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Intervista a Franco Matrone – Rete dei Comitati Vesuviani

28 Mar

Franco, tu sei un medico e rappresenti la Rete dei Comitati Vesuviani, che è una delle realtà che da più anni in Campania lotta per un ciclo virtuoso dei rifiuti. Raccontaci cosa ha spinto voi cittadini di quel territorio verso la mobilitazione e la ricerca di soluzioni alternative all’attuale fallimentare gestione dei rifiuti nella nostra Regione.

Siamo nati a fine 2009, quindi siamo certamente gli ultimi arrivati sul fronte. Il primo impatto collettivo è stata la forte indignazione di veder violati diritti e leggi da parte di chi doveva rispettarli per primo.

E poi perchè, con una legge speciale (emergenziale) si creava un ordinamento parallelo capace di sovravanzare ogni norma di tutela ambientale aprendo una discarica tal quale per tutti i comuni campani ed in particolare per la città di Napoli nell’area più vincolata al mondo, il Parco nazionale del Vesuvio. Dove non si può raccogliere un fiore si poteva fare una discarica di veleni da 680 mila T. e prevederne un’altra da 3milioni e mezzo di T che sarebbe servita alla Campania per i prossimi 15 anni.

Da lì è partita la protesta che ha coinvolto da subito tutta la società vesuviana senza distinzioni arrivando a portare in strada fino a 20mila persone, scuole, parrocchie , vescovi a Papa, Sindaci, politici e fin’anche il Presidente Napolitano, Commissione Europea e Unesco.

Cancellata la legge “berlusconiana” che prevedeva l’apertura di cava Vitiello ci siamo detti: “come mai un territorio come il nostro che differenzia in media più di ogni altro territorio non può fare da solo e creare un ciclo dei rifiuti in autonomia?” Continua a leggere

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Comunicato stampa del Comitato No Discariche dei Comuni a Nord di Napoli

8 Nov

Provincia di Napoli e Regione Campania tendono un ‘trabocchetto’ sulla gestione rifiuti ai Comuni dell’area Acerrana.

I Comuni in questione sono: Acerra, Caivano, Casalnuovo, Casoria, Crispano, Frattaminore, Pomigliano D’Arco e Volla. La Provincia, FINGENDO di mutuare su detti Comuni l’Accordo di programma già concluso con successo con i paesi Vesuviani (quello sì che è un accordo tendente ad un piano virtuoso), tende un ‘trabocchetto’ ai comuni dell’area acerrana.

Nell’accordo di programma in questione, che si tenta di imporre, si finge solamente di voler puntare ad un ciclo virtuoso ma in effetti l’unico evidente OBIETTIVO è il seguente:

LIBERARE GLI STIR DI GIUGLIANO E TUFINO DALLA FRAZIONE DI RIFIUTO CER 19.05.03 (compost fuori specifica), quindi umido percolante a tutti gli effetti (sappiamo benissimo cosa c’è oggi in quegli stir), per utilizzarlo quale biostabilizzato (ma lo è veramente?) in 3 cave individuate ad Acerra e Casoria. Il risultato sarà LE ENNESIME DISCARICHE SUL NOSTRO TERRITORIO!!!!!!

BASTA!!!! SPERIAMO CHE I SINDACI DEGLI 8 COMUNI DELL’AREA ACERRANA NON FIRMINO QUESTO ACCORDO MA COLGANO QUESTA OCCASIONE PER PROPORNE UNO VIRTUOSO SULLA STESSA LINEA DI QUELLO DEI PAESI VESUVIANI, DOVE SI RINNEGA CON CHIAREZZA CHE IL SISTEMA DI SMALTIMENTO ‘ARCAICO’ LEGATO AI ‘FOSSI’ (ancorché nobilitati quali ‘ripristino ambientale di siti degradati’ dove conferire rifiuti presenti negli STRIR), E’ UNA LOGICA AMPIAMENTE PERDENTE E SONO PRONTI AD IMPEGNARSI TOTALMENTE SU UN PIANO DI DIFFERENZIATA E IMPIANTISTICA VINCENTE!!

COMITATO NO DISCARICHE COMUNI A NORD DI NAPOLI

Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti: riunione all’hotel Royal Continental di martedì 11 ottobre 2011

12 Ott

Martedì 11 Ottobre 2011, presso l’hotel Royal Continental di Napoli, si è tenuta  una riunione nell’ambito del Progetto dei Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti. Ecco brevemente quelli che sono stati i temi all’ordine del giorno.

1. Nel segno della solidarietà, l’assemblea ha accolto Angelo Genovese per sentire dalla sua viva voce i dettagli dell’ingiusta emissione di 31 avvisi di garanzia destinati agli amici attivisti di Terzigno. Un provvedimento iniquo che svela una giustizia a due velocità: efficace ed agguerrita verso chi difende il proprio territorio, lenta e inefficace verso i veri colpevoli dello scempio ambientale, quali gli indagati del processo Cassiopea. Per dar corpo a questa SOLIDARIETÀ, l’assemblea ha stabilito di partecipare al fondo istituito per affrontare le spese legali per l’iter giudiziario e di aderire alle possibili azioni comuni che rappresentino il dissenso per un atto che non trova alcun fondamento se non quello di inibire le popolazioni dall’esprimere la lecita contrarietà e di difendere ad oltranza un diritto costituzionale.

2. Riguardo alla prescrizione dell’indagine CASSIOPEA e, per estensione, al traffico dei rifiuti tossici-industriali, si è deciso di sottoporre all’attenzione del Presidente della Repubblica che presiede il Consiglio Superiore della Magistratura, al Ministro della Giustizia ed alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, un documento che denunci il danno derivato dalla chiusura del processo, evidenziando quello che comporta la mancata persecuzione dei mandanti e degli esecutori di questo immane delitto ambientale: un “lasciapassare” insopportabile che premia un “modello d’impresa” che evade le procedure, rafforza corruzione e malavita, DEVASTA IL TERRITORIO. Un documento, che, inoltre, invochi una chance di ripresa o di re-interpretazione del processo che porti ad una sua riapertura ed evidenzi l’assenza di un quadro legislativo adeguato alla gravità dei reati ambientali. L’assemblea ha quindi deciso di lanciare a livello locale e nazionale una PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE per l’inasprimento delle pene per i disastri ambientali – che in primo luogo delegittimi la prescrizione del reato – oppure, in alternativa, di rintracciare un analogo movimento, qualora già esistesse, per aderirvi.

3. Restando nello stesso ambito, per l’inquinamento ambientale dei velenosi roghi della TERRA DEI FUOCHI, si è deliberato di condividere il modulo di segnalazione per le discariche abusive e per i cumuli di rifiuti tossici, coercitivo per l’amministrazione alla loro rimozione e, in caso di inadempienza, denunciabile alla Procura della Repubblica. L’assemblea ha anche deciso di partecipare a ”2013,  ANNO EUROPEO DELL’ARIA”,  lanciato dal Commissario all’Ambiente Janez Potocnik, con un dossier specifico descrittivo dell’estensione del fenomeno che ne denunci l’evidente gravità.

4. Continua l'”OPERAZIONE TRASPARENZA”: è ancora possibile sottoscrivere  l’appello per rendere pubblici i dati sull’operato dell’Assessorato all’Ambiente.

5. Infine, è ancora possibile sottoscrivere anche le OSSERVAZIONI AL PIANO REGIONALE, tradotte in Inglese, che nell’arco di una settimana saranno inviate a Bruxelles.

Cittadini campani per un piano alterantivo dei rifiuti: Comunicato della Rete dei Comitati Vesuviani

7 Ott

La Rete dei Comitati Vesuviani (Zero Waste Italia) esprime profonda preoccupazione nell’apprendere, dagli organi di stampa, la notifica di provvedimenti giudiziari a numerosi aderenti al Collettivo sociale Area vesuviana in prima linea, insieme agli altri comitati, nella lotta contro l’apertura e la “mala” gestione della discarica Sari e della possibile paventata apertura di cava Vitiello.

Pur nel rispetto dell’azione della Magistratura e della riservatezza dell’inchiesta, nell’esprimere solidarietà ai destinatari dei provvedimenti giudiziari, sentiamo l’obbligo di rimarcare alcune considerazioni.

In primo luogo la caduta dell’accusa che la protesta fosse guidata da frange dell’estremismo politico anarchico-insurrezionalista se non addirittura della criminalità organizzata come imprudentemente ipotizzato, all’epoca, da “autorevoli” esponenti del Governo nazionale.

L’azione dei comitati e movimenti contro le discariche del Vesuvio ha avuto sempre una forte connotazione di indignazione popolare che ha prodotto una straordinaria partecipazione dei cittadini di una vasta area del territorio vesuviano a difesa di valori costituzionali primari come il diritto alla salute, alla vita, alla salvaguardia dell’ambiente e che si sono opposti ad atti tesi alla devastazione del territorio e che altri soggetti, individuati da norme e leggi, avrebbero invece dovuto garantirne la tutela.

A ragione di ciò basta ricordare le diverse risoluzioni del Parlamento europeo che ha condannato ripetutamente il Governo italiano per palese violazione delle norme ambientali in Campania e la stessa Presidenza del Consiglio che, riconoscendo le ragioni della lotta delle popolazioni vesuviane, certificava la “mala gestione” della discarica Sari esonerando dal suo incarico il sottosegretario di Stato Bertolaso e cancellando in Parlamento l’apertura della discarica di Cava Vitiello.

Ragioni queste che da sole dovrebbero indurre una profonda riflessione su quei mesi di forte tensione, a nostro modesto avviso alimentata da un’inopportuna quanto sproporzionata militarizzazione del territorio che di fatto ha prodotto momenti di aspra contrapposizione, alimentata spesso da alcuni atteggiamenti di provocazione delle stesse forze dell’ordine tali da suscitare più di una perplessità.

E si rimane altrettanto sorpresi dalla tempestività e dal rigore di tali provvedimenti giudiziari quando da anni si attende ancora di conoscere i responsabili del disastro ambientale per lo sversamento illecito di tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi in vaste aree della Campania e del vesuviano, della mancata messa in sicurezza della discarica Sari in cui è accertato il conferimento di materiale non a norma che ha inquinato l’ambiente e creato pericoli certi sulla vita e sulla salute dei cittadini, della mancata pubblicizzazione, oramai da tempo immemorabile, dei dati dei prelievi di falda effettuati dall’Autorità giudiziaria e non ancora resi noti nonostante continue sollecitazioni, di accertare le responsabilità del disastro ambientale che organi dello Stato hanno prodotto con atti e provvedimenti contrari alle normative e di cui gli inquirenti hanno contezza da intercettazioni e da documentazione più volte inviata ed ancora sui tempi e modalità di chiusura e della successiva bonifica dell’attuale discarica Sari.

A tutto questo aggiungasi l’enorme tributo che la popolazione vesuviana sta pagando e pagherà nei prossimi decenni, in termini di salute, per mancato controllo di organi preposti, per la totale assenza d’intervento dell’autorità di tutela e per chiare connivenze imprenditoriali-politico-criminali che hanno goduto di impunità assoluta nel compromettere irrimediabilmente l’ecosistema vesuviano e non solo.

Queste considerazioni attendono una risposta immediata e chiara per evitare che nei cittadini si insinui il dubbio dei “due pesi e due misure” e alimenti ulteriormente la sfiducia verso quelle istituzioni che la Costituzione pone a garanzia del diritto e dell’uguaglianza di tutti gli individui nei confronti della legge.

Rete dei Comitati vesuviani (Zero Waste Italia)