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Mancata bonifica della discarica di Pianura: comunicato stampa dei cittadini

23 Nov

Spett.le ANSA

Alla c. a. Dr. Enzo La Penna

FAX n. 081-5528028

I cittadini residenti nella zona immediatamente prospiciente alla discarica di Pianura (ex Difrabi), costituitisi parte civile nel processo per il delitto di disastro ambientale, instaurato innanzi al Tribunale di Napoli, III sezione penale, GM Vincenzo Caputo, chiedono con forza che vengano rispettati i propri diritti di cittadini italiani.

A causa della mancata bonifica della discarica, siamo stati gravemente pregiudicati, prima nel diritto a vivere in un ambiente salubre, ed ora nel diritto a che si svolga un processo giusto e celere che riconosca, ove sussistenti, le responsabilità penali degli imputati.

A fronte di un decreto che dispone il giudizio risalente al 1 aprile 2011, a tutt’oggi, la Procura Napoletana non ha ancora individuato un Pm togato, e dunque garantito che questi segua l’intero processo con la necessaria continuità. Riteniamo che il silenzio calato su questa vicenda, e per giunta dopo anni di indagini, sia oltremodo grave e non faccia onore alla Procura Napoletana che dovrebbe perseguire non solo i delitti di criminalità organizzata, ma anche i delitti che coinvolgono direttamente il nostro territorio e la qualità delle nostre vite.

Riteniamo e chiediamo con forza che la Magistratura Napoletana, ora più che mai, si occupi di questo processo che rischia concretamente di finire con una pronuncia di estinzione per prescrizione del reato. Un simile epilogo consacrerebbe il fallimento dello Stato, e prima ancora della Magistratura, fallimento che non vogliamo e non possiamo in alcun modo accettare.

Se due magistrati napoletani (Dr. B. Grimaldi e Dr. Alabiso) hanno ritenuto si potesse andare a processo, nonostante la richiesta di archiviazione del Pm Dr.ssa Buda, si impone un obbligo costituzionale per la Procura della Repubblica partenopea di procedere alla urgente individuazione di un Pm togato, che faccia sentire la voce dello Stato e di tutti noi cittadini.

Chiediamo altresì  che questo processo abbia una corsia preferenziale nell’organizzazione e nello svolgimento delle udienze, perché sino ad ora abbiamo assistito a ben due rinvii (dal 21.10.11 all’11.11.11, e dall’11.11.11 al 9.12.11), senza che si sia proceduto ad una sola attività istruttoria.

Siamo cittadini italiani e vorremmo continuare a credere nella giustizia.

Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti: fondo per le spese legali a favore dei 31 attivisti di Terzigno

17 Ott

Nell’ultima riunione nell’ambito del Progetto dei Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti, tenutasi martedì 11 ottobre 2011 all’hotel Royal Continantal di Napoli, è stato stabilito di partecipare al FONDO istituito per affrontare le SPESE LEGALI per l’iter giudiziario dei 31 AMICI accusati ingiustamente di aver cercato di difendere il proprio territorio.

Un atto che non trova alcun fondamento se non quello di inibire le popolazioni dall’esprimere una lecita contrarietà e di DIFENDERE un proprio DIRITTO costituzionale.

Il link qui sotto vi permette di accedere al foglio excel (on line) dove indicare la somma che si intende impegnare a titolo personale o a nome di un’associazione, gruppo, movimento o rete.

https://docs.google.com/spreadsheet/ccc?key=0AjlvVZYDCSpgdDV6bW9iZGZxTGtZeF9lTTZHNXdnb3c&hl=en_US

A tal proposito, vogliate condividere questo messaggio per farvene portavoce nel vostro gruppo.

Ci aspettiamo la SOLIDARIETA’ di tutti.

Il totale raccolto sarà, inutile dirlo, interamente consegnato ai 31 amici nella persona del dott. Angelo Genovese.

Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti

Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti: riunione all’hotel Royal Continental di martedì 11 ottobre 2011

12 Ott

Martedì 11 Ottobre 2011, presso l’hotel Royal Continental di Napoli, si è tenuta  una riunione nell’ambito del Progetto dei Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti. Ecco brevemente quelli che sono stati i temi all’ordine del giorno.

1. Nel segno della solidarietà, l’assemblea ha accolto Angelo Genovese per sentire dalla sua viva voce i dettagli dell’ingiusta emissione di 31 avvisi di garanzia destinati agli amici attivisti di Terzigno. Un provvedimento iniquo che svela una giustizia a due velocità: efficace ed agguerrita verso chi difende il proprio territorio, lenta e inefficace verso i veri colpevoli dello scempio ambientale, quali gli indagati del processo Cassiopea. Per dar corpo a questa SOLIDARIETÀ, l’assemblea ha stabilito di partecipare al fondo istituito per affrontare le spese legali per l’iter giudiziario e di aderire alle possibili azioni comuni che rappresentino il dissenso per un atto che non trova alcun fondamento se non quello di inibire le popolazioni dall’esprimere la lecita contrarietà e di difendere ad oltranza un diritto costituzionale.

2. Riguardo alla prescrizione dell’indagine CASSIOPEA e, per estensione, al traffico dei rifiuti tossici-industriali, si è deciso di sottoporre all’attenzione del Presidente della Repubblica che presiede il Consiglio Superiore della Magistratura, al Ministro della Giustizia ed alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, un documento che denunci il danno derivato dalla chiusura del processo, evidenziando quello che comporta la mancata persecuzione dei mandanti e degli esecutori di questo immane delitto ambientale: un “lasciapassare” insopportabile che premia un “modello d’impresa” che evade le procedure, rafforza corruzione e malavita, DEVASTA IL TERRITORIO. Un documento, che, inoltre, invochi una chance di ripresa o di re-interpretazione del processo che porti ad una sua riapertura ed evidenzi l’assenza di un quadro legislativo adeguato alla gravità dei reati ambientali. L’assemblea ha quindi deciso di lanciare a livello locale e nazionale una PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE per l’inasprimento delle pene per i disastri ambientali – che in primo luogo delegittimi la prescrizione del reato – oppure, in alternativa, di rintracciare un analogo movimento, qualora già esistesse, per aderirvi.

3. Restando nello stesso ambito, per l’inquinamento ambientale dei velenosi roghi della TERRA DEI FUOCHI, si è deliberato di condividere il modulo di segnalazione per le discariche abusive e per i cumuli di rifiuti tossici, coercitivo per l’amministrazione alla loro rimozione e, in caso di inadempienza, denunciabile alla Procura della Repubblica. L’assemblea ha anche deciso di partecipare a ”2013,  ANNO EUROPEO DELL’ARIA”,  lanciato dal Commissario all’Ambiente Janez Potocnik, con un dossier specifico descrittivo dell’estensione del fenomeno che ne denunci l’evidente gravità.

4. Continua l'”OPERAZIONE TRASPARENZA”: è ancora possibile sottoscrivere  l’appello per rendere pubblici i dati sull’operato dell’Assessorato all’Ambiente.

5. Infine, è ancora possibile sottoscrivere anche le OSSERVAZIONI AL PIANO REGIONALE, tradotte in Inglese, che nell’arco di una settimana saranno inviate a Bruxelles.

Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti: manifestazione a Chiaiano sabato 8 ottobre

9 Ott

Manifestazione a Chiaiano di sabato 8 ottobre. Foto tratta da http://www.napoliurbanblog.com

Si apre la campagna per la chiusura della discarica

Oltre 2.000 persone sono scese in piazza questo pomeriggio tra Chiaiano e Marano, nella manifestazione convocata dal Presidio permanente per rilanciare la mobilitazione per la chiusura della discarica. La manifestazione, partita dalla storica Rotonda Titanic, è stata convocata dopo i dati ufficiali che sono stati scoperti dai comitati in cui si evince in maniera palese il taroccamento delle cifre della capienza della discarica di Chiaiano da parte della Provincia di Napoli e della Regione Campania.

Si è aperta con la manifestazione di oggi una nuova fase, da queste parti la crisi non è solo l’impoverimento economico, l’aumento della precarietà e la perdita dei diritti, è anche un peggioramento della qualità della vita esponenziale. Qui a nord di Napoli tutte le sere si fanno i conti con la puzza, i veleni e tutti i disagi che questa discarica che si ostinano a rimpinzare di rifiuti, comporta.

Alla manifestazione erano presenti anche i sindaci di Marano, Mugnano, Calvizzano e Grumo Nevano, e per il Comune di Napoli il consigliere Pietro Rinaldi.

Nonostante la pioggia i manifestanti hanno sfilato in migliaia per le strade di Chiaiano e Marano fino alla fine di Via Cupa dei Cani, a poche centinaia di metri dall’ingresso della discarica, dove la Questura ha fermato il corteo. All’arrivo davanti al blocco della polizia i manifestanti hanno issato un’enorme striscione tra i palazzi che costeggiano la strada, chiudendo completamente Via Cupa dei cani. Sullo striscione alto 4 metri e lungo 8, c’era la scritta «Chiudiamo il sipario. Jatevenne» richiamando simbolicamente alla chiusura della discarica.

Si apre ora una fase nuova, in cui dobbiamo provare ad imporre la chiusura della discarica dal basso. Saremo presenti alla manifestazione degli indigati il prossimo 15 ottobre con dei pullman che partiranno proprio da Chiaiano, perchè non vogliamo pagare la crisi ne in termini economici ne in termini ambientali.

I manifestanti hanno annunciato che nelle prossime settimane ricorreranno anche all’occupazione della discarica se la Provincia di Napoli e la Regione Campania non comunicheranno la data di chiusura entro l’anno.

Per Venerdi’ 14 ottobre è stata convocata un’assemblea popolare alle ore 19 al presidio permanente per decidere le prossime tappe della campagna per la chiusura della discarica, mentre il 15 ottobre i comitati saranno a Roma nello spezzone di Uniti per l’alternativa.

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano

Rete Commons

Prescizione dell’inchiesta Cassiopea: la protesta dei Comitati dei Cittadini Campani in Piazza Plebiscito

7 Ott

Venerdì 30 settembre 2011, in occasione della visita a Napoli del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i Comitati uniti nella Rete dei Cittadini Campani per un Piano Rifiuti Alternativo hanno organizzato una manifestazione di protesta per esprimere la loro rabbia per l’esito fallimentare dell’inchiesta “Cassiopea”, conclusasi con la prescirizione dei reati di cui erano accusati i 95 imputati. Portata alla ribalta dagli scritti di Roberto Saviano, “Cassiopea”, la grande inchiesta condotta dalle Procure di Napoli e S. Maria Capua Vetere, avrebbe dovuto far luce sui traffici di rifiuti tossici che partivano dalle aziende del Nord Italia per andare ad inquinare le campagne del napoletano e del casertano. Il meccanismo era piuttosto semplice: per risparmiare sui costi di smaltimento dei rifiuti prodotti dalle loro industrie, imprenditori senza scrupoli pagavano i criminali della camorra che, a prezzi decisamente più bassi, li smaltivano sversandoli illegalmente nelle discariche ma anche nei terreni agricoli della regione. Arsenico, cadmio, piombo, rame, mercurio, cromo sono solo alcune delle sostanze che, data la natura argillosa dei terreni, si sono infiltrate in profondità, fino a raggiungere anche le falde acquifere. Un vero e proprio disastro ambientale, insomma, ma anche una catastrofe dal punto di vista sociale ed economico, per i danni provocati alle attività agricole di quella che una volta era una delle zone più fertili d’Italia ma soprattutto per lo spaventoso aumento di tumori e patologie nella popolazione di queste aree. Un distastro per il quale al giorno d’oggi non c’è nessun colpevole. Ed è questo il motivo per cui i in occasione della mostra “Da sud. La partecipazione del Mezzogiorno al processo di formazione dello Stato unitario” e del convegno “Nazione e libertà nel Mediterraneo del XIX secolo”, tenutisi nella mattinata di venerdì a Palazzo Reale, i Comitati hanno voluto gridare la loro rabbia, esponendo uno striscione in Piazza Plebiscito per testimoniare, al Presidente ed a tutte le autorità presenti, tutto lo sdegno e la vergogna per quelle lungaggini burocratiche che sono state alla base della fine di un’inchiesta il cui fallimento ha sostanzialmente lasciato impuniti dei reati gravissimi. Del gruppo di cittadini che per tutta la mattinata ha manifestato in Piazza Plebiscito – in cui spiccava la presenza di Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano ed attivista per i diritti, la pace e la tutela dell’ambiente – faceva parte anche una piccola delegazione del Comitato No Discariche dei Comuni a Nord di Napoli che ha la sua sede ad Afragola che, come prutroppo ormai sappiamo, è uno dei Comuni più colpiti dai traffici e dai roghi illegali di rifiuti tossici.

Cittadini campani per un piano alterantivo dei rifiuti: Comunicato della Rete dei Comitati Vesuviani

7 Ott

La Rete dei Comitati Vesuviani (Zero Waste Italia) esprime profonda preoccupazione nell’apprendere, dagli organi di stampa, la notifica di provvedimenti giudiziari a numerosi aderenti al Collettivo sociale Area vesuviana in prima linea, insieme agli altri comitati, nella lotta contro l’apertura e la “mala” gestione della discarica Sari e della possibile paventata apertura di cava Vitiello.

Pur nel rispetto dell’azione della Magistratura e della riservatezza dell’inchiesta, nell’esprimere solidarietà ai destinatari dei provvedimenti giudiziari, sentiamo l’obbligo di rimarcare alcune considerazioni.

In primo luogo la caduta dell’accusa che la protesta fosse guidata da frange dell’estremismo politico anarchico-insurrezionalista se non addirittura della criminalità organizzata come imprudentemente ipotizzato, all’epoca, da “autorevoli” esponenti del Governo nazionale.

L’azione dei comitati e movimenti contro le discariche del Vesuvio ha avuto sempre una forte connotazione di indignazione popolare che ha prodotto una straordinaria partecipazione dei cittadini di una vasta area del territorio vesuviano a difesa di valori costituzionali primari come il diritto alla salute, alla vita, alla salvaguardia dell’ambiente e che si sono opposti ad atti tesi alla devastazione del territorio e che altri soggetti, individuati da norme e leggi, avrebbero invece dovuto garantirne la tutela.

A ragione di ciò basta ricordare le diverse risoluzioni del Parlamento europeo che ha condannato ripetutamente il Governo italiano per palese violazione delle norme ambientali in Campania e la stessa Presidenza del Consiglio che, riconoscendo le ragioni della lotta delle popolazioni vesuviane, certificava la “mala gestione” della discarica Sari esonerando dal suo incarico il sottosegretario di Stato Bertolaso e cancellando in Parlamento l’apertura della discarica di Cava Vitiello.

Ragioni queste che da sole dovrebbero indurre una profonda riflessione su quei mesi di forte tensione, a nostro modesto avviso alimentata da un’inopportuna quanto sproporzionata militarizzazione del territorio che di fatto ha prodotto momenti di aspra contrapposizione, alimentata spesso da alcuni atteggiamenti di provocazione delle stesse forze dell’ordine tali da suscitare più di una perplessità.

E si rimane altrettanto sorpresi dalla tempestività e dal rigore di tali provvedimenti giudiziari quando da anni si attende ancora di conoscere i responsabili del disastro ambientale per lo sversamento illecito di tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi in vaste aree della Campania e del vesuviano, della mancata messa in sicurezza della discarica Sari in cui è accertato il conferimento di materiale non a norma che ha inquinato l’ambiente e creato pericoli certi sulla vita e sulla salute dei cittadini, della mancata pubblicizzazione, oramai da tempo immemorabile, dei dati dei prelievi di falda effettuati dall’Autorità giudiziaria e non ancora resi noti nonostante continue sollecitazioni, di accertare le responsabilità del disastro ambientale che organi dello Stato hanno prodotto con atti e provvedimenti contrari alle normative e di cui gli inquirenti hanno contezza da intercettazioni e da documentazione più volte inviata ed ancora sui tempi e modalità di chiusura e della successiva bonifica dell’attuale discarica Sari.

A tutto questo aggiungasi l’enorme tributo che la popolazione vesuviana sta pagando e pagherà nei prossimi decenni, in termini di salute, per mancato controllo di organi preposti, per la totale assenza d’intervento dell’autorità di tutela e per chiare connivenze imprenditoriali-politico-criminali che hanno goduto di impunità assoluta nel compromettere irrimediabilmente l’ecosistema vesuviano e non solo.

Queste considerazioni attendono una risposta immediata e chiara per evitare che nei cittadini si insinui il dubbio dei “due pesi e due misure” e alimenti ulteriormente la sfiducia verso quelle istituzioni che la Costituzione pone a garanzia del diritto e dell’uguaglianza di tutti gli individui nei confronti della legge.

Rete dei Comitati vesuviani (Zero Waste Italia)

Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti: Operazione trasparenza

4 Ott

Ecco la lettera che la Rete dei Cittadini Campani per un Piano Alterantivo dei Rifiuti ha inviato al vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano per chiedere la pubblicazione continua ed aggiornata delle informazioni riguardanti la gestione dei rifiuti urbani nella città di Napoli.

Lettera Pubblica all’Assessore all’Ambiente

Gentile Dott. Tommaso Sodano,

I Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti chiedono siano rese note, a tutta la cittadinanza, le INFORMAZIONI AGGIORNATE relative alla gestione dei rifiuti urbani nella città di Napoli, con riferimento a quanto stabilito nella delibera n. 739 del 16/06/2011 e nell’ordinanza sindacale n. 67 del 26/07/2011.

Ciò al fine di poter VERIFICARE L’OPERATO dell’Amministrazione Comunale, supportare le azioni positive intraprese e svolgere quella attività di informazione dei cittadini essenziale per la partecipazione democratica e la soluzione di questo grave problema.

Siamo quindi a chiederLe, in quanto ciò è dovuto, di operare nella TRASPARENZA, perché essa è parte integrante dell’azione di governo e, a tal riguardo, La invitiamo a indire un incontro pubblico che oltre a dirimere le questioni di cui ci facciamo portatori, spieghi le modalità con cui l’assessorato intende rispettare l’impegno della COMUNICAZIONE.

Nell’occasione, sarà nostra cura ed onore, consegnarLe le firme raccolte durante la petizione con la quale tanti CITTADINI NAPOLETANI e campani chiedono l’avvio immediato della raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti solidi urbani in tutte le municipalità.

In particolare si chiede di :

a) Conoscere nel dettaglio i piani operativi per l’estensione della raccolta differenziata alle aree come indicato all’art.1 della suddetta delibera. Nel caso di eventuali rallentamenti e/o imprevisti si chiede di conoscerne le motivazioni;

b) Visionare il nuovo Piano per la raccolta differenziata che, così come indicato all’art. 2 della suddetta delibera, dovrebbe essere pronto. Nel caso di eventuali rallentamenti e/o imprevisti si chiede di conoscerne le motivazioni;

c) Visionare il Piano operativo per la Prevenzione e Riduzione dei Rifiuti che, così come indicato all’art. 2 della suddetta delibera, dovrebbe essere pronto. In caso tale piano non fosse ancora ultimato si chiede di conoscerne le ragioni.

d) Visionare gli atti relativi alla definizione e localizzazione degli impianti di compostaggio, degli impianti di valorizzazione dei rifiuti ingombranti e degli impianti di pre-selezione e valorizzazione della carta, cosi come definito all’art. 6/b della delibera.

e) Conoscere quali azioni il Comune di Napoli ha intrapreso o intende intraprendere per bloccare la realizzazione dell’inceneritore di Napoli Est.

f) Conoscere quale soggetto amministrativo è stato incaricato per la verifica ed il controllo degli impegni assunti come indicato all’art. 9 della delibera. Inoltre si chiede di conoscerne le valutazioni e le riflessioni emerse.

g) Con riferimento all’attività dell’ASIA spa, si chiede di conoscere il corrispettivo (Euro/ton) medio mensile che l’ASIA spa riceve dal CONAI per le singole materie conferite. In particolare, interessa conoscere il valore ottenuto dividendo il corrispettivo totale mensile di ogni materiale per il totale delle tonnellate conferite.

COMITATO DI QUARTIERE BARRA

COMITATO NO DISCARICA AFRAGOLA e COMUNI A NORD DI NAPOLI

COORDINAMENTO NO DISCARICHE NE’ A SCAMPIA NE’ ALTROVE

DONNE DEL 29 AGOSTO

FEDERAZIONE ASSOCAMPANIAFELIX

PROGETTOCITTADINICAMPANI 

per  un  piano  alternativo  dei  rifiuti

Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti: lo scandalo della fine dell’inchiesta Cassiopea

29 Set

Ecco il testo del volantino che la rete dei Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti distribuirà domani a Piazza Plebiscito, in occasione della visita a Napoli del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I comitati protestano contro la prescrizione dei reati per i 95 imputati dell’inchiesta Cassiopea, attraverso la quale la giustizia italiana indagava sugli sversamenti di rifiuti tossici che hanno inquinato le campagne e le falde acquifere delle province di Napoli e di Caserta.

SCANDALOSO

E

INACCETTABILE !!!

L’INCHIESTA CASSIOPEA, CHE DAL 1999 INDAGA SUL TRAFFICO DI RIFIUTI TOSSICI DAL NORD AL SUD E’ RIMASTA SENZA COLPEVOLI .

PRESSO LE PROCURE COINVOLTE NELLE INDAGINI , QUELLE DI NAPOLI E DI S.MARIA C.V., SONO STATI RALLENTATI I TEMPI DI INDAGINE AL PUNTO TALE DA PERMETTERE CHE I REATI DEI 95 IMPUTATI COINVOLTI NEL TRAFFICO DI RIFIUTI TOSSICI ANDASSERO IN PRESCRIZIONE

STIAMO PARLANDO DI REATI LEGATI ALLO SVERSAMENTO DI MATERIALI PROVENIENTI, SOPRATTUTTO, DA INDUSTRIE SIDERURGICHE E METALLURGICHE DEL NORD, DI SVERSAMENTI CLANDESTINI DI ARSENICO, CADMIO, CROMO, RAME, MERCURIO, PIOMBO, ELEMENTI CHE HANNO AVUTO RIPERCUSSIONI CATASTROFICHE SUL TERRITORIO, DATA LA NATURA ARGILLOSA DEL TERRENO CHE NOTORIAMENTE PERMETTE INFILTRAZIONI DI TALI VELENI IN PROFONDITÀ, FINO A RAGGIUNGERE LE FALDE ACQUIFERE NON TROPPO DISTANTI DALLA SUPERFICIE.

ANCHE LA POPOLAZIONE NE HA SUBÌTO I DANNI, VISTO CHE È STATO NETTO L’AUMENTO DEI CASI DI TUMORE IN QUELLE AREE DEL CASERTANO E DEL NAPOLETANO DOVE SONO AVVENUTI GLI SVERSAMENTI .

OGGI LEVIAMO IL NOSTRO GRIDO PER TESTIMONIARE LA NOSTRA PROFONDA RABBIA E LA VERGOGNA PER AVER LASCIATO MANO LIBERA A QUESTI CRIMINALI.

Rete Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti

Comitati e associazioni di cittadinanza attiva

Riprendono le riunioni del Progetto Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti

24 Set

Riprendono, dopo la pausa estiva, le attività del Progetto Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti. Martedì 20 settembre, presso l’Hotel Royal Continental di Napoli, si è tenuta la prima riunione (alla quale erano presenti anche alcuni rappresentanti del nostro Comitato) “post-vacanze” del coordinamento che riunisce molti dei comitati che da anni si battono per l’affermazione, in Campania, di  un ciclo virtuoso dei rifiuti (coordinamento a cui il nostro Comitato ha aderito fin dalla sua nascita). Quattro i punti principali all’ordine del giorno. Il primo riguarda l’organizzazione, da parte del Presidio Permanente di Chiaiano e di Marano, di una MANIFESTAZIONE ANTIDISCARICA prevista per sabato 8 settembre. Il secondo verte su un’azione coordinata per protestare contro l’ingloriosa conclusione dell’inchiesta CASSIOPEA, terminata dopo 8 anni con la prescrizione di tutti i 95 imputati: è semplicemente assurdo  pensare che, per la giustizia italiana, non ci sia nessun colpevole per l’avvelenamento delle nostre terre e nessun reato di Disastro Ambientale sia stato commesso. Il terzo punto è stato definito OPERAZIONE TRASPARENZA ed è incentrato sulla richiesta di notizie precise che le amministrazioni sono tenute a fornire, con sistemi trasparenti, ai cittadini: nello specifico, i Comitati chiedono all’assessore all’ambiente del Comune di Napoli di pubblicare e tenere aggiornati i dati reali sulla raccolta differenziata, sui quantitativi della raccolta dei rifiuti indifferenziati e sui tempi di esecuzione degli impianti di compostaggio. L’ultimo punto discusso durante la riunione è stato quello riguardante l’organizzazione di una conferenza pubblica sui diversi sistemi di COMPOSTAGGIO. Quattro azioni, dunque, che costituiscono i principali obiettivi verso i quali tenderà l’attività del coordinamento nelle prossime settimane, e che costituiranno inoltre il punto di partenza della prossima riunione, prevista per martedì 4 ottobre, sempre all’Hotel Royal Continantal.

Presidio in via S. Lucia: i Comitati dei Cittadini Campani incontrano il dott.Rocco

30 Giu

A margine del presidio organizzato  dalla rete dei Comitati dei “Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti” nella mattinata di oggi, mercoledì 30 giugno, in via Santa Lucia (sotto la sede della Regione Campania), alcuni esponenti dei Comitati hanno incontrato un funzionario della Regione, il dott. Rocco, capo della segreteria tecnica del governatore Stefano Caldoro.

 Compito dei rappresentanti dei Comitati era semplicemente quello di poter consegnare nelle mani di qualche rappresentante istituzionale l’ormai famoso documento delle “linee guida per un piano alternativo dei Rifiuti”, elaborato e già protocollato da tutti gli enti locali a partire dalla prima manifestazione del 18 Dicembre scorso.

Consegnandolo, i Comitati hanno ricordato al Dott. Rocco della principale richiesta contenuta nel documento, cioè quella di un confronto pubblico con comitati e cittadini, nella forma di un consiglio monotematico sui rifiuti, richiesta rimasta finora inevasa, come ogni altra forma di confronto con i comitati.

Oltre al documento, al Dott. Rocco sono stati  consegnati anche il comunicato stampa che convocava la mobilitazione di oggi ed il documento attraverso il quale le “Donne del 29 Agosto” del Comitato di Acerra si oppongono all’utilizzo, ritenuto non a norma dalla stessa magistratura, della piazzola di sversamento utilizzata in questi giorni come sito di trasferenza per i rifiuti provenienti da Napoli.

I Comitati  hanno infine evidenziato l’immobilità della Regione (mancata costruzione di impianti di compostaggio,  nessuna misura di riduzione a monte, nessun sostegno all’avvio del porta a porta…) e la strumentalità della vicenda decreto rifiuti bloccato dal governo nazionale, in considerazione del fatto che nonostante la sentenza del Tar erano e sono possibili accordi con Regioni consenzienti.

 Il Dott. Rocco ha aquisito i documenti assicurando che li avrebbe girati all’assessore competente, poi, con fretta di concludere l’incontro, ha semplicemente affermato che la Regione è impegnata nell’approvazione del piano e che nell’iter sono già previsti gli incontri con le parti sociali.

Sulla questione del consiglio monotematico sui rifiuti richiesto dai comitati, il funzionario ha ribattuto che, “per stile”, il Presidente non entra nel merito della convocazione di un consiglio monotematico, poichè  tale compito spetta al Presidente del Consiglio Regionale ed ai capogruppo delle diverse forze politiche, a cui, a suo avviso, andrebbe inoltrata la richiesta.

Quanto alla questione del decreto rifiuti, Rocco ha in sostanza affermato che il motivo per cui non si è ricorso agli  accordi con le singole Regioni starebbe nei tempi più lunghi che il perfezionamento di tali accordi  richiederebbe.

E purtroppo a nulla è valso fargli notare che di tempo ne è stato già perso molto e che  la richiesta del consiglio monotematico inoltrata al Presidente Caldoro, al di là delle procedure, è di ordine politico e che quindi su questo piano i Comitati chiedono una risposta.

In sintesi, ma questa non è una novità, la Regione va per la sua strada e di alternative e confronti non ne vuol sentir parlare.

L’incontro si è così concluso, ma i rappresentanti dei Comitati hanno assicurato che continueranno ad opporsi all’apertura di discariche ed inceneritori e a battersi per un piano alternativo dei rifiuti.

I “Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti” organizzano un presidio sotto la sede della Regione Campania

29 Giu

Il nostro Francesco Zanfardino, che ha partecipato all’odierna riunione della rete dei Comitati dei “Cittadini Campani per un piano alterantivo dei rifiuti” ci invia questo breve comunicato stampa con il quale si annuncia l’organizzazione dell’annuciato presidio sotto la sede della Regione Campania in Via Santa Lucia a Napoli, che si terrà domani 30 giugno 2011 a partire dalle ore 10,30.

Domani, Giovedì 30 Giugno 2011, alle ore 10.30, il presidio alla sede della Regione in Via S.Lucia per affermare che i Cittadini Campani sono stanchi di vivere con i rifiuti in strada e rivendicano soluzioni alternative agli inceneritori ed alle discariche. Per denunciare le istituzioni, Regione in primis, che non hanno fatto niente per ridurre i rifiuti a monte e che con i loro piani continuano a boicottare la raccolta differenziata porta a porta finalizzata al recupero/riciclo dei materiali per difendere gli interessi delle grandi lobbies e delle ecomafie.

Nel giorno in cui in governo si discute il decreto rifiuti su Napoli vogliamo anche denunciare che la Regione non ha bisogno di alcun decreto per portare i rifiuti fuori Regione o anche all’estero, ma solo di volontà politica, come del resto ha fatto in questi anni. MA soprattutto non vogliamo che si decreti una nuova emergenza e l’apertura di nuove discariche.

Facciamo appello a tutti i comitati, alle comunità, a tutti coloro che si battono per un piano alternativo, virtuoso ed ecocompatibile di gestione dei rifiuti ad essere presenti per continuare unitamente la battaglia in difesa della salute e dell’ambiente a partire dall’attivazione immediata della differenziata porta a porta a Napoli e nell’intera Regione.

 PROGETTO CITTADINI CAMPANI per un piano alternativo dei rifiuti

Comunicato stampa dei “Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti”: Siamo noi che non ci stiamo

29 Giu

Ad un anno e 3 mesi dal suo insediamento, il governatore Caldoro trova conveniente approfittare della voce grossa della Lega Nord per vestire i panni della vittima e nascondere la propria inefficienza.

Siamo noi Cittadini Campani che non ci stiamo a sentire scuse inaccettabili per giustificare inadempienze e ipocrisie:

• Nulla è stato fatto per uscire dall’emergenza avviando soluzioni come la raccolta differenziata ed ottenere in questo modo l’approvazione dell’Unione Europea insieme ai fondi attualmente bloccati. Milioni di € sacrificati per puntare ancora sulla scellerata politica di discariche ed inceneritori, giustamente osteggiata dalle popolazioni in lotta. Una scelta contraria alle direttive comunitarie, che impongono di investire prioritariamente nel riciclo della materia, e che costerà al’Italia sanzioni salatissime.

 • Nulla è stato fatto per incentivare le buone pratiche di riduzione a monte dei rifiuti, per introdurre premialità e disincentivi indispensabili alla diminuzione complessiva del flusso giornaliero dei rifiuti in Campania.

 • Nulla è stato fatto per avviare la costruzione di impianti di compostaggio per la separazione del rifiuto umido dal secco e per l’abbattimento degli ingenti costi di trasporto della frazione umida fuori regione.

 • Nulla è stato fatto per favorire la realizzazione di impianti per il trattamento meccanico manuale del rifiuto indifferenziato che garantisce il riciclo di materiali ulteriormente recuperabili.

 Le discutibili incomprensioni tra governo e regione non giustificano l’inoperosità del governatore trincerato, intanto, dietro risultati di cui farebbe meglio a non andare fiero.

Siamo, piuttosto, noi Cittadini di questa regione che non ci stiamo a tollerare ulteriori menzogne:

 • Sua è la responsabilità per la gravissima proroga all’ordinanza regionale che acconsente lo sversamento in Campania dei rifiuti industriali provenienti da tutta Italia. Una decisione scellerata che favorisce enormi interessi malavitosi generando un traffico di rifiuti speciali incontrollato e che favorisce il tragico avvelenamento delle nostre terre.

 • Sua è la responsabilità per il bando dell’inceneritore di Napoli Est, una risposta del tutto inadeguata all’emergenza rifiuti perchè di fatto boicotterebbe ancora una volta l’estensione della raccolta differenziata e del recupero di materia rivendicato dai cittadini di Napoli e della Campania, richiederebbe l’impossibile attesa di 4 anni, l’incredibile importo di circa 500 milioni di € e che, per il suo carico inquinante, colpirebbe senza remore un territorio già devastato. Un inceneritore che di fatto boicotterebbe ancora una volta l’estensione della raccolta differenziata e del recupero di materia rivendicato dai cittadini di Napoli e della Campania,

Di fronte a risultati così mediocri, i Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti – oltre a rifiutare qualsiasi provvedimento che, aprendo o ampliando nuove o vecchie discariche, reintroduca l’emergenza – sono a ricordare al governatore che non è necessario attendere alcun decreto ministeriale per esercitare un potere che è già nelle sue competenze e che gli da la facoltà di esportare i nostri rifiuti verso qualsiasi regione Italiana o nazione estera consenziente.

 Soluzione che, a questo punto, caldeggiamo nella speranza che:

• sia rispettato il principio che i nostri rifiuti non siano causa di inquinamento di altri territori.

 • i nostri rifiuti trovino, almeno nei luoghi di destinazione, quel recupero dei materiali volutamente osteggiato in Campania.

 • il periodo di tempo di questo aiuto esterno sia sfruttato, una volta per tutte, per la realizzazione di impianti di compostaggio e TMM necessari al superamento di questa eterna emergenza.

Al governatore Caldoro suggeriamo, infine, di “starci” mettendo il resto del proprio mandato finalmente al servizio dei suoi Cittadini e prendendo le dovute distanze dai ricatti della politica e da vistosi interessi di parte della lobby inceneritorista e delle ecomafie che in questi anni, la classe politica in maniera trasversale ha consapevolmente avallato

PROGETTOCITTADINICAMPANI per  un  piano  alternativo  dei  rifiuti

I Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti incontrano Tommaso Sodano

24 Giu

Giovedì 23 Giugno 2011, i rappresentanti della rete dei Comitati dei “Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti” (a cui il nostro Comitato aderisce e di cui è parte attiva) hanno incontrato, a Palazzo San Giacomo, il nuovo assessore all’ambiente del Comune di Napoli Tommaso Sodano.

L’assessore ha raccontato brevemente gli incidenti di percorso per la risoluzione dell’ EMERGENZA rifiuti che sta attanagliando la città in questi ultimi giorni, sottolineando che:

  • Ogni municipalità aprirà la sua isola ecologica in tempi brevi.
  • Sarà disponibile, da subito, una prima isola ecologica mobile.
  • Altri siti 3 di trasferenza sono stati individuati nel comune di Napoli piuttosto che altrove perché non è sua intenzione fomentare guerre tra territori.
  • A suo parere, i siti di trasferenza come un luogo operativo necessario ad accelerare il lavoro e non altro.
  • Bisogna ricordare che per i cittadini restano appena 60 giorni di tempo per produrre un’opposizione legale al disastroso Piano Rifiuti della Regione.
  • Il Comune è  in contatto diretto con la Comunità Europea per ottenere uno stralcio dei fondi destinati al Piano dei Rifiuti della Regione ancora bloccato, con l’obiettivo di farsi assegnare, presentando un Piano dei Rifiuti Comunale adeguato, la quota spettante alla città di Napoli.

Sodano ha poi risposto alle tante domande che gli sono state poste dai rappresentanti dei Comitati. Una tra le più interessanti, è stata, ad esempio, l’esplicita richiesta che, con una nuova delibera, si superi definitivamente il ciclo integrato dei rifiuti a favore del ciclo VIRTUOSO: richiesta a cui l’assessore ha risposto affermando che questa è già la sua intenzione. In un altro intervento, i Comitati hanno invece posto l’accento sull’umido e sull’importanza dei sistemi di compostaggio, soprattutto quelli domestici, condominiali ed aziendali: a questo proposito, l’assessore ha assicurato che la questione compostaggio sarà il tema di un apposito seminario. Tanti sono stati anche i suggerimenti proposti dai Comitati, come quello di puntare subito ad un rifiuto differenziato stoccabile separato dall’umido.

Ad un certo punto, però, a causa di pressanti impegni istituzionali, l’assessore ha dovuto abbandonare l’incontro, invitando comunque i presenti a continuare la discussione con il suo staff ed evidenziando così, la natura squisitamente “tecnica” dell’incontro. Per questo motivo, i Comitati hanno deciso di fare richiesta formale per un futuro incontro incentrato unicamente sulle SCELTE POLITICHE che il tema rifiuti comporta.

Al termine dell’incontro, i rappresentanti dei “Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti”, raccogliendo l’invito di coloro che chiedevano il necessario ritorno alla mobilitazione, hanno pensato che è arrivato il momento di riprendere operatività e lanciare, per la settimana prossima, un PRESIDIO di protesta sotto la Regione, fulcro di scelte deliranti ed in totale antitesi con il Piano Alternativo dei Rifiuti. Un presidio che riporti l’attenzione sull’immediata necessità di impianti di COMPOSTAGGIO e di trattamento meccanico manuale, che ribadisca il no ad un piano dei rifiuti incentrato su discariche ed inceneritori e che sottolinei ancora una volta l’esigenza di  una separazione netta delle questioni riguardanti i rifiuti speciali ed industriali da quelle riguardanti i rifiuti urbani, ricordando, inoltre, che senza l’impiantistica “virtuosa” non vi sarà mai fine all’emergenza rifiuti in questa regione ed ogni territorio resterà una vittima potenziale di avvelenamento e di abuso. E per il quale, la data più probabile è quella di MERCOLEDI’ 29 GIUGNO, in modo da evitare sovrapposizioni con la manifestazione – prevista per martedì 28 giugno a Roma  – che i Comitati stanno organizzando per rappresentare la crisi dei rifiuti in tutta la sua gravità, per denunciare le posizioni opportuniste della Lega ed il complice silenzio del governo centrale.

Il Comitato aderisce alla protesta di Acerra

18 Giu

Il Comitato No discariche dei Comuni a Nord di Napoli aderisce alla manifestazione indetta dal Comitato delle “Donne del 29 agosto” di Acerra, per protestare contro la scelta dell’amministrazione provinciale di aprire ad Acerra e Caivano tre nuovi siti di trasferenza che dovrebbero accogliere i rifiuti provenienti da Napoli e provincia. L’appuntamento è per domani mattina, 19 giugno  alle 11.00 in Piazza Duomo ad Acerra.

La protesta è motivata innanzitutto dalla constatazione che purtroppo, nell’ambito della gestione dei rifiuti, le cose continuano a farsi senza la benché minima cognizione di causa e senza rispetto per i territori già martoriati.

La scelta di Cesaro di destinare ad Acerra e a Caivano (zona Pascarola) i tre siti di trasferenza è bizzarra e scellerata. Bizzarra perché già in passato il sindaco (dimissionario) di Acerra Tommaso Esposito aveva indicato quei siti come non idonei. Scellerata perché queste sono aree già devastate dalla presenza dell’inceneritore (Acerra) e dello STIR (Caivano), oltre che da numerose discariche abusive di rifiuti tossici e non (entrambe).

Un disegno senza logica che punta a spostare rifiuti da un sito all’altro senza nemmeno dire quanto tempo quei rifiuti rimarranno lì. Quindi non ci fidiamo.

CI OPPONIAMO NETTAMENTE A QUESTE SCELTE INSENSATE E PERICOLOSE PER I NOSTRI TERRITORI. COME AL SOLITO NON C’E’ UNA LOGICA IN TUTTO QUESTO.

L’UNICA LOGICA È CHE ERA SEMPLICE INTERVENIRE SU UN COMUNE CHE IN QUESTO MOMENTO NON HA UN SINDACO E UNA GUIDA POLITICA. MOLTO SEMPLICE.

VI ASPETTIAMO DOMANI ALLE 11 IN PIAZZA DUOMO AD ACERRA!!!

Progetto cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti: secondo incontro al Royal Continental

16 Feb

Si è tenuta martedì 15 febbraio, presso la sede dell’Hotel Royal Continental di Napoli, la seconda riunione del Progetto Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti. A rappresentare il nostro Comitato c’era Francesca Sacfuto che ci ha fornito un report dell’incontro, che pubblichiamo di seguito.

I punti discussi durante la riunione sono stati: la messa in atto di strategie comuni sia per quanto concerne l’aspetto giuridico, la ricerca quindi di procedimenti giudiziari da attuare, sia per quanto concerne la comunicazione e quindi la sensibilizzazione della popolazione. Altri punti all’ordine del giorno, che il comitato non è riuscito a discutere, ma a cui ha solo accennato sono: la preparazione all’incontro con la Commissione Ambiente della Provincia, la preparazione di una grande manifestazione ipotizzata per gli inizi di aprile, la legge regionale del registro tumori.

Le proposte avanzate rispetto alle azioni del comitato sulla comunicazione, sono state: istituire un presidio fisso, permanente in una piazza;  istituire un ufficio stampa univoco, che possa essere portavoce dei comitati; fare assemblee pubbliche all’aperto al fine di coinvolgere maggiormente la cittadinanza. Il comitato, nella voce di chi è più anziano nella lotta, pensa che l’interpellanza delle Istituzioni, ovvero della Provincia e dei Comuni, si sia rivelata il più delle volte fallimentare, ma che possa tuttavia assolvere ad un compito comunicativo nei confronti della cittadinanza, apportando ulteriori esempi di negligenza e assenza di volontà istituzionale nella soluzione del problema rifiuti. Ad ogni tentativo di agganciare le Istituzioni, deve quindi corrispondere una comunicazione solerte ai cittadini sugli esiti, spesso appunto retorici e inconcludenti a livello pratico, della interpellanza. Per tale ragione, più che i tavoli tecnici, sono suggeriti incontri con le amministrazioni con pubblico contraddittorio. La strategia vincente è quindi quella della mobilitazione di massa. E’ stata proprio la mobilitazione di 10.000 persone a fare in modo che Cesaro ritirasse il suo “diktat” sulla allocazione della discarica a Quarto. Il lavoro di coinvolgimento si pensa debba avvenire per micro-area, per quartiere.

Rispetto al coinvolgimento delle Istituzioni, è emersa diversità di punti di vista, dall’altro lato infatti c’era l’opinione di imprenditori che incoraggiano azioni di confronto con le Istituzioni.

Il comitato esprime quindi in definitiva una doppia azione, ad un livello macro e ad un livello micro. Nel primo livello si auspica il lavoro giuridico di un pool di legali, ma verso di esso non sono riservate molte speranze, che appaiano invece più consistenti nel livello micro di azione, appunto quello del coinvolgimento dei cittadini nelle piccole azioni quotidiane, a partire dai quartieri e quello del coinvolgimento delle categorie di professionisti, delle aziende come quelle agricole che sono danneggiate dalla contaminazione da rifiuti. Il comitato manifesta anche riserbo rispetto alla valutazione di azioni che sembrerebbero andare nella direzione del riciclo come a Benevento, poiché sono viste come inezie rispetto alla mole della crisi in atto, e perché non risolvono il problema, eliminando del tutto l’uso di discariche ed inceneritori, ma diventano semplici viatici per carriere politiche personali.

Si è infine ribadita la volontà del Co.Re.Ri e del Comitato Salute Ambiente di non eleggere portavoce, per il principio di interscambiabilità, così come la possibilità dei cittadini di aderire al comitato solo come singoli e non come associazioni, al fine di evitare possibili strumentalizzazioni politiche.