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Cittadini campani per un piano Alternativo dei Rifiuti: resoconto della riunione del 10 gennaio 2012

15 Gen

Martedì 10 Gennaio 2012, sono riprese, presso l’Hotel Royal Continental di Napoli, le riunioni nell’ambito del Progetto dei Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti. Il Progetto non lascia spazio a dubbi di alcun tipo quando si tratta di CAMORRA, dissociandosi, per onestà e cultura, da qualsiasi forma d’illegalità. Inoltre, sebbene aperti al dialogo con tutti, i cittadini aderenti non sono, in nessun caso, disposti al confronto con parti malate della politica locale. Proprio per questo, il bel Calendario 2012 – Donne Salute e Ambiente, ideato da ANTONIO MARFELLA, è dedicato alla memoria di Don Peppe Diana. Nel suo esempio ritroviamo l’azione di tante “combattenti” alle quali va tutto il nostro sincero applauso.

Ecco, dopo questa necessaria premessa, un breve resoconto della riunione. Il primo punto all’ordine del giorno ha riguardato proprio la presentazione del calendario, che si è svolta venerdì 13 gennaio presso la Sala della Loggia del Maschio Angioino, ed è stata occasione per celebrare le eroiche CITTADINE CAMPANE che tenacemente difendono terra e salute e per denunciare le incongruenze del piano della regione che pur di fare un “BINGO d’INCENERITORI” palesemente imbroglia con le cifre. A questo proposito, l’assemblea ha indetto, per lunedì 16 gennaio,  alle ore 10:00 e dunque in concomitanza con il momento dell’approvazione del piano,un sit-in di protesta presso la sede del Consiglio Regionale della Campania al Centro Direzionale di Napoli per chiedere, innanzitutto: una differenziata al 65%, impianti di compostaggio e riduzione dei rifiuti. Con questo Piano rifiuti, la Regione Campania, infatti, non accetta la normativa nazionale che prevede la raccolta differenziata al 65% e, invece, basa i suoi calcoli su di un misero 50 % per rendere credibile un numero spropositato d’inceneritori; ritiene superflui gli impianti di compostaggio, sottodimensionandone il numero rispetto agli inceneritori previsti; ed, infine, non  tiene volutamente conto delle stime nazionali, che parlano di diminuzione della produzione dei rifiuti fino al 10%, non essendo per niente interessata alla loro riduzione, che negherebbe l’alto numero d’inceneritori. Il sit-in che vuole essere un’occasione di DENUNCIA PUBBLICA da indirizzare a tutti, dalle amministrazioni, ai media, alle associazioni.

Le sorti del PIANO, in ogni caso, sono legate al timore della maxi sanzione della COMUNITÀ EUROPEA e seguono un copione già scritto che tende a rendere plausibile il pesante ricorso alla combustione dei rifiuti quanto alle altrettanto inquinanti discariche. Una multa che, se applicata, potrebbe generare pesantissime ripercussioni sulla politica locale.

Appare evidente, quindi, la necessità di aritornare con più veemenza tra la gente comune, tra scuole e famiglie, per “battere” con forza i  temi negati della politica regionale. Temi legati a doppio filo con altri aspetti in cui è deficitaria la politica locale come il LAVORO e le BONIFICHE.  Il piano dei rifiuti regionale non ne favorisce per niente lo sviluppo, ma non lo fa nemmeno il Piano delle Bonifiche, scritto dalle stesse mani, e per le quali non vi è nessuna garanzia di attuazione.

L’attacco alla Regione Campania, epicentro del problema, è inevitabile. Una battaglia politica che bisognerà protrarre per tutto il 2012, qualsiasi sia il risultato del Consiglio Regionale, quale democratico bilanciamento alle decisioni calate dall’alto da una politica non curante della popolazione e, nei fatti, senza opposizione tra i partiti.

Le incongruenze del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Campania

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