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Nasce il sito web del Coordinamento Comitati Fuochi

5 Set

Grazie al contributo eccezionale di volontari come Salvatore Passariello e Raffaele Semonella, è stato realizzato e reso disponibile il sito Web del Coordinamento Comitato Fuochi.

Il Coordinamento ha ravvisato la necessità di avere uno spazio Web di riferimento, che sia idoneo alla pubblicazione di documenti, iniziative ed info, e dia la possibilità di inserire articoli e notizie che siano soprattutto spunti di riflessione.

Il sito è suddiviso per aree tematiche, in merito alle quali i realizzatori aspettano suggerimenti, soprattutto in questa fase di consolidamento/costruzione.

Sarà inoltre creato uno spazio in cui le associazioni locali aderenti potranno pubblicare articoli legati alle tematiche ambientali dei loro territori e promuovere le loro iniziative ed i loro eventi.

Al momento, in prima pagina, è stato inserito il banner per la campagna di raccolta firme con i link alla pagina per scaricare i moduli per la raccolta firme. È stato poi aggiunto un link ad una pagina con i riferimenti delle “postazioni fisse” dove è possibile firmare la petizione sui vari territori.

Nella sezione “Le Associazioni” è stato inserito anche l’elenco delle varie associazioni aderenti al Coordinamento, con l’invito a contattarle per dare un contributo nella raccolta firme.

Ricordiamo che il Comitato No discariche dei Comuni a Nord di Napoli è tra i fondatori del Coordinamento  ed invitiamo quindi a visitare il sito internet per seguire anche la nostra attività nell’ambito di questo gruppo di cittadini che hanno unito le loro sforze per combattere contro il disastro ambientale provocato dai continui roghi di rifiuti tossici che stann0 lentamente distruggendo l’ambiente e la salute dei cittadini delle province di Napoli e Caserta.

Coordinamento Comitati Fuochi:resoconto dell’incontro tenuto in Prefettura a Napoli il 23 agosto

24 Ago

L’incontro avvenuto il 23 Agosto in Prefettura ancora non va nella giusta direzione. Persiste una asimmetria tra le questioni concrete in essere, le proposte costruttive fatte dai Comitati e la stanca liturgia consumata dalle Istituzioni. Troppa formalità vuota rispetto ad un problema di una gravità inaudita e che non ha riscontro nella storia recente del Paese. I Comitati denunciano con forza una azione scientifica e pianificata di genocidio da parte della criminalità organizzata, e nella riunione si procede come per qualsiasi altra emergenza che viene posta sui tavoli istituzionali.

Colpisce l’assenza politica di un interlocutore fondamentale nella questione che è laRegione Campania (erano presenti solo dei funzionari); la qual cosa da un lato dà contezza di quanto poco importante fosse ritenuto l’incontro da parte della massima istituzione campana, dall’altro denuncia la reticenza della Regione ad affrontare il problema, forse perché, implicitamente, essa è parte del problema stesso: si pensi alla legge regionale che consente l’ingresso in Campania di rifiuti tossici ed industriali in assenza di impianti di smaltimento.

L’incontro, esattamente in linea con quelli svolti negli ultimi due anni con i tavoli tecnici Prefettura-Comuni, è stato caratterizzato dal solito giuoco delle parti in cui il Prefetto sprona le Amministrazioni locali ed i Sindaci affinché facciano ciò che loro compete e i Sindaci che torneranno a casa e come sempre non faranno assolutamente nulla perché non saranno messi nelle condizioni di fare nulla, esattamente come prima, e avremo perso tempo. Questa è la sensazione più diffusa, a sentire le stesse impressioni degli amministratori locali nel post-incontro.

Questo incontro è stato caratterizzato da un unico elemento di discontinuità rispetto al passato: proprio la presenza del Coordinamento dei Comitati ha rappresentato l’elemento nuovo. Il Comunicato diffuso e ribadito in quella sede dai referenti del Coordinamento è molto chiaro: Il problema dei roghi e dello sversamento di rifiuti tossici è ascrivibile unicamente allo smaltimento occulto di rifiuti industriali di attività commerciali ed industriali, campane e nazionali, che operano in regime di evasione fiscale. Tale problema va risolto sia a livello Nazionale che Locale. Ebbene, nell’incontro tutti hanno parlato solo degli interventi locali, peraltro col Prefetto che scarica tutte le responsabilità sui Comuni. Solo i Comitati hanno posto l’accento sulla necessità che il Prefetto si faccia portavoce verso il Governo Nazionale per l’istituzione immediata del Sistema nazionale Satellitare di Tracciabilità dei flussi di rifiuti industriali, per l’inasprimento delle pene per questi reati e per la necessità di azzerare immediatamente tutte le possibilità di trasporto su gomma intra ed extra regionale di rifiuti industriali. Vogliamo che il Prefetto dia seguito a queste richieste e gliene chiederemo conto al prossimo incontro fissato tra 45 giorni (che ci sembrano un po’ troppi per garantire altra azione indisturbata a chi appicca roghi).

Quello che rileviamo mancare a livello locale, ed è emerso in maniera chiara nell’incontro, è la NON volontà di istituire una CABINA DI REGIA centralizzata, con responsabilità ristretta, magari proprio in capo al Prefetto, per coordinare operativamente le operazioni di messa a fattor comune delle risorse umane di forze dell’ordine, polizia locale, guardie ambientali, polizia provinciale (da potenziare) etc. per il presidio e il monitoraggio costante del territorio. Secondo il Coordinamento Comitati Fuochi è infatti necessario, per l’efficacia dell’azione di presidio del territorio, non lasciare ai singoli Comuni l’iniziativa ma centralizzarne il nucleo operativo da un punto di vista organizzativo, sia per il pattugliamento che per la videosorveglianza e catalizzazione denunce da parte dei cittadini (con istituzione di un numero verde, sito web, etc.). Solo in questo modo ci si può garantire la copertura efficace delle zone di confine e nei luoghi di maggiore diffusione del fenomeno. Se entro i 45 giorni non ci saranno segnali forti per giungere ad una cabina di regia che prevenga il fenomeno non vorremmo vederci costretti, nostro malgrado, a richiedere al Prefetto anche un coinvolgimento del Ministero della Difesa nell’attività di pattugliamento e monitoraggio.

Unica nota positiva dell’incontro, ma ci sembra francamente un po’ poco, la notizia che il Prefetto ha dato incarico alla Questura di avviare un’azione di verifica e repressione del fenomeno dello sversamento di rifiuti di lavorazione del pellame, dei tessuti e dei prodotti agricoli agendo direttamente sui produttori campani. E’ solo un tassello e non può essere sufficiente. Il Coordinamento Comitati Fuochi sarà presente ai prossimi incontri proprio per certificare eventuali passi avanti, improbabili nell’immediato, per denunciare le mancanze e soprattutto essere di stimolo con le proprie proposte. Intanto il Coordinamento va avanti con la raccolta firme e a settembre depositerà la denuncia/querela verso il Presidente della Regione, Province di Napoli e Caserta e una quarantina di Comuni. Andiamo avanti con le denunce dei singoli cittadini e l’azione di stimolo verso le istituzioni. Il cammino è ancora lungo ma non ci scoraggiamo.

Napoli, 24 agosto 2012

COORDINAMENTO COMITATI FUOCHI

Comunicato stampa Coordinamento Comitati Fuochi

22 Ago

Il problema dei ROGHI TOSSICI di rifiuti industriali rappresenta da decenni in Campania un gravissimo problema di ordine e salute pubblica mai affrontato convenientemente da tutte le Istituzioni, nazionali e locali. Un autentico dramma umanitario ed un genocidio occulto che da oltre vent’anni, ogni giorno di più, assume proporzioni spaventose e riconducibile ai più feroci crimini contro l’umanità. I dati, ormai da più parti confermati, dell’elevatissima incidenza di patologie tumorali nelle zone colpite delle province di Napoli e Caserta, sono ormai la palese dimostrazione di questo BIOCIDIO negato e premeditato. Ci chiediamo come facciano ancora le Istituzioni locali, che di esseri umani sono composte, ad ignorare questo gravissimo fenomeno che ricade anche su di loro e sulle loro stesse  famiglie.

                Il Coordinamento Comitati Fuochi intende innanzitutto riaffermare con forza un concetto basilare: il fenomeno dei roghi e dello sversamento di rifiuti tossici è ascrivibile unicamente allo smaltimento occulto di rifiuti industriali di attività commerciali ed industriali, campane e nazionali, che operano in regime di evasione fiscale, e non assolutamente ai rifiuti solidi urbani che vengono utilizzati come comoda copertura, anche mediatica, per ingenerare senso di colpa e quiescenza del popolo campano vittima di un gravissimo disastro ambientale, addirittura ben maggiore di quanto oggi si può registrare con l’ILVA di Taranto perché in atto per milioni di tonnellate l’anno da ben oltre venti anni. Il quantitativo di rifiuti industriali prodotti in Italia (oltre 130 milioni di tonnellate all’anno) è oltre quattro volte superiore al quantitativo di rifiuti urbani. Circa 30 milioni di tonnellate di tali rifiuti industriali escono da qualsiasi tipo di tracciabilità annua e scompaiono nel nulla. Gran parte di questi vengono illegalmente smaltiti in Campania e diventano nube tossica nei migliaia di roghi appiccati ogni anno nella nostra Regione a danno della salute della collettività.

Alle Istituzioni tutte chiediamo poche cose ma chiare, su piani di intervento a livello nazionale e locale.

A livello NAZIONALE chiediamo:

–          Istituzione immediata di un Sistema nazionale Satellitare di Tracciabilità dei flussi di rifiuti industriali;

–          Inasprimento delle pene per reati di trasporto e smaltimento illegale di rifiuti industriali: equiparando il reato ambientale ad un reato di camorra, inoltre sanzionando fortemente le aziende consenzienti con questo sistema criminale;

–          Nell’immediato azzerare tutte le possibilità di trasporto su gomma intra ed extra regionale per tale tipo di rifiuti: rifiuti industriali KM ZERO in Campania! Questo almeno fino a quando il sistema di tracciabilità satellitare non sia definitivamente operativo e garantisca il monitoraggio.

–          Vogliamo che il governo Nazionale e Regionale della Campania facciano definitivamente chiarezza sulle pratiche di smaltimento dei rifiuti industriali ad oggi ancora importati legalmente nella nostra Regione vista la carenza di impianti idonei. Si faccia chiarezza anche su come si intende procedere alle bonifiche previste nel piano regionale vista la mancanza di tali impianti.

A livello LOCALE le amministrazioni Comunali, Provinciali e Regionale, con strumenti e forme che ne ottimizzino le risorse, dovranno provvedere a:

–          Videosorveglianza delle zone a maggiore incidenza del fenomeno roghi tossici;

–          Vigilanza e presidio del territorio condiviso e coordinato tra le varie amministrazioni interessate (Comuni e Provincia) in maniera da essere efficace ed efficiente dal punto di vista delle risorse necessarie mediante utilizzo di qualsiasi corpo idoneo a controllo e repressione;

–          Ordinanze tendenti a controllare i fenomeni locali di evasione fiscale con forti sanzioni al commercio e ai produttori locali (ad esempio per lo smaltimento di pneumatici).

La guerra dichiarata dal Presidente del Consiglio Monti alla evasione fiscale ed alla corruzione, in Campania non è soltanto una guerra di civiltà ma da anni è guerra di sopravvivenza con grave danno alla salute pubblica!  Oggi diciamo definitivamente:  basta chiacchiere e mistificazioni sui rifiuti urbani!  Stiamo morendo, da anni!  Agite! Agite a tutela di tutte le nostre famiglie e della nostra Patria! Mai, in tremila anni di Storia, la Campania ha subito un simile massacro del proprio territorio!

Il presente comunicato sarà trasmesso alla Comunità Europea e alla Corte Internazionale per i Diritti Umani.         

Napoli, 23 Agosto 2012

 

COORDINAMENTO COMITATI FUOCHI

Comunicato stampa Coordinamento Comitati Fuochi: Siamo stati abbandonati, cornuti e mazziati!

7 Ago

I cittadini dell’area Nord di Napoli, nelle province di Napoli e Caserta, le zone flagellate dall’ormai noto dramma dei roghi tossici, hanno un’unica palese certezza: sono completamente abbandonati al proprio destino. Le Istituzioni, nazionali e locali, non hanno alcun interesse a risolvere il problema che sta gravemente minacciando la salute di centinaia di migliaia di persone, anzi in molti casi le Istituzioni stanno addirittura strumentalizzando il problema a proprio piacimento sulla pelle della collettivita’. Da cosa emerge questa certezza? Chiaramente dalle decine di interviste ed interventi che si sono susseguiti quotidianamente sulla stampa nell’ultimo mese, da quando cioe’ grazie al quotidiano Avvenire si sono finalmente accesi con insistenza i riflettori di tutte le maggiori testate nazionali e locali su questo gravissimo problema. Iniziamo con il Ministro all’Ambiente Clini, seguito subito a ruota dall’Assessore all’Ambiente della Regione Campania Romano: le loro dichiarazioni lasciano intendere chiaramente che il loro intento e’ unicamente quello di dirottare l’attenzione pubblica sulla questione dei rifiuti solidi urbani con la palese intenzione di far passare la necessita’ di costruire gli inceneritori. Come se non sapessimo che i roghi tossici non dipendono affatto dai rifiuti urbani bensi’ dalle migliaia di tonnellate di rifiuti industriali e tossici che illegalmente o legalmente entrano nella nostra regione e che finiscono per essere criminalmente sversati e bruciati nelle nostre terre. Ci teniamo quindi a ribadire a Clini e a Romano che e’ inutile il loro maldestro tentativo di dare la colpa a chi non fa la differenziata o a chi si oppone agli inceneritori, la questione e’ ben diversa e lo sanno benissimo. Qui parliamo di azioni criminali!

Abbiamo avuto poi un’altra prova del fatto di essere abbandonati quando i ‘professoroni’ dell’Istituto Veronesi, seguiti a ruota dal Ministro alla Salute Balduzzi, hanno tentato di sminuire e screditare gli importanti studi che con coraggio i professori del Pascale, e non solo, hanno portato a conoscenza di noi tutti dimostrando la correlazione tra le gravissime incidenze di patologie tumorali e le questioni ambientali nel nostro territorio. Per Balduzzi addirittura la colpa è dei campani, dei loro stili di vita … ma ci faccia il favore!!! Con una mail bombing ai deputati e senatori campani abbiamo chiesto con insistenza che ci si attivi per chiedere le dimissioni del ministro in questione.

La certezza di essere stati abbandonati ci arriva poi dalla Prefettura: in un incontro con i Comitati il portavoce del Prefetto alza le mani, fa spallucce, ci dice che fara’ quello che puo’, ma non troppo, le risorse non ci sono e scarica sugli altri … quindi …. possiamo anche tenerci tutti il cancro.

Quindi il Coordinamento Comitati Fuochi e i cittadini tutti ci tengono a ribadire una cosa importante: stiamo querelando gli amministratori locali e presto lo faremo forti di una massiccia raccolta firme collettiva, non vorremmo dover querelare anche i Ministeri dell’Ambiente, della Salute, degli Interni per manifesta intenzione di dirottare l’attenzione su cause che non sono quelle legate al dramma dei roghi tossici. Adesso noi cittadini pretendiamo che il problema sia risolto definitivamente. Come?

Controllando, monitorando, vigilando seriamente sull’ingresso di rifiuti in Campania (con polizia stradale, Guardia di Finanza e forze dell’ordine, per intercettare e controllare quello che entra, dove va ed anche da dove proviene); controllando seriamente il fenomeno dell’evasione, legata a questo fenomeno, interna alla nostra Regione; inasprendo le pene per queste tipologie di reati ambientali; istituendo il Sistri o altro sistema analogo per la tracciatura dei rifiuti industriali a livello nazionale. Poche cose, semplici, non ci serve un inceneritore e nemmeno sapere che abbiamo più probabilita di altri italiani di beccarci il tumore perche’ mangiamo male … non provate a prenderci in giro…

COORDINAMENTO COMITATI FUOCHI

Roghi tossici: comunicato stampa del Comitato No Discariche dei Comuni a Nord di Napoli

21 Lug

Il problema dei roghi tossici è ormai configurabile chiaramente da più parti come il genocidio (biocidio) premeditato schizzato in vetta ai reati ambientali maggiormente consumati negli ultimi anni in Campania.

Negli anni scorsi i volontari de LA TERRA DEI FUOCHI hanno continuato imperterriti e coraggiosamente, ma purtroppo solitari, a denunciare il fenomeno anche tramite il famoso sito http://www.laterradeifuochi.it/.

Oggi però non sono più soli. Un vero esercito di Comitati si è organizzato come Coordinamento Comitati Fuochi e raccoglie un centinaio tra comitati e associazioni dal giuglianese al nolano, passando per Napoli est, il casertano e il vesuviano. Una massa imponente di volontari, attivisti e singoli cittadini che hanno deciso di dichiarare guerra al sistema criminale che ormai da troppi anni sta devastando i nostri territori. Un contributo significativo sta arrivando dalla Diocesi di Aversa grazie al contributo del Vescovo Spinillo, di Padre Maurizio Patriciello e il quotidiano Avvenire, che da dodici giorni ininterrotti dedica ampi reportage all’argomento.

Gli studi pubblicati nei giorni scorsi e condotti dall’Istituto Pascale confermano dei dati apocalittici con picchi di incidenza tumori elevatissimi ed in controtendenza con la media nazionale.

Adesso i comitati del Coordinamento fuochi vogliono che siano puniti penalmente i responsabili diretti (la criminalità e i delinquenti) e i responsabili indiretti (gli amministratori locali) che per omissione stanno favorendo la criminalità. I Comitati hanno fatto partire una massiccia raccolta firme che accompagnerà una denuncia-querela diretta a Presidente della Regione, Presidenti di Provincia di Napoli e Caserta, più ben 43 Sindaci di Comuni della provincia di Napoli e Caserta con relativi Assessori competenti.

Un’azione penale senza precedenti, la querela sarà inviata per conoscenza anche al Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio e alte cariche Istituzionali, oltre che chiaramente agli organismi di tutela dell’ordine pubblico.

A Luglio e Agosto il Coordinamento organizzerà delle Assemblee-Presidio pubbliche nei luoghi dei roghi. Prossimo incontro mercoledì 25 Luglio alle 19.00 in zona Cinquevie Afragola-Caivano.

Tutti i cittadini possono seguire le attività del Coordinamento su Facebook, nel gruppo http://www.facebook.com/#!/groups/191134277680931/

COMITATO NO DISCARICHE COMUNI A NORD DI NAPOLI

ADERENTE AL COORDINAMENTO COMITATI FUOCHI

Coordinamento comitati fuochi: il report completo della riunione del 17 luglio

19 Lug

Il giorno Martedì 17 Luglio si è svolto presso la Casa dell’Umana Accoglienza ad Acerra la terza assemblea del Coordinamento Comitati Fuochi di Napoli, Provincia di Napoli e Provincia di Caserta.

Erano presenti all’incontro una cinquantina di persone rappresentanti di vari comitati o associazioni del territorio facenti parte del coordinamento (in coda la lista dei presenti).

1)      Lucio Iavarone ha introdotto l’incontro indicando i punti all’ordine del giorno:

  1. Rilettura della versione aggiornata della denuncia-querela redatta dall’avv. Ambrogio Vallo;
  2. Stato della raccolta delle firme e definizione del termine ultimo per la raccolta delle stesse;
  3. Definizione data e sede del prossimo incontro.
  4. Definizione punti di raccolta fissi e giornata da svolgersi con gazebo nelle piazze di tutti i comuni in contemporanea

a)      L’avv. Ambrogio Vallo rilegge la versione aggiornata dell’esposto querela.  È stata posta all’attenzione dei presenti l’elenco dei comuni oggetto della querela.  Su richiesta dei presenti sono stati aggiunti alcuni comuni (nel casertano) ed il dettaglio di alcune zone come, ad esempio per la città di Napoli, Scampia.  E’ stato proposto da Lino Chimenti di delegare l’avv. Vallo non solo a nome di Daniela Scodellaro ma anche di tutti i rappresentanti dei comitati o associazioni facenti parte del coordinamento.  La proposta fatta è stata accettata all’unanimità. La versione letta dall’Avv. Vallo viene di fatto approvata dai presenti. Continua a leggere

Appello ai cittadini ed a coloro che hanno aderito al Comitato

20 Ott

DENUNCIAMO!!!!!

È ARRIVATO IL MOMENTO CHE OGNUNO DI NOI AGISCA FATTIVAMENTE E DIMOSTRI CHE QUELL’IMPEGNO SOCIALE, CHE SI E’ ASSUNTO CON LA PARTECIPAZIONE AL COMITATO, È VERAMENTE SENTITO.

È IL MOMENTO DI DARE UN CONTRIBUTO REALE ALLA CAUSA AMBIENTALE PER IL NOSTRO TERRITORIO.

NON POSSIAMO PIU’ CONTINUARE A SUBIRE PASSIVAMENTE I ROGHI TOSSICI CHE BRUCIANO LE NARICI! PENETRANO NEI POLMONI!!! INCANCRENISCONO LE VOSTRE CELLULE!! QUELLE DEI VOSTRI FIGLI!!!

ADESSO DOBBIAMO PASSARE ALL’AZIONE E DIMOSTRARE DI DESIDERARE DI VIVERE IN UNA CITTA’ NORMALE!!! BASTA CON LA DELEGA!!!

 DOBBIAMO AGIRE DI PERSONA!!!

COME?

COSI’:

Quando ci imbattiamo in un deposito di rifiuti o in una vera e propria discarica abusiva, dobbiamo fare una segnalazione (con raccomandata con avviso di ricevimento) alla Procura della Repubblica, al sindaco (eventualmente anche solo protocollandola al Comune) e, se i rifiuti si trovano all’esterno del centro abitato, anche alla Provincia.

Sicuramente allegando alcune fotografie. E’ importante che in queste foto ci sia anche un quotidiano del giorno in primo piano in modo da dimostrare la data in cui la foto è stata scattata.

In allegato trovate i primi due file di segnalazione alla Procura e al sindaco del Comune. Se è necessario farlo anche alla Provincia potete utilizzare quello del Comune modificando l’intestazione.

Questa prima denuncia è FONDAMENTALE. Segnatevi bene la data in cui ricevete la ricevuta di ritorno della raccomandata oppure il numero di protocollo quando andate al Comune.

Da questo momento, il sindaco (o il presidente della Provincia) è tenuto a provvedere entro 30 giorni. O almeno, entro lo stesso termine, a rispondere alla nostra segnalazione, per esporre le ragioni del ritardo. Se non lo fa, è colpevole del reato di omissione di atti d’ufficio (art. 328 del codice penale), punibile con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032 euro.

Trascorsi i 30 giorni, possiamo inviare alla Procura la denuncia (terzo file allegato) in cui chiediamo di agire penalmente. Quindi mandiamo un esposto alla Procura della Repubblica competente, nei confronti del sindaco (o del presidente della Provincia) inadempiente.

La Procura è obbligata ad avviare l’azione penale.

LE DISCARICHE ABUSIVE SONO QUELLE CHE DANNO ORIGINE AI ROGHI. I ROGHI APPICCATI DAI ROM E DALLA CAMORRA. QUINDI SONO QUELLI CHE DOBBIAMO ATTACCARE.

IL SINDACO E IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA, SE SOLLECITATI DA TANTISSIME DENUNCE SARANNO COSTRETTI A RIMUOVERE COSTANTEMENTE I RIFIUTI NELLE ZONE INDICATE. QUESTO E’ UN PRIMO PASSO CON CUI NOI CITTADINI POSSIAMO CONCRETAMENTE CONTRIBUIRE A DEBELLARE I ROGHI TOSSICI.

MI RACCOMANDO!! È TUTTO MOLTO SEMPLICE. SVEGLIATEVI DAL LETARGO…. COMINCIATE A DENUNCIARE!!!

Esempio di segnalazione al Sindaco

Esempio di esposto alla Procura della Repubblica

Esempio del secondo esposto alla Procura della Repubblica

Nasce il Coordinamento Comitati Fuochi

11 Set

Questa estate è peggiorata ulteriormente la situazione per quanto riguarda i roghi tossici sui nostri territori. Un problema gravissimo che rischia seriamente di compromettere la salute di noi cittadini. Quando si vede una colonna di fumo nero, nel 90% dei casi si tratta di criminali che appiccano fuoco a materiale di scarto che in combustione emette altissime concentrazioni di diossina. Amianto, plastiche dure, pneumatici, metalli, rifiuti che alle aziende compiacenti costerebbe molto smaltire con i metodi consentiti e quindi accettano metodi criminal/alternativi, ed ecco che vengono pagati ragazzini extracomunitari per appiccare il fuoco ai cumuli illecitamente scaricati in zone di confine tra comuni, zone difficili da controllare.

È NATO DA POCHI GIORNI IL COORDINAMENTO COMITATI FUOCHI.
È stato costituito da vari comitati di Acerra, Afragola, Casalnuovo, Pomigliano, cioè l’area maggiormente colpita da questo fenomeno.

A breve promuoveremo una serie di iniziative per sensibilizzare le masse e le istituzioni per affrontare seriamente il problema. Tutti noi dobbiamo fare la nostra parte, anche nel denunciare i roghi con fermezza ai vigili del fuoco, ai carabinieri, alla guardia di Finanza. E se non intervengono dobbiamo insistere.