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Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti: manifestazione a Chiaiano sabato 8 ottobre

9 Ott

Manifestazione a Chiaiano di sabato 8 ottobre. Foto tratta da http://www.napoliurbanblog.com

Si apre la campagna per la chiusura della discarica

Oltre 2.000 persone sono scese in piazza questo pomeriggio tra Chiaiano e Marano, nella manifestazione convocata dal Presidio permanente per rilanciare la mobilitazione per la chiusura della discarica. La manifestazione, partita dalla storica Rotonda Titanic, è stata convocata dopo i dati ufficiali che sono stati scoperti dai comitati in cui si evince in maniera palese il taroccamento delle cifre della capienza della discarica di Chiaiano da parte della Provincia di Napoli e della Regione Campania.

Si è aperta con la manifestazione di oggi una nuova fase, da queste parti la crisi non è solo l’impoverimento economico, l’aumento della precarietà e la perdita dei diritti, è anche un peggioramento della qualità della vita esponenziale. Qui a nord di Napoli tutte le sere si fanno i conti con la puzza, i veleni e tutti i disagi che questa discarica che si ostinano a rimpinzare di rifiuti, comporta.

Alla manifestazione erano presenti anche i sindaci di Marano, Mugnano, Calvizzano e Grumo Nevano, e per il Comune di Napoli il consigliere Pietro Rinaldi.

Nonostante la pioggia i manifestanti hanno sfilato in migliaia per le strade di Chiaiano e Marano fino alla fine di Via Cupa dei Cani, a poche centinaia di metri dall’ingresso della discarica, dove la Questura ha fermato il corteo. All’arrivo davanti al blocco della polizia i manifestanti hanno issato un’enorme striscione tra i palazzi che costeggiano la strada, chiudendo completamente Via Cupa dei cani. Sullo striscione alto 4 metri e lungo 8, c’era la scritta «Chiudiamo il sipario. Jatevenne» richiamando simbolicamente alla chiusura della discarica.

Si apre ora una fase nuova, in cui dobbiamo provare ad imporre la chiusura della discarica dal basso. Saremo presenti alla manifestazione degli indigati il prossimo 15 ottobre con dei pullman che partiranno proprio da Chiaiano, perchè non vogliamo pagare la crisi ne in termini economici ne in termini ambientali.

I manifestanti hanno annunciato che nelle prossime settimane ricorreranno anche all’occupazione della discarica se la Provincia di Napoli e la Regione Campania non comunicheranno la data di chiusura entro l’anno.

Per Venerdi’ 14 ottobre è stata convocata un’assemblea popolare alle ore 19 al presidio permanente per decidere le prossime tappe della campagna per la chiusura della discarica, mentre il 15 ottobre i comitati saranno a Roma nello spezzone di Uniti per l’alternativa.

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano

Rete Commons

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“Rifiuti: da vergogna ad opportunità – Proposte per superare la crisi”: il Comitato partecipa all’incontro pubblico di Arzano

17 Mar

Si è tenuto mercoledì 16 marzo 2011 presso la sala consiliare del Comune di Arzano, l’incontro dal titolo “Rifiuti: da vergogna ad opportunità – Proposte per superare la crisi”, organizzato dalla sezione di Arzano del Partito della Rifondazione Comunista – Federazione della sinistra, in collaborazione con le associazioni del territorio. Sono intervenuti: Annamaria Martire, segretaria PRC Arzano, Gabriele Gesso, responsabile organizzazione PRC  Napoli, Antonio Musella, della Rete Commons dei comitati per i beni comuni, Luigi De Magistris, europarlamentare e candidato IDV a sindaco di Napoli e Lucio Iavarone, presidente del nostro Comitato.

Pubblicamo di seguito i video degli interventi di Luigi De Magistris e di Lucio Iavarone.

“Il manifesto” parla della Rete Commons ed anche del nostro Comitato

20 Feb

Riportiamo un articolo apparso nell’edizione di domenica 20 febbraio del “Manifesto” e riguardante le attività delle rete “Commons”, alla quale aderisce anche il nostro Comitato. All’interno dell’articolo sono riportate anche le dichiarazioni di alcuni dei nostri esponenti.

COMMONS, UNA RETE PER I BENI COMUNI IN CAMPANIA

Movimento IN COMUNE

Comitati antidiscarica, centri sociali, Comitati antidiscarica, centri sociali, movimenti per l’acqua pubblica. Nasce a Napoli una rete civica per coordinare le vertenze territoriali. Con la solidarietà dei No Tav, dei No Dal Molin e dei comitati aquilani. Così l’Italia che resiste comincia ad autorganizzarsi. In nome della difesa dei beni comuni dal mercato e dalla cattiva politica

Nella stanza a piano terra del centro sociale “Insurgencia”, a Capodimonte, sabato c’erano due stufette e panche lungo tutti i lati delle pareti. I posti occupati dai comitati antidiscarica di Chiaiano, Mugnano, Afragola. La riunione era parte del processo di costruzione di Commons!, la rete civica per i beni comuni (commons.altervista.org). I nodi sono le realtà territoriali cresciute nelle esperienze di lotta lungo sedici anni di emergenza rifiuti, ma anche nelle battaglie per l’acqua pubblica. Come si è costruita l’esperienza lo raccontano gli attivisti del presidio della rotonda Titanic, donne e uomini con un’età che va dai settanta ai venti anni: “Abito a meno di un chilometro dalla discarica di Chiaiano – racconta Susanna, 47 anni – e faccio parte di quella marea di singoli che per mesi nella primavera del 2008 è scesa a protestare, militarizzazione del territorio contro cittadinanza. Era come vivere sotto assedio, elicotteri, blindati, sembrava un golpe. Però non ci siamo spaventati, nonostante lacrimogeni e cariche. E’ pericoloso quando provi a spezzare con la forza il dissenso e non ci riesci, perché poi la gente prende coscienza e smette di avere paura”. Hanno vedette che monitorano costantemente la discarica di via Cupa del Cane, loro hanno scoperto per primi, giorni fa, che la tubatura del percolato era rotta, che trivelle andavano e venivano dall’invaso. Lavori per un ampliamento che farà ingrossare di tal quale il sito oltre l’annunciata chiusura, questa primavera.

In cinquanta circa formano lo zoccolo duro, quelli che – compatibilmente con famiglia, studio e lavoro – tengono viva l’organizzazione, ma quando serve parte il tam tam via telefono e facebook e allora arrivano anche gli altri, da Chiaiano, Marano e Mugnano a dare testa e gambe alla protesta.. Il 14 dicembre erano in corteo a Roma, si votava la fiducia al governo: “Mi ero portata un sacchetto di rifiuti apposta da Napoli – racconta Palma, una signora bruna con la sua borsetta di stoffa piena di caramelle che distribuisce ad ogni incontro – Quando siamo arrivati davanti la sede della Protezione civile stavano chiudendo il portone ma io ho fatto un lancio magistrale e l’ho buttato dentro”. Tra generazioni riescono a capirsi altrimenti ci sono i figli a fare da mediatori culturali. Erano in tanti anche a L’Aquila, dove sono andati a protestare due volte, “la seconda, lo scorso novembre, è stato peggio – raccontano – le bugie si erano sgonfiate e lo stato d’abbandono faceva crescere la rabbia. Tutti vittime della cricca con la sua economia di rapina, come in Campania. Per stemperare la tensione abbiamo mangiato per tutto il viaggio di ritorno”. Avevano escogitato un metodo per finanziare le attività: per due anni il commissariato straordinario ha pagato i cittadini che conferivano plastica, metalli e carta e loro hanno organizzato una raccolta capillare. Così è stato lo stesso commissariato a finanziare il loro dissenso. Protagonisti delle manifestazioni in Italia, hanno anche ricevuto comitati e solidarietà dai No Tav e No Dal Molin, tutti poi quest’inverno a Terzigno insieme alle Donne in nero, agli aquilani e ai gruppi antidiscarica laziali. La geografia dell’Italia che, mentre resiste, si organizza.

Sono loro che si impongono ai tavoli con Regione e provincia: “Il piano integrato è questo, se siete venuti a chiedere il piano virtuoso avete capito male. Qui rivoluzioni copernicane non se ne fanno” è quello che si sono sentiti dire venerdì scorso dall’assessore provinciale all’Ambiente, Giuseppe Caliendo. Una discussione tra sordi: ormai pezzi di Italia, come Capannori nel lucchese e Vedelago in Veneto, dimostrano che la strategia rifiuti zero è facilmente praticabile, ma in Campania si procede con i termovalorizzatori: il governatore Caldoro ha nominato il commissario per l’inceneritore di Napoli est, Alberto Carotenuto (preside di ingegneria all’Università Parthenope), e quello alle discariche, il viceprefetto Annunziato Vardè. Così continueremo ad avere bisogno di buchi in cui riversare tonnellate di rifiuti, a ciu poi si aggiungeranno le ceneri tossiche. Al Comune di Napoli il compito di indicare due siti di trasferenza, sul tavolo le proposte Ponticelli e Scampia, nell’area ex Centrale del latte, una zona dove da anni i comitati hanno presentato propri piani di rilancio. Per le discariche in pole position Nola ed Afragola. La prima dovrebbe accogliere l’immondizia dei comuni del comprensorio. Preoccupati gli afragolesi, alle prese con il sindaco Pdl Vincenzo Nespoli, indagato per bancarotta fraudolenta e reimpiego di denaro illecito: “Quando ci siamo presentati per chiedere spiegazioni – raccontavano sabato – ci ha detto che non ci avrebbe mai ricevuti, perché ci chiamiamo comitato no discarica. Siamo decisi a opporci e non ci scioglieremo neppure se l’invaso non si dovesse fare, vogliamo continuare a lottare per il piano virtuoso. con queste istituzioni è fondamentale vigilare”.

Adriana Pollice – “Il Manifesto” del 20 febbraio 2011

 

Il Comitato aderisce alla Rete Commons

12 Feb

Il Comitato No discariche dei Comuni a Nord di Napoli aderisce a ‘Commons’ Rete dei Comitati per i Beni Comuni di Napoli e provincia. Commons nasce con lo scopo di riunire le realtà associative ed i comitati che lottano per le tematiche ambientali, contro il nucleare e per la pubblicizzazione dell’acqua nonchè contro discariche ed inceneritori.
La rete non vuole sostituirsi ai singoli comitati, anzi li esorta a continuare la loro azione sui territori. Commons vuole essere momento di unificazione, soggetto che si fa carico di problematiche generali e promotore di alternative a livello regionale, come  ad esempio il piano alternativo dei rifiuti, sul quale si cercheranno convergenze con la società civile, l’associazionismo, il mondo del lavoro.

All’incontro della rete tenutosi sabato 12 febbraio presso la sede del Laboratorio Insurgencia di Via Vecchia S. Rocco 18, a Napoli, per il nostro Comitato hanno partecipato Giuseppe Esposito, Enzo Amistà ed Anna Fabiano.