Il nostro statuto

Costituzione – Sede – Scopi

ART. 1

E’ costituito in data 5 gennaio 2011 il Comitato cittadino “NO DISCARICA” di Afragola e dei Comuni a Nord di Napoli, appresso indicato come “il Comitato”. Esso è apartitico e non ha fini di lucro ma si propone esclusivamente di promuovere iniziative pubbliche di sensibilizzazione dei cittadini e delle Istituzioni su tema della gestione dei rifiuti.

Il Comitato ha sede provvisoria in Afragola, alla via Saggese, n. 20 .

ART. 2

La finalità perseguita riguarda in generale la tutela civica, ambientale e sociale di Afragola e dei suoi immediati dintorni. In questo ambito il comitato si prefigge scopi propositivi e di confronto con le Istituzioni riconosciute e altre realtà associative presenti sul territorio, in particolare per quanto riguarda i seguenti aspetti:

  1. promuovere il miglioramento della qualità della vita nel paese di Afragola (NAPOLI) e dei Comuni limitrofi a cui si estenderà il Comitato;
  2. avere un ruolo attivo di proposizione di iniziative di corretta gestione ambientale nei confronti delle Istituzioni locali;
  3. denunciare manifestare pacificamente con iniziative collettive il proprio dissenso contro azioni che siano ritenute dal Comitato non rispondenti ai principi di gestione ambientale ecosostenibile per il proprio territorio;
  4. recuperare la memoria e l’identità storica e culturale del paese di Afragola;
  5. contribuire alla individuazione ed alla soluzione delle problematiche ambientali esistenti nel territorio di Afragola, promuovendo il rispetto dei diritti, la partecipazione democratica ed il coinvolgimento della cittadinanza;
  6. incentivare le attività socio-economiche compatibilmente con la tutela ambientale e la vocazione storica della zona;
  7. promuovere momenti di aggregazione e confronto di idee nel rispetto di valori democratici;
  8. promuovere l’integrazione di nuovi residenti;

Soci – Patrimonio

ART. 3

  1. Possono essere iscritti al Comitato solo persone fisiche maggiorenni che ne condividano gli scopi e ne sottoscrivano l’adesione, e che vivano nel territorio di Afragola e dei Comuni limitrofi a Nord di Napoli (Casoria, Casavatore, Cardito, Caivano, Acerra, Casalnuovo, Frattamaggiore, Crispano, Orta di Atella, Arzano, Casandrino, Grumo Nevano, Frattaminore, Pomigliano d’Arco, Maddaloni) ovvero coloro che esercitano attività commerciali e/o professionali e/o associative sul territorio del Comune di Afragola e dei Comuni suddetti. Non possono far parte del comitato coloro che ricoprono cariche amministrative (Sindaci, Assessori, Consiglieri) in qualsiasi tipo di Ente Locale (Comune, Provincia, Regione).
  2. L’adesione è ratificata dopo aver partecipato ad un’assemblea, acquisendo in tal modo l’aderente il diritto di voto per le assemblee successive. L’adesione va data per iscritto mediante sottoscrizione di apposito modulo ed è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo.
  3. L’eventuale recesso all’adesione deve essere comunicato per iscritto al Consiglio Direttivo e ha effetto immediato.
  4. L’aderente può essere escluso per gravi motivi, su proposta del Consiglio Direttivo e giudizio motivato dei Sindaci-Probiviri. Motivo di esclusione può essere rappresentato da una condotta del soggetto non in linea con i principi e le finalità espresse nel presente statuto.

ART. 4

1. Il Comitato provvederà al conseguimento dei suoi fini con l’impegno gratuito degli aderenti, con eventuali collaboratori esterni ed anche mediante la costituzione di un fondo comune, alimentato da contributi volontari, lasciti e donazioni.

2. Il Comitato non potrà in ogni caso distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la sua esistenza, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge. Il Comitato utilizzerà gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Organi

ART. 5

Sono organi del Comitato:

  1. L’Assemblea Generale degli aderenti, appresso indicata “L’Assemblea”.
  2. Il Consiglio direttivo, appresso indicata “Il Consiglio”.
  3. Il Presidente.
  4. Collegio dei Sindaci Probiviri, appresso indicato “Collegio”.

ART.6

  1. L’Assemblea è il massimo organo del Comitato. Ed è costituita da tutti gli aderenti.
  2. Essa fissa gli indirizzi e le direttive generali del comitato, ed elegge il Consiglio Direttivo, il Presidente ed il Collegio dei Sindaci Probiviri.
  3. Ciascuno aderente dispone di un voto che può essere delegato solo per iscritto e notificato al Presidente
  4. Ogni delegato non può essere portatore di più di due deleghe che devono essere notificate al Presidente prima dell’inizio dell’Assemblea.

Le delibere dell’Assemblea vincolano tutto il Comitato.

  1. L’Assemblea è presieduta dal Presidente, che ne assicura l’osservanza delle regole e dello statuto. In caso di sua assenza o impedimento è sostituito dal Vice presidente. L’assemblea è convocata tutte le volte che il Consiglio Direttivo o il Presidente lo ritenga necessario, nonché quando lo richiedano almeno settanta aderenti con diritto di voto.
  2. L’Assemblea di tutti gli aderenti è convocata almeno una volta l’anno. La convocazione avverrà per iscritto e con avviso affisso nella sede sociale almeno quindici giorni prima la data fissata per l’assemblea e contenente la data, l’ora, il luogo di convocazione e l’ordine del giorno.
  3. L’Assemblea è validamente costituita purché siano presenti non meno della metà più 1 degli aderenti con diritto di voto, incluse le deleghe, oltre i membri del Consiglio Direttivo, presenti almeno in maggioranza ed almeno un sindaco-proboviro.
  4. Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza dei votanti per alzata di mano o per scrutinio segreto, qualora si voti su aspetti riguardanti persone e qualora ne facciano richiesta almeno un terzo dei votanti.
  5. L’assemblea con maggioranza qualificata (due terzi) dei votanti può sfiduciare il Presidente e il consiglio direttivo, in tal caso il numero dei presenti, comprese le deleghe, non potrà essere inferiore ai duecento. Nelle more il Comitato è diretto dai Sindaci-Probiviri, che assicurano la piena osservanza dello statuto e la transizione dal vecchio al nuovo Consiglio, convocando quanto prima nuove elezioni.

L’elezione degli organi del Comitato avvengono sempre per scrutinio segreto.

ART. 7

1. Il Consiglio Direttivo è l’organo di governo del comitato, dà esecuzione al deliberato dell’Assemblea e prepara proposte operative. Esso è composto da undici membri.

2. Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente del Comitato, in caso di sua assenza, dal Vice-Presidente, nominato dal Presidente che lo sceglie nell’ambito del Consiglio. Il Presidente ha la facoltà di nominare anche una “Segreteria del Presidente”, questa essendo un organo di servizio non ha mansioni decisionali, ma solo tecniche, svolge la sua attività gratuitamente e partecipa alle riunioni del Consiglio, con diritto di intervento, ma non di voto. I membri del Consiglio Direttivo durano in carica 2 anni.

3. In caso di recesso, dimissioni o decesso di uno dei suoi membri, gli succederà automaticamente il primo dei non eletti. Di ciò si darà tempestivamente notifica agli aderenti mediante avviso affisso nella sede sociale.

4. Il Consiglio Direttivo nomina tra i propri membri un Segretario tesoriere, il cui compito sarà la gestione di eventuali fondi del Comitato e, annualmente, la redazione del bilancio e del rendiconto. Il bilancio, preventivo e consuntivo, approvato dal Consiglio, dovrà essere sottoposto a verifica del Collegio dei Sindaci-Probiviri, e approvato dalla Assemblea.

5. Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente con un preavviso scritto di almeno dieci giorni – nei casi di urgenza il termine è ridotto a cinque giorni – anche mediante fax o posta elettronica, nonché affisso nella bacheca della sede sociale.

6. Il Consiglio Direttivo si riunisce nel luogo indicato nell’avviso di convocazione, tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario, ovvero quando ne sia fatta domanda scritta dalla maggioranza dei suoi componenti, e comunque almeno quattro volte l’anno per deliberare in ordine all’operato del Comitato.

7. Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza della maggioranza dei membri del Consiglio ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente (voto doppio in caso di parità).

8. Delle riunioni del Consiglio verrà redatto a cura del Segretario-tesoriere su apposito libro, il relativo verbale, che verrà sottoscritto da chi presiede e dal Segretario medesimo.

9. Tutte le cariche sono gratuite. Tutti gli aderenti possono assistere al Consiglio, senza diritto di intervento e di voto.

Presidente

ART.8

1. Il Presidente ha la rappresentanza legale del Comitato.

2. Il Presidente è egli stesso membro del Consiglio, che lo nomina tra i consiglieri che abbiano ricevuto il maggior numero dei voti.

3. Il Presidente dirige l’attività del Comitato e ne assicura il coordinamento e l’unità di indirizzo nei limiti delle direttive generali fissate dall’Assemblea degli aderenti.

4. Il Presidente è eletto dal Consiglio Direttivo; dura in carica 2 anni e può essere rieletto.

5. Il Consiglio Direttivo può far decadere il Presidente con una mozione di sfiducia di almeno due terzi dello stesso, con contemporanea nomina del nuovo Presidente. In difetto di ciò, con apposita delibera, il Consiglio, che risulta automaticamente dimissionato, convoca entro trenta giorni l’Assemblea per l’elezione del nuovo Consiglio. La mozione di sfiducia deve essere ratificata entro venti giorni dall’Assemblea. Nelle more della ratifica il Consiglio è presieduto dal Vice Presidente.

6. In caso di assenza il Presidente è sostituito dal Vice Presidente.

7. Il Presidente può provvedere all’assegnazione di compiti e di ruoli a ciascun consigliere, con eventuale delega di rappresentanza da definire con verbale di Consiglio, il tutto sempre gratuitamente.

Collegio dei Sindaci-Probiviri

ART. 9

1. Il Collegio dei Sindaci-Probiviri è costituito da tre membri effettivi e da due supplenti.

2. I membri effettivi del Collegio sono eletti dall’Assemblea, che li elegge a scrutinio segreto.

3. Il Collegio dura in carica due anni, può essere rinominato e/o rieletto singolarmente e/o collegialmente ed a maggioranza dei suoi membri effettivi elegge il Presidente, che ne coordina l’attività.

4. Il Collegio può partecipare di diritto, anche non collegialmente, alle riunioni del Consiglio Direttivo, senza diritto di voto.

5. Il Collegio dirime eventuali controversie tra aderenti al Comitato e tra questi ed il Consiglio Direttivo ed ha funzioni di controllo sulla contabilità e sulla osservanza dello spirito civile, sociale, morale e promozionale dello statuto.

Il Collegio, individuate e/o verificate eventuali violazioni allo statuto, lo scorretto comportamento dei membri del Consiglio o altre situazioni sottoposte alla sua attenzione, sentiti gli interessati, adotta i provvedimenti del caso, iscrivendone le motivazioni a verbale.

ART. 10

Tutte le cariche del Comitato sono incompatibili con qualsiasi carica politica elettiva o di nomina, anche se sopraggiunte.

Modifiche dello statuto

ART. 11

1. Lo statuto del Comitato può essere modificato solo dall’Assemblea convocata con specifico ordine del giorno, presenti almeno due terzi del totale degli aderenti con diritto di voto, con il voto favorevole dei due terzi dei presenti, in prima convocazione. In seconda convocazione con la presenza del 50% più uno degli aderenti con diritto di voto e con la maggioranza dei due terzi.

2. Tale convocazione deve essere effettuata tramite comunicazione scritta a tutti gli aderenti ed affissa nella sede sociale trenta giorni prima della assemblea, contenente la data, l’ora, il luogo e l’ordine del giorno.

 

Scioglimento del comitato

ART. 12

1. Lo scioglimento del Comitato avviene con il voto favorevole di almeno due terzi degli aderenti con diritto di voto, in prima convocazione. In seconda convocazione con la presenza del 50% più uno degli aderenti con diritto di voto e con la maggioranza dei due terzi.

2. In caso di scioglimento, per qualunque causa, il Comitato dovrà devolvere il proprio patrimonio ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n.662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Norme finali

ART. 13

Per quanto non previsto del seguente statuto si applicano le norme del Codice Civile.

 

 

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