrove

29 Gen

 

Ecco il testo del servizio realizzato in occasione della manifestazione tenutasi a Quarto sabato 29 gennaio 2011:

 

 

Associazioni, partiti politici, sindacati, comitati e semplici cittadini del territorio di Quarto e delle zone limitrofe si sono dati appuntamento sabato 29 gennaio, per protestare contro l’ipotesi, avanzata dalla Provincia di Napoli, dell’apertura di una discarica nel sito di Cava Spinelli, nell’immediata periferia del comune flegreo. Oltre a questo, però, gli obiettivi principali della manifestazione erano, da un lato, quello di dire un no generale alla logica di un ciclo dei rifiuti basato su discariche ed inceneritori che fino ad oggi ha solo devastato il territorio della Campania e permesso l’infiltrazione delle organizzazioni criminali, e dall’altro, quello di informare la popolazione sulle possibilità e sui vantaggi di una gestione virtuosa di tale ciclo, basata su riduzione a monte, raccolta differenziata, riciclo e riuso dei materiali, ed attuata attraverso la costruzione di isole ecologiche, impianti di compostaggio e recupero dei materiali a basso impatto ambientale, sul modello di quello attualmente in funzione nel Comune veneto di Vedelago. Una gestione che preveda magari anche, al posto dell’attuale TARSU, Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani basata sui metri quadrati degli immobili condotti, l’istituzione di una TIA, Tariffa sull’Igiene Ambientale basata invece sulle quantità di rifiuti effettivamente prodotti dai singoli cittadini, che andrebbe a premiare gli utenti più virtuosi in materia di gestione dei rifiuti.

Il corteo, partito alle ore 14 dalla Villa Comunale, ha attraversato alcune delle principali strade cittadine, tra cui la centralissima Via Campana, per concludersi proprio all’ingresso della cava. Davvero massiccia l’affluenza, stimata in oltre diecimila persone, così come la partecipazione delle organizzazioni della società civile, dalle associazioni ambientaliste come Legambiente ed il WWF, ai sindacati come CISL e CGIL, ai partiti politici, fino ai comitati No discarica nati in questi anni sui territori più devastati dalla tragica emergenza rifiuti come Chiaiano, Pianura, Giugliano, Terzigno ed Acerra. E tra questi ultimi c’era anche un rappresentanza del Comitato No Discariche dei Comuni a Nord di Napoli, che ha sfilato con un cartello che testimoniava la sua solidarietà e vicinanza agli abitanti di Quarto e che ha ricevuto per questo sentiti apprezzamenti da parte di alcuni dei partecipanti al Corteo.