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L’accordo trabocchetto

10 Nov

L’Accordo tra Provincia di Napoli e Comuni dell’area Acerrana (Acerra,Caivano, Casalnuovo di Napoli, Casoria, Crispano, Frattaminore, Pomigliano D’arco e Volla) sulla gestione rifiuti, che prevede l’istituzione di ben 3 cave (1 ad Acerra e 2 a Casoria) È STATO FIRMATO DA TUTTI I SINDACI!! Ma proprio tutti! Compreso il Subcommissario di Acerra (che non ha un’aministrazione) e che si permette di decidere per gli Acerrani una cosa così importante.

Questo accordo, perdente per i Comuni, prevede l’uso di queste cave abbandonate sul nostro territorio per colmarle con Rifiuti Proveniente dalla lavorazione degli STIR (Frazione Umida Tritovagliata biostabilizzata). In altri Termini DISCARICA…un FOSSO (perché tali sono) dove buttarci la monezza.

Questa volta la provincia ha “nobilitato” tutta l’operazione non parlando di discariche ma di cave abbandonate, e di operazioni di ripristino ambientale utilizzando la Frazione Umida Tritovagliata biostabilizzata per colmare le cave.

Premesso che il rifiuto a cui si fa riferimento nell’accordo (Codice CER 19.05.03) è “compost fuori specifica”, ricordiamo che ai sensi del Decreto Ronchi n.22/1997 (art. 6), il compost fuori specifica risulta un rifiuto a tutti gli effetti, solo che non puzza, quindi dovrebbe per norma andare in una discarica (in uso). La possibilità di utilizzare tale materiale per la ‘ricomposizione ambientale’ di cave, è consentito sono grazie ad un decreto legge ad hoc (D.L. 26 novembre 2010 n. 196 … la storia si ripete.. Decreto legge per bruciare di tutto nell’inceneritore di Acerra) previa autorizzazione delle regioni. Inoltre tale pratica è stata oggetto di studi negli ultimi venti anni, ed i risultati sono sempre vincolati da severi controlli di qualità sul prodotto utilizzato. In particolare per definire il materiale umido come “compost fuori specifica”, esso deve rispondere a precisi criteri di qualità, per esempio rispetto alle concentrazioni massime di metalli pesanti (nichel, cromo, cadmio etc) e di inerti (plastiche e vetri), un certo grado di umidità etc.. Una volta verificata la qualità del biostabilizzato, va verificata la compatibilità con il terreno/cava di destinazione (molto genericamente indicato nell’accordo), valutando: le caratteristiche chimiche del sito, la presenza di metalli pesanti , la vicinanza con corsi d’acqua o ad aree a riserva naturale. Una volta caratterizzati il sito ed il materiale va studiato la giusta miscelazione del materiale biostabilizzato con altri materiali inerti (terre di coltivo e di sbancamento, altri materiali di recupero) allo scopo di far rientrare sempre nei limiti di legge il terreno ed il sottosuolo anche dopo la ricomposizione. Ulteriore perplessità nasce dalla dichiarata intenzione di eseguire non superficiali ricomposizioni di cave, bensì veri e propri riempimenti con tale materiale. Studi come quello dell’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici) e quello della Regione Piemonte prendono in considerazione ricomposizioni per profondità limitate (1 metro circa), dichiarando che per profondità ulteriori i pericoli di inquinamento da metalli pesanti aumentano considerevolmente.

A questo punto ci chiediamo a che serve denunciare il disastro ambientale dei nostri territori, a che serve chiedere le bonifiche se NON ASCOLTANO!! loro creano la discarica parlando di ricomposizione ambientale di cava abbandonata, non importa se si fa con materiale altamente contaminato tanto si tratta di Acerra e dintorni! Inceneritore, Industrie Insalubri, Eco Balle…e poi alla prossima emergenza rifiuti un buco dove buttarci di tutto fa sempre comodo, a quel punto basta un’ordinanza del presidente Cesaro.

Un ringraziamento speciale, infine, va alla gestione commissariale del comune di Acerra, che con il suo atteggiamento “Pilatesco”, tra scuola e ambiente st lasciando una bella eredità ai cittadini Acerrani…GRAZIE !!

Ancora peggio Casoria, che un Sindaco ce l’ha!!! E firma anche l’improponibile mettendo forse una cambiale sulle spalle dei Casoriani! E’ UNA VERGOGNA!

COMITATO NO DISCARICHE COMUNI A NORD DI NAPOLI

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