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Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti: riunione all’hotel Royal Continental di martedì 11 ottobre 2011

12 Ott

Martedì 11 Ottobre 2011, presso l’hotel Royal Continental di Napoli, si è tenuta  una riunione nell’ambito del Progetto dei Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti. Ecco brevemente quelli che sono stati i temi all’ordine del giorno.

1. Nel segno della solidarietà, l’assemblea ha accolto Angelo Genovese per sentire dalla sua viva voce i dettagli dell’ingiusta emissione di 31 avvisi di garanzia destinati agli amici attivisti di Terzigno. Un provvedimento iniquo che svela una giustizia a due velocità: efficace ed agguerrita verso chi difende il proprio territorio, lenta e inefficace verso i veri colpevoli dello scempio ambientale, quali gli indagati del processo Cassiopea. Per dar corpo a questa SOLIDARIETÀ, l’assemblea ha stabilito di partecipare al fondo istituito per affrontare le spese legali per l’iter giudiziario e di aderire alle possibili azioni comuni che rappresentino il dissenso per un atto che non trova alcun fondamento se non quello di inibire le popolazioni dall’esprimere la lecita contrarietà e di difendere ad oltranza un diritto costituzionale.

2. Riguardo alla prescrizione dell’indagine CASSIOPEA e, per estensione, al traffico dei rifiuti tossici-industriali, si è deciso di sottoporre all’attenzione del Presidente della Repubblica che presiede il Consiglio Superiore della Magistratura, al Ministro della Giustizia ed alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, un documento che denunci il danno derivato dalla chiusura del processo, evidenziando quello che comporta la mancata persecuzione dei mandanti e degli esecutori di questo immane delitto ambientale: un “lasciapassare” insopportabile che premia un “modello d’impresa” che evade le procedure, rafforza corruzione e malavita, DEVASTA IL TERRITORIO. Un documento, che, inoltre, invochi una chance di ripresa o di re-interpretazione del processo che porti ad una sua riapertura ed evidenzi l’assenza di un quadro legislativo adeguato alla gravità dei reati ambientali. L’assemblea ha quindi deciso di lanciare a livello locale e nazionale una PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE per l’inasprimento delle pene per i disastri ambientali – che in primo luogo delegittimi la prescrizione del reato – oppure, in alternativa, di rintracciare un analogo movimento, qualora già esistesse, per aderirvi.

3. Restando nello stesso ambito, per l’inquinamento ambientale dei velenosi roghi della TERRA DEI FUOCHI, si è deliberato di condividere il modulo di segnalazione per le discariche abusive e per i cumuli di rifiuti tossici, coercitivo per l’amministrazione alla loro rimozione e, in caso di inadempienza, denunciabile alla Procura della Repubblica. L’assemblea ha anche deciso di partecipare a ”2013,  ANNO EUROPEO DELL’ARIA”,  lanciato dal Commissario all’Ambiente Janez Potocnik, con un dossier specifico descrittivo dell’estensione del fenomeno che ne denunci l’evidente gravità.

4. Continua l'”OPERAZIONE TRASPARENZA”: è ancora possibile sottoscrivere  l’appello per rendere pubblici i dati sull’operato dell’Assessorato all’Ambiente.

5. Infine, è ancora possibile sottoscrivere anche le OSSERVAZIONI AL PIANO REGIONALE, tradotte in Inglese, che nell’arco di una settimana saranno inviate a Bruxelles.

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Prescizione dell’inchiesta Cassiopea: la protesta dei Comitati dei Cittadini Campani in Piazza Plebiscito

7 Ott

Venerdì 30 settembre 2011, in occasione della visita a Napoli del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i Comitati uniti nella Rete dei Cittadini Campani per un Piano Rifiuti Alternativo hanno organizzato una manifestazione di protesta per esprimere la loro rabbia per l’esito fallimentare dell’inchiesta “Cassiopea”, conclusasi con la prescirizione dei reati di cui erano accusati i 95 imputati. Portata alla ribalta dagli scritti di Roberto Saviano, “Cassiopea”, la grande inchiesta condotta dalle Procure di Napoli e S. Maria Capua Vetere, avrebbe dovuto far luce sui traffici di rifiuti tossici che partivano dalle aziende del Nord Italia per andare ad inquinare le campagne del napoletano e del casertano. Il meccanismo era piuttosto semplice: per risparmiare sui costi di smaltimento dei rifiuti prodotti dalle loro industrie, imprenditori senza scrupoli pagavano i criminali della camorra che, a prezzi decisamente più bassi, li smaltivano sversandoli illegalmente nelle discariche ma anche nei terreni agricoli della regione. Arsenico, cadmio, piombo, rame, mercurio, cromo sono solo alcune delle sostanze che, data la natura argillosa dei terreni, si sono infiltrate in profondità, fino a raggiungere anche le falde acquifere. Un vero e proprio disastro ambientale, insomma, ma anche una catastrofe dal punto di vista sociale ed economico, per i danni provocati alle attività agricole di quella che una volta era una delle zone più fertili d’Italia ma soprattutto per lo spaventoso aumento di tumori e patologie nella popolazione di queste aree. Un distastro per il quale al giorno d’oggi non c’è nessun colpevole. Ed è questo il motivo per cui i in occasione della mostra “Da sud. La partecipazione del Mezzogiorno al processo di formazione dello Stato unitario” e del convegno “Nazione e libertà nel Mediterraneo del XIX secolo”, tenutisi nella mattinata di venerdì a Palazzo Reale, i Comitati hanno voluto gridare la loro rabbia, esponendo uno striscione in Piazza Plebiscito per testimoniare, al Presidente ed a tutte le autorità presenti, tutto lo sdegno e la vergogna per quelle lungaggini burocratiche che sono state alla base della fine di un’inchiesta il cui fallimento ha sostanzialmente lasciato impuniti dei reati gravissimi. Del gruppo di cittadini che per tutta la mattinata ha manifestato in Piazza Plebiscito – in cui spiccava la presenza di Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano ed attivista per i diritti, la pace e la tutela dell’ambiente – faceva parte anche una piccola delegazione del Comitato No Discariche dei Comuni a Nord di Napoli che ha la sua sede ad Afragola che, come prutroppo ormai sappiamo, è uno dei Comuni più colpiti dai traffici e dai roghi illegali di rifiuti tossici.