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Repubblica parla del dramma del Cantariello

27 Apr

Ecco le scansioni (cliccate sulle immagini per ingrandirle e leggere il testo) del servizio che il 25 Aprile “Repubblica” ha dedicato alla nostra denuncia sul disastro del sito di stoccaggio ‘fumante’ della Cantariello. A breve organizzeremo una grande mobilitazione sul posto, armati di mascherine, protestando per richiedere l’immediata bonifica da parte della Regione. Prima che ci ammazzino tutti. Vi chiediamo già da ora di essere tutti presenti in quella occasione. A breve vi comunicheremo la data e l’orario.

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Il dramma del sito di stoccaggio in località Cantariello (Afragola/Casoria)

5 Apr

SECONDO VOI COSA C’È LÌ SOTTO? UNA COLLINA DI MONNEZZA RIMASTA LÌ DA 12 ANNI E CHE DA TANTI MESI FUMA INCESSANTEMENTE E PERICOLOSAMENTE FUMI NAUSEABONDI. NON E’ UNA ZONA DI GAISER O DI SORGENTI TERMALI. ALLORA? COSA C’E’ LI’ SOTTO!?!?! LI’ LA GENTE SI STA AMMALANDO!

Ogni giorno passano di lì centinaia di auto che vanno verso IKEA e Leroy Merlin, in fila sul ponte con i finestrini aperti, tutti ad inalare quel veleno! Poco distante c’è l’UCI Cinema, ritrovo di centinaia di ragazzi e adulti ogni giorno! Adesso ci hanno fatto un grande McDonald’s per i bambini, a pochissime centinaia di metri!!! POSSIBILE CHE NESSUNO SI CHIEDA COSA CI SIA LÌ SOTTO? È POSSIBILE CHE NESSUNO FACCIA NULLA?!? È POSSIBILE CHE LA REGIONE CAMPANIA NON INTERVENGA IN UNA SITUAZIONE DI EVIDENTE DISASTRO ECOLOGICO E MANIFESTO RISCHIO SANITARIO?!?!

Negli anni il Comune di Casoria, inascoltato, ha fatto e continua a fare ricorsi alla magistratura, denunce, querele, verso quelli che sono i responsabili di questo scempio. CHI? L’ex Subcommissario all’emergenza rifiuti Facchi (Presidenza del Consiglio dei Ministri) e il Consorzio di Bacino NA3. Questi due soggetti negli anni si sono rimpallati accuse e reponsabilità senza mai svuotare quel sito, benché ce ne fosse stata la possibilità concreta! Se oggi lì la gente muore è solo colpa loro! Del loro colpevole immobilismo!

La storia di questo sito di stoccaggio è da brividi, abbiamo tutta la documentazione. Presto la diffonderemo.

Stiamo organizzando una mobilitazione della popolazione per una grande manifestazione.

COMITATO NO DISCARICHE COMUNI A NORD DI NAPOLI

Zona Cantariello, Afragola-Casoria: periferia di Kabul

29 Gen

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Stamattina, Domenica 29 gennaio 2012, con un fotografo professionista (Mauro Pagnano), ci siamo avventurati nella zona Cantariello, al confine tra Afragola e Casoria, per accompagnarlo visto che sta realizzando un interessantissimo reportage su rifiuti e roghi nelle nostre zone.

Ne abbiamo approfittato per scattare queste foto, che vanno sicuramente raccontate.

In alcune foto vedete chiaramente la vicinanza a Leroy Merlin e Ikea. E’ drammatico che da qui passino decine, spesso centinaia, di auto al giorno per recarsi ai grandi centri commerciali. Eppure la gente non si indigna più per questo degrado, è quasi la normalità! E’ uno schifo!!

Quel sito col cancello verde è un sito di stoccaggio della spazzatura che è ormai abbandonato, con tutta la monnezza, da qualche decennio. Da tempo stiamo denunciando e dicendo che va bonificato immediatamente, insieme alla Scafatella.

Ebbene, in questi luoghi ‘Striscia la notizia’ ha mandato in onda un servizio qualche settimana fa. Dal 26 gennaio 2012 il sito è sotto sequestro penale, come vedete da una delle foto.

Qui vi metto il link alla puntata di “Striscia”

 http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?14568

 I fumi sono quelli determinati dai gas della fermentazione del percolato, che giace sotto la montagna di spazzatura, che è penetrato nel sottosuolo, fino alle falde. Accanto a questo inferno ci sono dei campi coltivati con la roba che arriva SULLE NOSTRE TAVOLE. RIFLETTETECI!!!!

Il sindaco di Afragola Nespoli (sindaco con la lettera minuscola lo scrivo apposta) ha avuto il coraggio di fare lo scaricabarile dicendo che quello è tecnicamente territorio di Casoria….

Avete sentito bene … tecnicamente … TECNICAMENTE POTREBBE PRENDERSI ANCHE LUI IL TUMORE DELLE CENTINAIA DI PERSONE, SUOI CONCITTADINI, CHE ABITANO A POCHE CENTINAIA DI METRI DA LI’!!!!

È FONDAMENTALE DENUNCIARE E SENSIBILIZZARE SU QUELLO CHE IN QUESTI ANNI LA MALA POLITICA, LA NON GESTIONE E LA DELINQUENZA HANNO PRODOTTO SUL NOSTRO TERRITORIO. NON POSSIAMO PIU’ TACERE.

Comitato no discariche dei Comuni a Nord a Napoli

L’accordo trabocchetto

10 Nov

L’Accordo tra Provincia di Napoli e Comuni dell’area Acerrana (Acerra,Caivano, Casalnuovo di Napoli, Casoria, Crispano, Frattaminore, Pomigliano D’arco e Volla) sulla gestione rifiuti, che prevede l’istituzione di ben 3 cave (1 ad Acerra e 2 a Casoria) È STATO FIRMATO DA TUTTI I SINDACI!! Ma proprio tutti! Compreso il Subcommissario di Acerra (che non ha un’aministrazione) e che si permette di decidere per gli Acerrani una cosa così importante.

Questo accordo, perdente per i Comuni, prevede l’uso di queste cave abbandonate sul nostro territorio per colmarle con Rifiuti Proveniente dalla lavorazione degli STIR (Frazione Umida Tritovagliata biostabilizzata). In altri Termini DISCARICA…un FOSSO (perché tali sono) dove buttarci la monezza.

Questa volta la provincia ha “nobilitato” tutta l’operazione non parlando di discariche ma di cave abbandonate, e di operazioni di ripristino ambientale utilizzando la Frazione Umida Tritovagliata biostabilizzata per colmare le cave.

Premesso che il rifiuto a cui si fa riferimento nell’accordo (Codice CER 19.05.03) è “compost fuori specifica”, ricordiamo che ai sensi del Decreto Ronchi n.22/1997 (art. 6), il compost fuori specifica risulta un rifiuto a tutti gli effetti, solo che non puzza, quindi dovrebbe per norma andare in una discarica (in uso). La possibilità di utilizzare tale materiale per la ‘ricomposizione ambientale’ di cave, è consentito sono grazie ad un decreto legge ad hoc (D.L. 26 novembre 2010 n. 196 … la storia si ripete.. Decreto legge per bruciare di tutto nell’inceneritore di Acerra) previa autorizzazione delle regioni. Inoltre tale pratica è stata oggetto di studi negli ultimi venti anni, ed i risultati sono sempre vincolati da severi controlli di qualità sul prodotto utilizzato. In particolare per definire il materiale umido come “compost fuori specifica”, esso deve rispondere a precisi criteri di qualità, per esempio rispetto alle concentrazioni massime di metalli pesanti (nichel, cromo, cadmio etc) e di inerti (plastiche e vetri), un certo grado di umidità etc.. Una volta verificata la qualità del biostabilizzato, va verificata la compatibilità con il terreno/cava di destinazione (molto genericamente indicato nell’accordo), valutando: le caratteristiche chimiche del sito, la presenza di metalli pesanti , la vicinanza con corsi d’acqua o ad aree a riserva naturale. Una volta caratterizzati il sito ed il materiale va studiato la giusta miscelazione del materiale biostabilizzato con altri materiali inerti (terre di coltivo e di sbancamento, altri materiali di recupero) allo scopo di far rientrare sempre nei limiti di legge il terreno ed il sottosuolo anche dopo la ricomposizione. Ulteriore perplessità nasce dalla dichiarata intenzione di eseguire non superficiali ricomposizioni di cave, bensì veri e propri riempimenti con tale materiale. Studi come quello dell’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici) e quello della Regione Piemonte prendono in considerazione ricomposizioni per profondità limitate (1 metro circa), dichiarando che per profondità ulteriori i pericoli di inquinamento da metalli pesanti aumentano considerevolmente.

A questo punto ci chiediamo a che serve denunciare il disastro ambientale dei nostri territori, a che serve chiedere le bonifiche se NON ASCOLTANO!! loro creano la discarica parlando di ricomposizione ambientale di cava abbandonata, non importa se si fa con materiale altamente contaminato tanto si tratta di Acerra e dintorni! Inceneritore, Industrie Insalubri, Eco Balle…e poi alla prossima emergenza rifiuti un buco dove buttarci di tutto fa sempre comodo, a quel punto basta un’ordinanza del presidente Cesaro.

Un ringraziamento speciale, infine, va alla gestione commissariale del comune di Acerra, che con il suo atteggiamento “Pilatesco”, tra scuola e ambiente st lasciando una bella eredità ai cittadini Acerrani…GRAZIE !!

Ancora peggio Casoria, che un Sindaco ce l’ha!!! E firma anche l’improponibile mettendo forse una cambiale sulle spalle dei Casoriani! E’ UNA VERGOGNA!

COMITATO NO DISCARICHE COMUNI A NORD DI NAPOLI

Appello ai cittadini ed a coloro che hanno aderito al Comitato

20 Ott

DENUNCIAMO!!!!!

È ARRIVATO IL MOMENTO CHE OGNUNO DI NOI AGISCA FATTIVAMENTE E DIMOSTRI CHE QUELL’IMPEGNO SOCIALE, CHE SI E’ ASSUNTO CON LA PARTECIPAZIONE AL COMITATO, È VERAMENTE SENTITO.

È IL MOMENTO DI DARE UN CONTRIBUTO REALE ALLA CAUSA AMBIENTALE PER IL NOSTRO TERRITORIO.

NON POSSIAMO PIU’ CONTINUARE A SUBIRE PASSIVAMENTE I ROGHI TOSSICI CHE BRUCIANO LE NARICI! PENETRANO NEI POLMONI!!! INCANCRENISCONO LE VOSTRE CELLULE!! QUELLE DEI VOSTRI FIGLI!!!

ADESSO DOBBIAMO PASSARE ALL’AZIONE E DIMOSTRARE DI DESIDERARE DI VIVERE IN UNA CITTA’ NORMALE!!! BASTA CON LA DELEGA!!!

 DOBBIAMO AGIRE DI PERSONA!!!

COME?

COSI’:

Quando ci imbattiamo in un deposito di rifiuti o in una vera e propria discarica abusiva, dobbiamo fare una segnalazione (con raccomandata con avviso di ricevimento) alla Procura della Repubblica, al sindaco (eventualmente anche solo protocollandola al Comune) e, se i rifiuti si trovano all’esterno del centro abitato, anche alla Provincia.

Sicuramente allegando alcune fotografie. E’ importante che in queste foto ci sia anche un quotidiano del giorno in primo piano in modo da dimostrare la data in cui la foto è stata scattata.

In allegato trovate i primi due file di segnalazione alla Procura e al sindaco del Comune. Se è necessario farlo anche alla Provincia potete utilizzare quello del Comune modificando l’intestazione.

Questa prima denuncia è FONDAMENTALE. Segnatevi bene la data in cui ricevete la ricevuta di ritorno della raccomandata oppure il numero di protocollo quando andate al Comune.

Da questo momento, il sindaco (o il presidente della Provincia) è tenuto a provvedere entro 30 giorni. O almeno, entro lo stesso termine, a rispondere alla nostra segnalazione, per esporre le ragioni del ritardo. Se non lo fa, è colpevole del reato di omissione di atti d’ufficio (art. 328 del codice penale), punibile con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032 euro.

Trascorsi i 30 giorni, possiamo inviare alla Procura la denuncia (terzo file allegato) in cui chiediamo di agire penalmente. Quindi mandiamo un esposto alla Procura della Repubblica competente, nei confronti del sindaco (o del presidente della Provincia) inadempiente.

La Procura è obbligata ad avviare l’azione penale.

LE DISCARICHE ABUSIVE SONO QUELLE CHE DANNO ORIGINE AI ROGHI. I ROGHI APPICCATI DAI ROM E DALLA CAMORRA. QUINDI SONO QUELLI CHE DOBBIAMO ATTACCARE.

IL SINDACO E IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA, SE SOLLECITATI DA TANTISSIME DENUNCE SARANNO COSTRETTI A RIMUOVERE COSTANTEMENTE I RIFIUTI NELLE ZONE INDICATE. QUESTO E’ UN PRIMO PASSO CON CUI NOI CITTADINI POSSIAMO CONCRETAMENTE CONTRIBUIRE A DEBELLARE I ROGHI TOSSICI.

MI RACCOMANDO!! È TUTTO MOLTO SEMPLICE. SVEGLIATEVI DAL LETARGO…. COMINCIATE A DENUNCIARE!!!

Esempio di segnalazione al Sindaco

Esempio di esposto alla Procura della Repubblica

Esempio del secondo esposto alla Procura della Repubblica

Lo scandalo e la vergogna

4 Feb

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