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Repubblica parla del dramma del Cantariello

27 Apr

Ecco le scansioni (cliccate sulle immagini per ingrandirle e leggere il testo) del servizio che il 25 Aprile “Repubblica” ha dedicato alla nostra denuncia sul disastro del sito di stoccaggio ‘fumante’ della Cantariello. A breve organizzeremo una grande mobilitazione sul posto, armati di mascherine, protestando per richiedere l’immediata bonifica da parte della Regione. Prima che ci ammazzino tutti. Vi chiediamo già da ora di essere tutti presenti in quella occasione. A breve vi comunicheremo la data e l’orario.

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Il Gazzettino Locale parla dell’assemblea pubblica di Acerra

14 Mag

Ecco l‘articolo che Il Gazzettino Locale di Acerra ha dedicato all’assemblea pubblica svoltasi presso il IV Circolo Didattico di Acerra, in occasione dell’avvio della raccolta differenziata sul territorio di questo Comune.

Age e raccolta differenziata

Si è svolta Venerdi 13 Maggio presso il IV circolo didattico di Acerra l’assemblea pubblica sull’avvio della raccolta differenziata organizzata dall’Age, associazione dei genitori. Un momento di riflessione costruttiva che riconosce, nella raccolta differenziata, un punto di partenza per una concreta salvaguardia ambientale.

A dare il via all’evento il responsabile ambiente Age il dott. Passariello che ha introdotto alla visione di un filmato riflessivo, tratto da Presa Diretta, sull’emergenza ambientale. Al tavolo di discussione il dirigente del IV circolo didattico il dott. Antonelli che ha sottolineato la piena partecipazione dell’istituzione scolastica e l’appoggio all’iniziativa.

Presenti anche i Comitati Cittadini Campani nella persona del dott. Iavarone, il presidente del WWF Campania, il dott. Gatto e il sindaco Esposito che ha cosi commentato:

“Abbiamo ereditato una situazione disastrosa, ora la raccolta differenzaita è un successo che ci rende ottimisti. Ad oggi la raccolta è al 60%, ciò dimostra che Acerra era pronta ed è successo come a Portici, tutto è andato per il meglio”. E alla domanda di una cittadina sulle garanzie del funzionamento della differenziata e sui ristori dell’inceneritore aggiunge: “Sono un sindaco che vi controlla, tutti. Si interviene per correggere abitudini ed affiancare il cittadino. Riguardo ai ristori non si è lavorato bene, tutto è stato assorbito dalla massa debitoria della Regione”.

Oltre al piano tecnico sono stati discussi, attraverso una sorta di seduta collettiva della dott. Scafuto, psicologa dell’Università Federico II, i sentimenti che l’emergenza ambientale suscita nei cittadini. “Rabbia, senso d’impotenza e menefreghismo devono diventare sentimenti costruttivi al fine di trovare soluzione ed agire in modo concreto. Bisogna prendere coscienza del problema e coinvolgere più cittadini possibili. Fare la differenziata può aiutare ad uscire dall’idea di impotenza e rassegnazione”.

Al termine dell’assemblea l’Age ha presentato al Sindaco un progetto pilota sul compostaggio domestico, ossia la trasformazione di scarti organici in fertilizzanti coadiuvato da iniziative didattiche. “Una proposta concreta che mira a dare un contributo su una tematica importante nell’ottica costruttiva della nostra associazione. Attendiamo fiduciosi una risposta positiva dall’istituzione comunale ed incassiamo piacevolmente e con soddisfazione gli attestati di stima che il primo cittadino ha fatto all’associazione. A settembre si ripeterà questa esperienza con i partner presenti ieri e con le scuole che avvieranno concretamente il progetto” conclude il presidente Age, Gioacchino Di Capua. Emozionante l’accompagnamento musicale del chitarrista Umberto Fatigati, che si è esibito con il brano da lui composto “Campania Infelix”, accompagnato da immagini toccanti.

Lina D’Angelo


Se questa è demagogia…

20 Mar

Alcuni chiarimenti del Comitato NO Discariche dei Comuni a Nord di Napoli

In risposta all’articolo di domenica 13 marzo, comparso su ‘Nuova città’ a firma di Pina Ludi.

Qui rispondiamo in riferimento all’ennesima ‘pallosa’ questione che pone l’articolista dell’articolo succitato e che riguarda la denominazione del nostro Comitato. Preferiremmo francamente che si parlasse di sostanza e non di forma (come il nome di un comitato), ma questa gente non ha né la voglia né l’interesse a parlare di sostanza.

La sostanza sarebbe che abbiamo chiesto un tavolo tecnico all’Amministrazione di Afragola (così come fatto ad Acerra, dove l’Amministrazione ha accettato il confronto) perché vorremmo porre le seguenti questioni nell’interesse di tutti i cittadini: vorremmo esprimere le nostre idee circa le possibilità di migliorare l’attuale raccolta differenziata e quella dell’umido che ci si appresta a fare (ad esempio l’adozione di sacchetti per l’umido di qualità, mater-bi, e non quelli di scarsa qualità, ECM, che sta utilizzando in questa fase di avvio); vorremmo presentare le nostre idee di come vogliamo vengano realizzate le isole ecologiche sul nostro territorio; vorremmo parlare delle campane del vetro che mancano, degli olii esausti che non sappiamo dove smaltire perché non vogliamo più buttarli nel lavandino di casa; vorremmo parlare di dove dobbiamo smaltire le pile scariche; vorremmo parlare di un modo innovativo di determinare la contribuzione fiscale sui rifiuti; vorremmo parlare delle discariche della Scafatella e vicino all’Ikea che vanno bonificate; vorremmo parlare dei roghi tossici in zona Ipercoop che dovremmo fermare; vorremmo parlare del sito di compostaggio; vorremmo parlare di soluzioni innovative per lo smaltimento del secco indifferenziato; vorremmo parlare delle iniziative che possiamo mettere in campo per vietare ai commercianti l’utilizzo dei sacchetti di plastica; vorremmo parlare delle iniziative da mettere in campo con le associazioni di categoria per favorire la vendita dello sfuso, l’abbandono di imballaggi inquinanti, l’abbandono dei prodotti usa e getta, di politiche del riuso, di rifiuti zero.

Vorremmo parlare di tutte queste cose e invece si parla solo di pregiudizi riguardo ad inesistenti condizionamenti politici di sorta e, cosa più assurda, si parla del nome di un comitato.

Per essere chiari anche su questo punto una volta e per tutte, e per l’ultima volta. Non abbiamo richiesto il tavolo tecnico per parlare della discarica ad Afragola, abbiamo preso atto delle rassicurazioni del sindaco e come si sarà capito a quel tavolo tecnico vogliamo parlare di altro. La missione del nostro Comitato è quella di stimolare le Istituzioni affinché mettano in campo tutte le iniziative possibili per attivare un ciclo virtuoso dei rifiuti in modo che non servano più le discariche. Ebbene sì, ci chiamiamo ‘Comitato antidiscariche’ e siamo fieri di gridare a gran voce a Quarto, a Terzigno, a Nola e ovunque ce ne sia bisogno che siamo contro il sistema delle discariche. Non c’è dunque ragione di cambiare il nome al nostro Comitato. Non raccogliamo firme contro la discarica ad Afragola, bensì adesioni al Comitato di persone che ne condividano i principi e gli obiettivi. Partecipiamo alle reti di comitati campani e ci incontriamo periodicamente per monitorare i progressi che ciascun comitato ottiene sui territori di competenza, noi rispondiamo per i Comuni a Nord di Napoli.

Parliamo di sostanza caro articolista, parliamo di sostanza. Come quella che stiamo garantendo nel Parco ‘La nuova casa’ dove collaboriamo, su richiesta della Protezione civile comunale, ad avviare una efficiente raccolta differenziata. Dove abbiamo organizzato incontri, convegni interattivi fatti di musica/video/dibattito sul problema rifiuti e l’importanza di fare una corretta raccolta differenziata. Dove stiamo incontrando la gente, ci stiamo parlando, ci stiamo confrontando. Dove stiamo organizzando laboratori per educare i bambini del parco alla differenziata. Dove con l’Università di Napoli stiamo conducendo una ricerca-azione con la somministrazione di questionari per individuare la percezione circa il problema rifiuti e la differenziata prima che partissero queste iniziative e dove lo ripeteremo tra qualche mese per monitorare i progressi raggiunti in termini di cambiamento di cultura. Dove quindi stiamo facendo le cose serie perché ci teniamo più di tutti affinché la raccolta differenziata nella nostra città funzioni davvero. Noi preferiamo dimostrare con i fatti il nostro impegno nel perseguire la nostra missione.

Ma adesso è arrivato il momento di sederci a quel tavolo di confronto con l’Amministrazione comunale, se l’amministrazione ci tiene al confronto con i cittadini.

N.B. Questo articolo è stato inviato a tutti i giornali locali a distribuzione gratuita.

Il Direttivo del Comitato antidiscariche

Comuni a Nord di Napoli

“Il manifesto” parla della Rete Commons ed anche del nostro Comitato

20 Feb

Riportiamo un articolo apparso nell’edizione di domenica 20 febbraio del “Manifesto” e riguardante le attività delle rete “Commons”, alla quale aderisce anche il nostro Comitato. All’interno dell’articolo sono riportate anche le dichiarazioni di alcuni dei nostri esponenti.

COMMONS, UNA RETE PER I BENI COMUNI IN CAMPANIA

Movimento IN COMUNE

Comitati antidiscarica, centri sociali, Comitati antidiscarica, centri sociali, movimenti per l’acqua pubblica. Nasce a Napoli una rete civica per coordinare le vertenze territoriali. Con la solidarietà dei No Tav, dei No Dal Molin e dei comitati aquilani. Così l’Italia che resiste comincia ad autorganizzarsi. In nome della difesa dei beni comuni dal mercato e dalla cattiva politica

Nella stanza a piano terra del centro sociale “Insurgencia”, a Capodimonte, sabato c’erano due stufette e panche lungo tutti i lati delle pareti. I posti occupati dai comitati antidiscarica di Chiaiano, Mugnano, Afragola. La riunione era parte del processo di costruzione di Commons!, la rete civica per i beni comuni (commons.altervista.org). I nodi sono le realtà territoriali cresciute nelle esperienze di lotta lungo sedici anni di emergenza rifiuti, ma anche nelle battaglie per l’acqua pubblica. Come si è costruita l’esperienza lo raccontano gli attivisti del presidio della rotonda Titanic, donne e uomini con un’età che va dai settanta ai venti anni: “Abito a meno di un chilometro dalla discarica di Chiaiano – racconta Susanna, 47 anni – e faccio parte di quella marea di singoli che per mesi nella primavera del 2008 è scesa a protestare, militarizzazione del territorio contro cittadinanza. Era come vivere sotto assedio, elicotteri, blindati, sembrava un golpe. Però non ci siamo spaventati, nonostante lacrimogeni e cariche. E’ pericoloso quando provi a spezzare con la forza il dissenso e non ci riesci, perché poi la gente prende coscienza e smette di avere paura”. Hanno vedette che monitorano costantemente la discarica di via Cupa del Cane, loro hanno scoperto per primi, giorni fa, che la tubatura del percolato era rotta, che trivelle andavano e venivano dall’invaso. Lavori per un ampliamento che farà ingrossare di tal quale il sito oltre l’annunciata chiusura, questa primavera.

In cinquanta circa formano lo zoccolo duro, quelli che – compatibilmente con famiglia, studio e lavoro – tengono viva l’organizzazione, ma quando serve parte il tam tam via telefono e facebook e allora arrivano anche gli altri, da Chiaiano, Marano e Mugnano a dare testa e gambe alla protesta.. Il 14 dicembre erano in corteo a Roma, si votava la fiducia al governo: “Mi ero portata un sacchetto di rifiuti apposta da Napoli – racconta Palma, una signora bruna con la sua borsetta di stoffa piena di caramelle che distribuisce ad ogni incontro – Quando siamo arrivati davanti la sede della Protezione civile stavano chiudendo il portone ma io ho fatto un lancio magistrale e l’ho buttato dentro”. Tra generazioni riescono a capirsi altrimenti ci sono i figli a fare da mediatori culturali. Erano in tanti anche a L’Aquila, dove sono andati a protestare due volte, “la seconda, lo scorso novembre, è stato peggio – raccontano – le bugie si erano sgonfiate e lo stato d’abbandono faceva crescere la rabbia. Tutti vittime della cricca con la sua economia di rapina, come in Campania. Per stemperare la tensione abbiamo mangiato per tutto il viaggio di ritorno”. Avevano escogitato un metodo per finanziare le attività: per due anni il commissariato straordinario ha pagato i cittadini che conferivano plastica, metalli e carta e loro hanno organizzato una raccolta capillare. Così è stato lo stesso commissariato a finanziare il loro dissenso. Protagonisti delle manifestazioni in Italia, hanno anche ricevuto comitati e solidarietà dai No Tav e No Dal Molin, tutti poi quest’inverno a Terzigno insieme alle Donne in nero, agli aquilani e ai gruppi antidiscarica laziali. La geografia dell’Italia che, mentre resiste, si organizza.

Sono loro che si impongono ai tavoli con Regione e provincia: “Il piano integrato è questo, se siete venuti a chiedere il piano virtuoso avete capito male. Qui rivoluzioni copernicane non se ne fanno” è quello che si sono sentiti dire venerdì scorso dall’assessore provinciale all’Ambiente, Giuseppe Caliendo. Una discussione tra sordi: ormai pezzi di Italia, come Capannori nel lucchese e Vedelago in Veneto, dimostrano che la strategia rifiuti zero è facilmente praticabile, ma in Campania si procede con i termovalorizzatori: il governatore Caldoro ha nominato il commissario per l’inceneritore di Napoli est, Alberto Carotenuto (preside di ingegneria all’Università Parthenope), e quello alle discariche, il viceprefetto Annunziato Vardè. Così continueremo ad avere bisogno di buchi in cui riversare tonnellate di rifiuti, a ciu poi si aggiungeranno le ceneri tossiche. Al Comune di Napoli il compito di indicare due siti di trasferenza, sul tavolo le proposte Ponticelli e Scampia, nell’area ex Centrale del latte, una zona dove da anni i comitati hanno presentato propri piani di rilancio. Per le discariche in pole position Nola ed Afragola. La prima dovrebbe accogliere l’immondizia dei comuni del comprensorio. Preoccupati gli afragolesi, alle prese con il sindaco Pdl Vincenzo Nespoli, indagato per bancarotta fraudolenta e reimpiego di denaro illecito: “Quando ci siamo presentati per chiedere spiegazioni – raccontavano sabato – ci ha detto che non ci avrebbe mai ricevuti, perché ci chiamiamo comitato no discarica. Siamo decisi a opporci e non ci scioglieremo neppure se l’invaso non si dovesse fare, vogliamo continuare a lottare per il piano virtuoso. con queste istituzioni è fondamentale vigilare”.

Adriana Pollice – “Il Manifesto” del 20 febbraio 2011