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Cantariello e roghi tossici al TG3 nazionale ed alla televisione di stato tedesca

18 Ott

Ecco il link al video relativo al servizio di Romolo Sticchi sulla situazione dell’ex sito di stoccaggio in località Cantariello, tra i comuni di Afragola e Casoria. Le immagini si riferiscono ai lavori di carotaggio effettuati dall’ARPAC a cavallo tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Il servizio è andato in onda lunedì 15 ottobre  nell’edizione delle 19 del TG3 nazionale

Casoria. La discarica che fuma..

Sempre a proposito del problema Cantariello e di quello più generale dei roghi tossici nelle province di Napoli e Caserta, ecco il video mandato in onda nel mese di settembre dalla televisione di stato tedesca ARD

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Cantariello: ne parla anche il quotidiano “Avvenire”

11 Ago

Nell’ambito dell’inchiesta ‘Campania violata’, che il quotidiano Avvenire sta conducendo ininterrottamente da oltre un mese, non si poteva non trattare il dramma della Cantariello.

Qui sotto (cliccate sull’immagine per ingrandirla e leggere l’articolo) trovate l’articolo di Pino Ciociola, l’inviato che ha portato alla ribalta nazionale il grave problema dei roghi tossici e adesso sta svelando gli scandali delle più grandi bombe ecologiche della Regione Campania.

Il Comitato promuove una protesta in vista del concerto di Anastacia ad Afragola – rassegna stampa

12 Lug

Da “Roma” del 12 luglio 2012 (cliccate sull’immagine per ingrandirla e leggere l’articolo)

Da “Cronache di Napoli” del 12 luglio 2012 (cliccate sull’immagine per ingrandirla e leggere l’articolo)

5 giugno 2012: sopralluogo della Commissione Bonifiche della Regione Campania alla Cantairello

31 Mag

Come già annunciato, il prossimo martedì 5 giugno, alle ore 17.30, ci sarà il sopralluogo al sito di stoccaggio della Cantariello da parte dei membri della Commissione speciale Bonifiche della Regione Campania, al quale potranno partecipare tutti coloro che lo volessero, a patto, però –  come raccomandano i comitati promotori – che la presenza dei cittadini sia pacifica e tranquilla, per evitare che le autorità presenti se la diano a gambe. Bisogna pacatamente matterle al corrente dell’enormità del problema e mostrargli casi di persone che si sono e si stanno ammalando, puntando molto,  dunque, sull’aspetto dell’emergenza sanitaria e sull’insostenibilità della situazione.

I Comitati stanno completando un fascicolo di decine di pagine con le petizioni fatte fino ad oggi, le firme raccolte, la rassegna stampa, un CD con tutti i filmati. Il fascicolo sarà consegnato a tutti i membri della Commissione, presieduta da Antonio Amato, e a tutti i politici ed amministratori che saranno presenti. Lo stesso fascicolo sarà poi inviato alla Procura, al Prefetto, al Presidente della Regione, all’Astir, all’Asl, all’Arpac, ai sindaci.

 In allegato trovate l’ultimo articolo pubblicato il 27 maggio sul quotidiano Cronache di Napoli: cliccate sull’immagine per ingrandirla e leggerne il testo

Il Maggio dei Nocumenti – di Giuseppe Esposito

23 Mag

Il Nano alla Cantariello

21 Mag

Cliccando sull’immagine potete vedere una foto con scheda descrittiva tratta da un bellissimo reportage del fotografo Mauro Pagnano. Vedetela, è l’amara realtà raccontata con pregevole disinvoltura e grande professionalità. Un grazie speciale a Mauro per il suo contributo. Ricordiamo che un suo estratto del reportage ‘Cartoline di viaggio dal nano liberato’ è stato pubblicato sul sito di Emergency e lo trovate al seguente link:

http://www.eilmensile.it/2012/05/09/cartoline-di-viaggio-dal-nano-liberato/

I primi Video della Mobilitazione 13 Maggio alla Cantariello

16 Mag

Alla Mobilitazione di domenica 13 Maggio alla Cantariello erano presenti diversi operatori dell’informazione. Il video pubblicato in questo post si riferisce al servizio che la WebTV Unica Channel ha dedicato all’evento. Cliccando invece su questo link è possibile vedere il reportage (articolo+video) realizzato dal sito fanpage.it.

Ne approfittiamo per ricordare che nella sede delle associazioni presso i campetti di Via E. Berlinguer  è stato istituito il PRESIDIO PERMANENTE PER LA BONIFICA DELLA CANTARIELLO, il cui  prossimo incontro è fissato per martedì 22 Maggio alle ore 18.30.

Repubblica parla del dramma del Cantariello

27 Apr

Ecco le scansioni (cliccate sulle immagini per ingrandirle e leggere il testo) del servizio che il 25 Aprile “Repubblica” ha dedicato alla nostra denuncia sul disastro del sito di stoccaggio ‘fumante’ della Cantariello. A breve organizzeremo una grande mobilitazione sul posto, armati di mascherine, protestando per richiedere l’immediata bonifica da parte della Regione. Prima che ci ammazzino tutti. Vi chiediamo già da ora di essere tutti presenti in quella occasione. A breve vi comunicheremo la data e l’orario.

Secondo Natura: il video integrale ed il commento del nostro vicepresidente Giuseppe Esposito

7 Apr

L’incontro di Afragola con il Prof. Connett e Padre Zanotelli, lo scorso 28  marzo, la straordinaria partecipazione della cittadinanza, ha chiaramente indicato quale sia il percorso da intraprendere, quale soluzione dare all’annosa, mortifera gestione dello smaltimento dei rifiuti.

Credo rimanga della serata, nella sua straordinaria semplicità, l’immagine delle mani. Quelle mani che il professore ha più volte nascosto nelle maniche della giacca per significare come i poteri costituiti (politico, industriale, finanziario) ritengano, per malcelati interessi, che i cittadini ne siano sprovvisti; incapaci quindi del piccolo atto del separare…

Un contenitore di plastica è un rifiuto? lo è forse un foglio di giornale? una bottiglia di vetro? un tostapane rotto? o magari gli scarti della verdura? E’ rifiuto se li metti tutti insieme, ed è stupido seppellirli o bruciarli.

‘Stupid’, parola più volte pronunciata da Connett, richiamando l’insostenibilità di quella linea retta, che sottende l’attuale modello economico, che va da estrazione – produzione – consumo – smaltimento in discarica/inceneritore, in contrapposizione alla circolarità degli equilibri naturali. Modello energivoro e dissipatore di risorse, che genera inquinamento, altera il clima.

Concetto ribadito ed enfatizzato da padre Alex Zanotelli che ha esortato tutti, prima che sia troppo tardi, a prenderne coscienza. Padre Alex ha posto al centro della sua riflessione la crisi ambientale globale e l’assenza di risposte da parte degli organismi internazionali e dei governi. Solo i cittadini, dal basso, organizzandosi ed opponendosi alle scellerate politiche dei poteri decisori possono efficacemente contrastarle e fermarle, riprendendo in mano il proprio futuro. Continua a leggere

Intervista a Paul Connett

28 Mar

28 Marzo 2012, ore 18.00: Il Prof. Paul Connett e Padre Alex Zanotelli ad Afragola

A fine marzo 2012 il Prof. Paul Connett sarà in Italia in occasione della presentazione dell’edizione italiana del suo ultimo libro sulla strategia rifiuti zero. La strategia che ha già dimostrato negli Stati Uniti, a San Francisco, Los Angeles, San Diego, di essere vincente nella definizione ed implementazione di un ciclo virtuoso ed ecosostenibile dei rifiuti senza necessità di ricorrere a megadiscariche ed inceneritori. Negli Stati Uniti, infatti, è dagli anni ’90 che non si costruiscono più inceneritori e questa tendenza si sta diffondendo anche in Europa. Tranne che in Italia, ed in particolare in Campania, Lazio, Puglia dove si sta invece pensando, con gli ultimi fallimentari Piani Rifiuti approvati dalle rispettive amministrazioni regionali, di fare di queste Regioni quelle a più alto potenziale di potere di incenerimento dell’intera Europa. Insomma, mentre Stati Uniti e resto d’Europa progrediscono, nell’Italia meridionale si innesca un meccanismo di progressiva regressione a danno della salute umana e dell’ambiente.

Tutto ciò nel disegno preciso di continuare ad importare nelle nostre Regioni, questa volta per bruciarli, tutti i rifiuti industriali e pericolosi del resto d’Italia. A questo disegno si oppongono tutti i comitati di cittadini, capeggiati da voci autorevoli come appunto Paul Connett e Padre Alex Zanotelli. Entrambi saranno ad Afragola il giorno 28 marzo 2012, alle 18.00 nella sala Padre Ludovico del Santuario S. Antonio allo scopo proprio di portare la loro autorevole voce a favore di un cambio di tendenza che possa partire dalle singole amministrazioni comunali. Noi del Comitato NO Discariche dei Comuni a Nord di Napoli li abbiamo invitati sul nostro territorio per testimoniare ai cittadini, ai politici e agli amministratori locali come sia possibile avviare un processo virtuoso in totale controtendenza all’attuale sistema criminal-fallimentare che da 20 anni inquina, avvelena, distrugge, ammala il nostro territorio e le popolazioni che vi abitano.

Pubblichiamo integralmente un’intervista fatta al Prof. Paul Connett, professore di Chimica ambientale all’Università St. Lawrence di Canton, New York. Abbiamo conosciuto Paul Connett a Napoli nel mese di dicembre dello scorso anno in occasione della presentazione in prima mondiale del film ‘Sporchi da morire’ del registra romano Marco Carlucci. Un contributo scientifico eccezionale, a cui hanno partecipato Paul Connett e il prof. Stefano Montanari, studioso degli effetti delle nanoparticelle da incenerimento sulla salute umana, che contribuisce in maniera sostanziale a fornire con inoppugnabile valenza scientifica uno strumento a dimostrazione dei danni che l’incenerimento dei rifiuti causa alla salute umana. Continua a leggere

Intervista a Franco Matrone – Rete dei Comitati Vesuviani

28 Mar

Franco, tu sei un medico e rappresenti la Rete dei Comitati Vesuviani, che è una delle realtà che da più anni in Campania lotta per un ciclo virtuoso dei rifiuti. Raccontaci cosa ha spinto voi cittadini di quel territorio verso la mobilitazione e la ricerca di soluzioni alternative all’attuale fallimentare gestione dei rifiuti nella nostra Regione.

Siamo nati a fine 2009, quindi siamo certamente gli ultimi arrivati sul fronte. Il primo impatto collettivo è stata la forte indignazione di veder violati diritti e leggi da parte di chi doveva rispettarli per primo.

E poi perchè, con una legge speciale (emergenziale) si creava un ordinamento parallelo capace di sovravanzare ogni norma di tutela ambientale aprendo una discarica tal quale per tutti i comuni campani ed in particolare per la città di Napoli nell’area più vincolata al mondo, il Parco nazionale del Vesuvio. Dove non si può raccogliere un fiore si poteva fare una discarica di veleni da 680 mila T. e prevederne un’altra da 3milioni e mezzo di T che sarebbe servita alla Campania per i prossimi 15 anni.

Da lì è partita la protesta che ha coinvolto da subito tutta la società vesuviana senza distinzioni arrivando a portare in strada fino a 20mila persone, scuole, parrocchie , vescovi a Papa, Sindaci, politici e fin’anche il Presidente Napolitano, Commissione Europea e Unesco.

Cancellata la legge “berlusconiana” che prevedeva l’apertura di cava Vitiello ci siamo detti: “come mai un territorio come il nostro che differenzia in media più di ogni altro territorio non può fare da solo e creare un ciclo dei rifiuti in autonomia?” Continua a leggere

Intervista a Lucio Iavarone – presidente del nostro Comitato

28 Mar

Lucio, dicci oggi qual è la situazione riguardo la gestione rifiuti nei Comuni a Nord di Napoli ed in particolare ad Afragola.

Nei Comuni a Nord di Napoli, in generale, siamo ancora ben lontani da un ciclo virtuoso dei rifiuti per tutta una serie di ragioni dipendenti non solo dalle amministrazioni comunali ma anche da quelle sovracomunali. Poi la situazione è estremamente variegata e differente da Comune a Comune. Se ci limitiamo a parlare di sola Raccolta Differenziata possiamo dire che nell’ultimo periodo Comuni come Frattamaggiore, Casoria, Cardito, ma anche la stessa Acerra che ospita il mostro dell’inceneritore, hanno fatto enormi passi avanti portandosi a percentuali accettabili. Un buon primo passo insomma, ma la strada è lunghissima. Afragola è quella decisamente messa peggio di tutte le altre se pensiamo che a fine anno scorso, fanalino di coda nella provincia, raggiungeva appena un misero 16% di RD. Afragola non ha un contratto valido con una ditta di raccolta ma continua, con e senza deroga, ben oltre i limiti della legalità, a sperperare soldi pubblici per un servizio decisamente scadente . Abbiamo purtroppo un’amministrazione ed un dirigente al settore che non sono capaci nemmeno di garantire alla città un contratto decente per la gestione rifiuti. Afragola è decisamente all’età della pietra.

Il percorso è lungo, dunque, ma cosa dovrebbero fare i Comuni, le altre Istituzioni, i cittadini, per avviarsi finalmente verso un ciclo virtuoso?

Dobbiamo partire dalle ragioni della ventennale crisi. Capito il problema, le soluzioni vengono di conseguenza e noi le abbiamo studiate, esistono e sono valide. Si tratta di soluzioni in totale controtendenza col sistema fallimentare delle megadiscariche e degli inceneritori.

La metafora del famoso tavolino a tre gambe (utilizzata dalla giornalista Rosaria Capacchione) è quella che rende sempre bene l’idea: il sistema criminale della gestione rifiuti si è poggiato fino ad oggi su criminalità organizzata, imprenditoria malata e politica/amministrazioni corrotte. Ecco le tre gambe che reggono questo tavolino. I cittadini stanno tentando di incidere sulle ultime due gambe per farlo crollare. Sono sicuro che alla lunga vinceremo. Continua a leggere

Incontro con gli studenti del Liceo Brunelleschi di Afragola

7 Gen

La prof. Rosa Fortunato ci invia questo articolo, scritto da alcuni dei suoi alunni, che fa un resoconto dell’incontro tenutosi il 10 dicembre al Liceo Scientifico “Filippo Brunelleschi” di Afragola. Tra i relatori c’era anche Lucio  Iavarone, presidente del nostro comitato.

VOGLIA DI LEGALITÀ

Un percorso per la Cittadinanza attiva a tutela dell’ambiente e della salute in realizzazione al Liceo Scientifico “Filipppo Brunelleschi” di Afragola

Il Liceo Scientifico “Brunelleschi” è da sempre impegnato nelle battaglie in difesa del territorio, sia dal punto di vista ambientale che sociale.

Il percorso avviato quest’anno nell’ambito delle attività di Educazione ambientale, coordinate dalla Prof. Rosa Fortunato, è denominato Voglia di Legalità e prevede i seguenti obiettivi:

– Acquisire la consapevolezza degli abusi contro l’ambiente e, quindi, contro la salute pubblica.

– Acquisire il senso civico e di appartenenza al territorio.

– Attivare azioni di cittadinanza attiva attraverso il confronto con Associazioni ambientaliste e le Forze dell’Ordine

Destinatari di questo percorso sono gli studenti delle quarte e quinte classi, ai quali verrà poi affidato il compito di diffondere in maniera capillare i contenuti del percorso stesso.

Il primo degli incontri previsti si è tenuto il 10 dicembre 2012 con esponenti di alcune associazioni ambientaliste del nostro territorio: Chiara Bellisario,Coordinamento Comitati Fuochi; Lucio Iavarone, Comitato “No discariche” Comuni a Nord di Napoli; Vincenzo Viglione, WWF Agro Aversano-Napoli Nord e Litorale Domizio.

Le tematiche affrontate miravano a sensibilizzare noi ragazzi informandoci sulle problematiche che affliggono da sempre il nostro territorio: emergenza-rifiuti e il suo controllo da parte della camorra, in collusione con il mondo della politica e quello dell’imprenditoria (“l’equilibrio del tavolino a tre gambe”); conseguenze delle discariche (sia “legali” che abusive) e degli inceneritori sulla nostra salute; abusivismo edilizio, inquinamento dell’aria, dei fiumi, del mare ecc…

In tutto questo sembra difficile trovare un barlume di speranza e ci chiediamo se sia possibile trovare una soluzione. Ma le soluzioni esistono e ci sono state prospettate dai nostri tre esperti: ad es. per la questione rifiuti, dovrebbe prevalere il modello RIFIUTI ZERO, che non si basa su discariche e inceneritori, ma sulle seguenti azioni: 1) riduzione dei rifiuti; 2) produzione di oggetti fatti solo da materiali riciclabili; 3) raccolta differenziata spinta; 4) utilizzo di shopper per la spesa del tipo riutilizzabile; 5) scegliere la filiera della distribuzione alla spina per i detersivi liquidi; 6) trattamento dei materiali non riciclabili con una particolare tecnologia che li trasforma in sabbia sintetica da usare in edilizia. Questo trattamento viene realizzato nel Centro Riciclo di Vedelago (provincia di Treviso, www.centroriciclo.it). L’imprenditrice di questo centro, Carla Poli, è disponibile a cedere il suo brevetto gratuitamente ai Comuni che vogliano adottarlo, ma purtroppo la legge prevede finanziamenti pubblici solo agli inceneritori, nonostante questi producano nanoparticelle tossiche che nessun filtro riesce a trattenere, nonché ceneri da smaltire in discariche speciali.

Purtroppo, però, siamo ancora alla mercé del sistema deviato di gestione rifiuti che ha retto la nostra regione degli ultimi vent’anni. Il connubio imprenditoria malsana-malavita-politica corrotta purtroppo ancora oggi produce atti ed azioni tese a favorire soltanto il sistema delle discariche e degli inceneritori, cioè a favorire le solite lobby. Ma oggi più che mai la coscienza civile e l’impegno della popolazione sono attivi e pronti a fronteggiare con determinazione qualsiasi tentativo di aprire nuove discariche ed inceneritori sul nostro territorio. I Comitati attivi crescono in numero e capacità di aggregazione di massa allo scopo di sensibilizzare i cittadini disinformati e stare col fiato sul collo delle amministrazioni e Istituzioni preposte.

Un’altra azione è quindi quella di sensibilizzare la popolazione a non restare indifferente, ma ad indignarsi… indignarsi anche per combattere una rassegnazione che in tutti questi anni di emergenza si è diffusa in una parte della popolazione trasformando la semplice normalità in un miraggio, un’utopia. Il massacro ambientale sta lentamente segnando le nostre vite, interferendo sui nostri modi di pensare ed agire che, inevitabilmente, subiscono un continuo condizionamento, “contagiati” da veleni e disastri ambientali, di cui la natura sta assumendo forma e colore. Questa “mutazione” innaturale va riconosciuta come una forma di violenza inaccettabile contro la natura e, quindi, fermata.

Una soluzione sarebbe quella di non abituare i nostri occhi a tutto ciò, ma di “fare rete” segnalando continuamente alle associazioni ambientaliste e agli organi competenti le situazioni di illegalità ed aderendo direttamente ai gruppi presenti sul territorio per far sì che il nostro personale contributo diventi quello di cittadini attivi.

I nostri esperti, a questo proposito, ci hanno dato alcune indicazioni:

1) Telefonare immediatamente al 115 o al 1515 in caso di incendi e roghi tossici

2) Segnalare i casi di abusi ambientali a www.afragolaweb.it, sul blog https://nodiscarichenordnapoli.wordpress.com e contestualmente ai carabinieri o alla polizia (112) e alla forestale (1515). Inoltre, nell’ambito delle attività in favore dell’ambiente, il WWF Campania ha realizzato il progetto “S.O.S. Ambiente”. Si tratta di uno sportello interattivo dedicato al cittadino che vuole agire in difesa del territorio. Attraverso questo strumento, il WWF fornirà al cittadino attivo informazioni sui più comuni reati ambientali e lo supporterà per avviare azioni di contrasto. Per ulteriori informazioni http://www.wwf.it/campania”.

3) Fare esposti e denunce scritte al Comune, alla Prefettura e alla Procura della Repubblica, secondo i modelli allegati, appena vediamo una discarica a cielo aperto o altri abusi ambientali, ancora meglio se si allegano testimonianze fotografiche. Purtroppo in Italia queste denunce non possono essere collettive (del tipo raccolta firme), ma è ovvio che più ce ne sono meglio è.

A conclusione del convegno, ci siamo ripromessi di diffondere tutte queste notizie non solo tra i nostri compagni ma anche tra gli adulti, nella speranza che tutti insieme possiamo iniziare a cambiare atteggiamento, attivandoci con azioni concrete, preoccupandoci seriamente del nostro ambiente e, quindi, del nostro stesso futuro.

Sofia Castaldo, Emma Dinuzzi, Vincenzo Valentino – IV G – Liceo Sc. “Brunelleschi” – Afragola

Mancata bonifica della discarica di Pianura: comunicato stampa dei cittadini

23 Nov

Spett.le ANSA

Alla c. a. Dr. Enzo La Penna

FAX n. 081-5528028

I cittadini residenti nella zona immediatamente prospiciente alla discarica di Pianura (ex Difrabi), costituitisi parte civile nel processo per il delitto di disastro ambientale, instaurato innanzi al Tribunale di Napoli, III sezione penale, GM Vincenzo Caputo, chiedono con forza che vengano rispettati i propri diritti di cittadini italiani.

A causa della mancata bonifica della discarica, siamo stati gravemente pregiudicati, prima nel diritto a vivere in un ambiente salubre, ed ora nel diritto a che si svolga un processo giusto e celere che riconosca, ove sussistenti, le responsabilità penali degli imputati.

A fronte di un decreto che dispone il giudizio risalente al 1 aprile 2011, a tutt’oggi, la Procura Napoletana non ha ancora individuato un Pm togato, e dunque garantito che questi segua l’intero processo con la necessaria continuità. Riteniamo che il silenzio calato su questa vicenda, e per giunta dopo anni di indagini, sia oltremodo grave e non faccia onore alla Procura Napoletana che dovrebbe perseguire non solo i delitti di criminalità organizzata, ma anche i delitti che coinvolgono direttamente il nostro territorio e la qualità delle nostre vite.

Riteniamo e chiediamo con forza che la Magistratura Napoletana, ora più che mai, si occupi di questo processo che rischia concretamente di finire con una pronuncia di estinzione per prescrizione del reato. Un simile epilogo consacrerebbe il fallimento dello Stato, e prima ancora della Magistratura, fallimento che non vogliamo e non possiamo in alcun modo accettare.

Se due magistrati napoletani (Dr. B. Grimaldi e Dr. Alabiso) hanno ritenuto si potesse andare a processo, nonostante la richiesta di archiviazione del Pm Dr.ssa Buda, si impone un obbligo costituzionale per la Procura della Repubblica partenopea di procedere alla urgente individuazione di un Pm togato, che faccia sentire la voce dello Stato e di tutti noi cittadini.

Chiediamo altresì  che questo processo abbia una corsia preferenziale nell’organizzazione e nello svolgimento delle udienze, perché sino ad ora abbiamo assistito a ben due rinvii (dal 21.10.11 all’11.11.11, e dall’11.11.11 al 9.12.11), senza che si sia proceduto ad una sola attività istruttoria.

Siamo cittadini italiani e vorremmo continuare a credere nella giustizia.

“Cogito” parla del nostro Piano rifiuti alternativo ed ecosostenibile per Afragola

12 Nov

 Da “Cogito” del 12 novembre 2011 – Articolo di Claudia Perrotta

Il Comitato aderisce a To Change Casoria

3 Lug

Il Comitato No Discariche dei Comuni a Nord di Napoli ha partecipato con un proprio stand all’iniziativa denominata “To change Casoria”, organizzata il giorno 2 luglio 2011 per ripulire l’area verde di Largo Carlo Alberto Dalla Chiesa a Casoria. Pubblichiamo di seguito un articolo dedicato all’evento, apparso sul sito del periodico “Casoriadue”

To Change Casoria: trattare Casoria con i guanti

Si è svolta nel pomeriggio di Sabato 2 Luglio 2011, con grande successo l’iniziativa promossa da tre giovani di Casoria (Vincenzo Russo, Davide Fabiano e Pasquale delle Donne) tesa a riqualificare l’area verde dedicata al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Era la sera del 3 settembre 1982, il Generale Dalla Chiesa, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, venivano brutalmente uccisi con un fucile Kalashnikov AK-47. Questo eroe della legalità, negli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale fu trasferito a Casoria, ed è per tale ragione che la Città, alcuni anni fa, gli ha voluto tributare un giusto ricordo dedicandogli la nuova Villetta comunale ad angolo tra Via Diaz e Via Duca D’Aosta.

Questo che doveva essere il luogo della “Forte” testimonianza della presenza dello Stato sul territorio in breve si è trasformato nel luogo del degrado civile e sociale. La manifestazione, ottimamente riuscita, ha visto alternarsi durante le 5 ore di “lavoro e svago” numerosi cittadini, alcuni nel silenzio del loro anonimato si sono rimboccate le maniche e hanno provveduto a ripulire l’intera zona, grazie anche all’aiuto di Casoria Ambiente che ha messo a disposizione del materiale di pulizia, altri hanno allestito gli stand occupati dalla ditta Tecnofed per la raccolta di Oli esausti e dal Comitato a Nord di Napoli dei Rifiuti, tecnofee e altri hanno aiutato il vivaista Maisto del “Centro Garden” che ha donato alla Città oltre 100 piante di fiori che sono state posizionate nella fioriera che delimita il Parco. Terminata la fase di ripulitura, si sono esibiti, nella piazzola centrale della Villetta, la Scuola di Danza “Dirty Dancing” diretta dalla Maestra Gilda De Rosa e il Cabarettista Giulio Carfora. Tante le persone, che, durante le 5 ore, si sono fermate incuriosite per vedere da vicino cosa stesse succedendo, la Sig.ra Maria ripeteva: “Abito qui in zona ma non ho mai messo piede in questo Parco, preferivo girarci intorno piuttosto che attraversarlo, ormai era una vera e propria discarica, in assenza totale di pulizia e anche di vigilanza, anni fa ricordo che dei ragazzi per gioco prendevano di mira tutti i lampioncini e non ne lasciarono superstite nessuno, finalmente oggi altri ragazzi, dei bravi ragazzi, hanno fatto rivivere questo pezzo di verde e con tutti questi fiori lo hanno reso un giardino, questa è l’unica zona verde del quartiere ed è stata una cosa bella vederla ripulita”. Tanti i messaggi di ringraziamento da parte dei cittadini agli organizzatori, una manifestazione a parer di qualcuno che ha smosso le coscienze dei tanti partecipanti e non. Presenti all’iniziativa anche il Sindaco di Casoria Vincenzo Carfora, l’ Assessore all’Ambiente Pasquale Tignola.

“Il manifesto” parla della Rete Commons ed anche del nostro Comitato

20 Feb

Riportiamo un articolo apparso nell’edizione di domenica 20 febbraio del “Manifesto” e riguardante le attività delle rete “Commons”, alla quale aderisce anche il nostro Comitato. All’interno dell’articolo sono riportate anche le dichiarazioni di alcuni dei nostri esponenti.

COMMONS, UNA RETE PER I BENI COMUNI IN CAMPANIA

Movimento IN COMUNE

Comitati antidiscarica, centri sociali, Comitati antidiscarica, centri sociali, movimenti per l’acqua pubblica. Nasce a Napoli una rete civica per coordinare le vertenze territoriali. Con la solidarietà dei No Tav, dei No Dal Molin e dei comitati aquilani. Così l’Italia che resiste comincia ad autorganizzarsi. In nome della difesa dei beni comuni dal mercato e dalla cattiva politica

Nella stanza a piano terra del centro sociale “Insurgencia”, a Capodimonte, sabato c’erano due stufette e panche lungo tutti i lati delle pareti. I posti occupati dai comitati antidiscarica di Chiaiano, Mugnano, Afragola. La riunione era parte del processo di costruzione di Commons!, la rete civica per i beni comuni (commons.altervista.org). I nodi sono le realtà territoriali cresciute nelle esperienze di lotta lungo sedici anni di emergenza rifiuti, ma anche nelle battaglie per l’acqua pubblica. Come si è costruita l’esperienza lo raccontano gli attivisti del presidio della rotonda Titanic, donne e uomini con un’età che va dai settanta ai venti anni: “Abito a meno di un chilometro dalla discarica di Chiaiano – racconta Susanna, 47 anni – e faccio parte di quella marea di singoli che per mesi nella primavera del 2008 è scesa a protestare, militarizzazione del territorio contro cittadinanza. Era come vivere sotto assedio, elicotteri, blindati, sembrava un golpe. Però non ci siamo spaventati, nonostante lacrimogeni e cariche. E’ pericoloso quando provi a spezzare con la forza il dissenso e non ci riesci, perché poi la gente prende coscienza e smette di avere paura”. Hanno vedette che monitorano costantemente la discarica di via Cupa del Cane, loro hanno scoperto per primi, giorni fa, che la tubatura del percolato era rotta, che trivelle andavano e venivano dall’invaso. Lavori per un ampliamento che farà ingrossare di tal quale il sito oltre l’annunciata chiusura, questa primavera.

In cinquanta circa formano lo zoccolo duro, quelli che – compatibilmente con famiglia, studio e lavoro – tengono viva l’organizzazione, ma quando serve parte il tam tam via telefono e facebook e allora arrivano anche gli altri, da Chiaiano, Marano e Mugnano a dare testa e gambe alla protesta.. Il 14 dicembre erano in corteo a Roma, si votava la fiducia al governo: “Mi ero portata un sacchetto di rifiuti apposta da Napoli – racconta Palma, una signora bruna con la sua borsetta di stoffa piena di caramelle che distribuisce ad ogni incontro – Quando siamo arrivati davanti la sede della Protezione civile stavano chiudendo il portone ma io ho fatto un lancio magistrale e l’ho buttato dentro”. Tra generazioni riescono a capirsi altrimenti ci sono i figli a fare da mediatori culturali. Erano in tanti anche a L’Aquila, dove sono andati a protestare due volte, “la seconda, lo scorso novembre, è stato peggio – raccontano – le bugie si erano sgonfiate e lo stato d’abbandono faceva crescere la rabbia. Tutti vittime della cricca con la sua economia di rapina, come in Campania. Per stemperare la tensione abbiamo mangiato per tutto il viaggio di ritorno”. Avevano escogitato un metodo per finanziare le attività: per due anni il commissariato straordinario ha pagato i cittadini che conferivano plastica, metalli e carta e loro hanno organizzato una raccolta capillare. Così è stato lo stesso commissariato a finanziare il loro dissenso. Protagonisti delle manifestazioni in Italia, hanno anche ricevuto comitati e solidarietà dai No Tav e No Dal Molin, tutti poi quest’inverno a Terzigno insieme alle Donne in nero, agli aquilani e ai gruppi antidiscarica laziali. La geografia dell’Italia che, mentre resiste, si organizza.

Sono loro che si impongono ai tavoli con Regione e provincia: “Il piano integrato è questo, se siete venuti a chiedere il piano virtuoso avete capito male. Qui rivoluzioni copernicane non se ne fanno” è quello che si sono sentiti dire venerdì scorso dall’assessore provinciale all’Ambiente, Giuseppe Caliendo. Una discussione tra sordi: ormai pezzi di Italia, come Capannori nel lucchese e Vedelago in Veneto, dimostrano che la strategia rifiuti zero è facilmente praticabile, ma in Campania si procede con i termovalorizzatori: il governatore Caldoro ha nominato il commissario per l’inceneritore di Napoli est, Alberto Carotenuto (preside di ingegneria all’Università Parthenope), e quello alle discariche, il viceprefetto Annunziato Vardè. Così continueremo ad avere bisogno di buchi in cui riversare tonnellate di rifiuti, a ciu poi si aggiungeranno le ceneri tossiche. Al Comune di Napoli il compito di indicare due siti di trasferenza, sul tavolo le proposte Ponticelli e Scampia, nell’area ex Centrale del latte, una zona dove da anni i comitati hanno presentato propri piani di rilancio. Per le discariche in pole position Nola ed Afragola. La prima dovrebbe accogliere l’immondizia dei comuni del comprensorio. Preoccupati gli afragolesi, alle prese con il sindaco Pdl Vincenzo Nespoli, indagato per bancarotta fraudolenta e reimpiego di denaro illecito: “Quando ci siamo presentati per chiedere spiegazioni – raccontavano sabato – ci ha detto che non ci avrebbe mai ricevuti, perché ci chiamiamo comitato no discarica. Siamo decisi a opporci e non ci scioglieremo neppure se l’invaso non si dovesse fare, vogliamo continuare a lottare per il piano virtuoso. con queste istituzioni è fondamentale vigilare”.

Adriana Pollice – “Il Manifesto” del 20 febbraio 2011

 

Intervista a Lucio Iavarone

5 Feb

Riportiamo il testo dell’intervista rilasciata dal presidente del nostro Comitato, Lucio Iavarone, al periodico afragolese “12 Pagine”, ed apparsa nel numero del 5 febbraio 2011 a firma di Francesco Zanfardino.

 

Innanzitutto, perché questo Comitato?

Il Comitato NO discarica di Afragola e Comuni a Nord di Napoli nasce il 5 gennaio di quest’anno ad opera di un gruppo di cittadini principalmente di Afragola, Acerra, Casalnuovo e Casoria che hanno fatto delle considerazioni molto semplici sulla base della manifesta incapacità politica di avviare a soluzione ecosostenibile il problema della gestione rifiuti. L’antefatto è che a novembre e dicembre dello scorso anno, in piena emergenza rifiuti e dopo il caos di Terzigno, si sono susseguite una serie di dichiarazioni pubbliche del Presidente della Provincia Cesaro e dell’Assessore regionale Romano che davano per certo l’insediamento di alcune discariche a Nord di Napoli, da Afragola al Nolano. Tali dichiarazioni hanno trovato prima una smentita netta da parte delle amministrazioni comunali di Afragola e del nolano, poi man mano i sindaci dell’area nolana hanno continuato nella loro manifestazione pubblica di dissenso mentre il Sindaco di Afragola si è completamente defilato. Questo ha spaventato molto soprattutto i cittadini di questo Comune e di quelli limitrofi ed ha motivato tutti ad una accelerazione per la costituzione del Comitato. Con noi hanno aderito tante associazioni, in primis Legambiente e Libera, poi sindacati, partiti politici ed altri comitati.

Il nostro Comitato chiaramente grida tutta una serie di NO all’ipotesi di discarica su un territorio, quello a Nord di Napoli, già da troppi anni devastato da un punto di vista ambientale.

Il nostro Comitato ha però anche tanta voglia di esprimere la propria opinione e muovere una serie di proposte concrete alternative a discariche ed inceneritori. Delle soluzioni che aprano la strada ad un ciclo virtuoso dei rifiuti nel rispetto dell’ambiente nel nostro territorio e che trasformi un problema in una risorsa.

Eppure il Sindaco Nespoli ha smentito l’arrivo della discarica e nell’ultimo consiglio comunale ha espresso la sua netta contrarietà. Anzi, ambienti vicini al centrodestra vi accusano di fare strumentalizzazione politica, agitando lo spettro di qualcosa che “tanto non arriverà mai”.

Ci ha sicuramente fatto piacere che il Sindaco di Afragola nel Consiglio Comunale abbia di nuovo manifestato, dopo un silenzio di oltre due mesi, la propria netta contrarietà all’ipotesi della discarica sul Comune di Afragola. Fatto sta che quelle parole non le abbiamo ancora ritrovate in comunicati ufficiali, nemmeno sul sito del Comune. Per quanto riguarda invece le voci e i pettegolezzi, questi non ci interessano. Noi andiamo molto al di là: lo spettro di azione del nostro Comitato si allarga a tutta la provincia Nord di Napoli e non solo ad Afragola. Il nostro Comitato collabora in rete con tutti i Comitati campani per unire i nostri sforzi verso un obiettivo unico e condiviso che si fonda su un programma concreto di ipotesi alternative a soluzioni di inquinamento e morte nella nostra Regione che oggi sembrano essere le uniche conosciute dal vocabolario delle Istituzioni preposte, cioè discariche e inceneritori.

A suo giudizio, perché la Campania si ritrova da ormai quasi vent’anni in questa perenne situazione di emergenza?

Perché questa situazione fa comodo e ha fatto comodo alla mala politica che ci ha amministrati sino ad oggi. Una collusione con la criminalità organizzata e pochi affaristi che chiaramente guadagnano sulla crisi e sull’emergenza. Bisogna invertire rotta e solo una rivoluzione dal basso, dai cittadini, può portare un grande cambiamento.

Quali le vie di uscita?

Un piano ecosostenibile, che inizi subito con azioni concrete e che si traduca in politiche ed iniziative di lungo termine tese ad un cambiamento di cultura e stile di vita. Cosa intendo? Iniziamo subito con la raccolta differenziata porta a porta diffusa a tappeto su tutto il territorio, con raccolta della plastica, carta e cartone, vetro, multimateriale, umido con insediamento di piccoli siti di compostaggio che servano non più di quattro o cinque comuni (per realizzare un sito di compostaggio di queste dimensioni non sono necessari più di cinque mesi). Vogliamo isole ecologiche fisse e mobili su tutto il territorio, per consentire ai cittadini di depositare gli ingombranti, gli elettrodomestici, il materiale elettronico, gli olii esausti e i rifiuti pericolosi. Vogliamo la TIA (tariffa) sui rifiuti e non più la tassa, in modo da permettere ai cittadini più virtuosi che si recano presso le isole ecologiche di poter raccogliere crediti e pagare di meno per il servizio di smaltimento. Vogliamo politiche nazionali serie che obblighino i produttori a portarsi verso gli imballaggi zero. Vogliamo politiche ed iniziative locali che favoriscano la cultura del riuso, del riciclo, tendenti ai rifiuti zero come è stato fatto in Inghilterra ed in altre parti del mondo. Facciamo accordi con i supermercati per i distributori di raccolta materiale da riciclo che dia in cambio buoni spesa. Vogliamo maggiori controlli e repressione all’utilizzo di sacchetti di plastica nel rispetto del recente decreto legge, dobbiamo favorire l’utilizzo di sacchetti riutilizzabili per la spesa. Vogliamo che le Istituzioni preposte chiedano ed accedano a fondi comunitari per la bonifica dei territori devastati da rifiuti tossici.

In particolare, quale contributo potrebbe dare un Comune come Afragola alla risoluzione dell’emergenza?

Un contributo sostanziale, Afragola come tutti gli altri Comuni a cui stiamo tendendo la mano. Con la differenziata seria, con le isole ecologiche, con una iniziativa che favorisca anche il compostaggio domestico. Ci sono tante iniziative che si possono mettere subito in campo. Il Comune di Afragola potrebbe contare, attraverso il nostro Comitato, sul contributo diretto dei cittadini. Vogliamo che i Comuni, la Provincia, la Regione ci vedano come alleati in questo e non come chi vuole solo denunciare le loro manchevolezze, che oggi sono tante.

Quali le prossime mosse del Comitato?

Abbiamo già chiesto un tavolo tecnico al Comune di Afragola che ci è stato rifiutato dal Sindaco Nespoli, speriamo ci ripensi nei prossimi giorni. Lo stiamo chiedendo anche ad Acerra, Casalnuovo e Casoria ed a breve ci estenderemo ad altri Comuni dell’area a Nord di Napoli. Lo scopo di questi tavoli di confronto è proprio quello di mettere a fattor comune i nostri progetti e la nostra volontà di cambiare le cose.

Partiremo prestissimo con una campagna di comunicazione a tappeto per iniziare a diffondere i primi messaggi sul modo corretto di fare differenziata, sul modo per avviare i primi comportamenti che tendano a rifiuti zero. Organizzeremo a breve anche convegni scientifici per informare circa soluzioni alternative di smaltimento della piccola percentuale di secco indifferenziato che rimane dopo aver fatto una differenziata seria. Dimostreremo che non c’è bisogno né di discariche, né di inceneritori.

Girano in Rete diversi video e immagini circa i “roghi” e lo smaltimento illegale di rifiuti tossici nelle campagne Afragolesi. Il Comitato cosa intende fare a riguardo?

Il problema è molto serio e noi in collaborazione con l’associazione Libera proporremo a breve un progetto alle ASL per istituire finalmente un registro tumori aggiornato ed attendibile.

Sono sempre più frequenti sul nostro territorio casi di alberi con frutti deformi. In zona Saggese sono stati osservati infatti dei limoni di forma stranissima. Lo stesso fenomeno riscontrato a San Tammaro, a Terzigno e che sembra essere dovuto ad un parassita, l’acaro delle meraviglie. Quello che si sta verificando scientificamente è se esiste un legame tra la diffusione di tale parassita e il disastro ecologico di queste zone.

Che risposta vi attendete dai cittadini afragolesi?

Dai cittadini afragolesi è già arrivata una risposta significativa, in pochi giorni sono state superate le trecento adesioni. Adesso partirà una campagna informativa e di adesione a tappeto sul territorio non solo di Afragola ma anche dei Comuni circostanti. Partiremo presto anche col nostro blog attraverso il quale raccoglieremo altre adesioni. Ci auguriamo che veramente l’ipotesi di discarica sul nostro territorio sia scongiurata, se malauguratamente non dovesse essere così sono convinto che i cittadini sono pronti a scendere in piazza in migliaia e pacificamente come è stato fatto a Quarto sabato scorso. Lì noi c’eravamo ed è stato uno spettacolo di civiltà. Da lì parte la nostra speranza, il percorso è lunghissimo e va molto oltre la minaccia della discarica.