Archivio | agosto, 2012

Coordinamento Comitati Fuochi:resoconto dell’incontro tenuto in Prefettura a Napoli il 23 agosto

24 Ago

L’incontro avvenuto il 23 Agosto in Prefettura ancora non va nella giusta direzione. Persiste una asimmetria tra le questioni concrete in essere, le proposte costruttive fatte dai Comitati e la stanca liturgia consumata dalle Istituzioni. Troppa formalità vuota rispetto ad un problema di una gravità inaudita e che non ha riscontro nella storia recente del Paese. I Comitati denunciano con forza una azione scientifica e pianificata di genocidio da parte della criminalità organizzata, e nella riunione si procede come per qualsiasi altra emergenza che viene posta sui tavoli istituzionali.

Colpisce l’assenza politica di un interlocutore fondamentale nella questione che è laRegione Campania (erano presenti solo dei funzionari); la qual cosa da un lato dà contezza di quanto poco importante fosse ritenuto l’incontro da parte della massima istituzione campana, dall’altro denuncia la reticenza della Regione ad affrontare il problema, forse perché, implicitamente, essa è parte del problema stesso: si pensi alla legge regionale che consente l’ingresso in Campania di rifiuti tossici ed industriali in assenza di impianti di smaltimento.

L’incontro, esattamente in linea con quelli svolti negli ultimi due anni con i tavoli tecnici Prefettura-Comuni, è stato caratterizzato dal solito giuoco delle parti in cui il Prefetto sprona le Amministrazioni locali ed i Sindaci affinché facciano ciò che loro compete e i Sindaci che torneranno a casa e come sempre non faranno assolutamente nulla perché non saranno messi nelle condizioni di fare nulla, esattamente come prima, e avremo perso tempo. Questa è la sensazione più diffusa, a sentire le stesse impressioni degli amministratori locali nel post-incontro.

Questo incontro è stato caratterizzato da un unico elemento di discontinuità rispetto al passato: proprio la presenza del Coordinamento dei Comitati ha rappresentato l’elemento nuovo. Il Comunicato diffuso e ribadito in quella sede dai referenti del Coordinamento è molto chiaro: Il problema dei roghi e dello sversamento di rifiuti tossici è ascrivibile unicamente allo smaltimento occulto di rifiuti industriali di attività commerciali ed industriali, campane e nazionali, che operano in regime di evasione fiscale. Tale problema va risolto sia a livello Nazionale che Locale. Ebbene, nell’incontro tutti hanno parlato solo degli interventi locali, peraltro col Prefetto che scarica tutte le responsabilità sui Comuni. Solo i Comitati hanno posto l’accento sulla necessità che il Prefetto si faccia portavoce verso il Governo Nazionale per l’istituzione immediata del Sistema nazionale Satellitare di Tracciabilità dei flussi di rifiuti industriali, per l’inasprimento delle pene per questi reati e per la necessità di azzerare immediatamente tutte le possibilità di trasporto su gomma intra ed extra regionale di rifiuti industriali. Vogliamo che il Prefetto dia seguito a queste richieste e gliene chiederemo conto al prossimo incontro fissato tra 45 giorni (che ci sembrano un po’ troppi per garantire altra azione indisturbata a chi appicca roghi).

Quello che rileviamo mancare a livello locale, ed è emerso in maniera chiara nell’incontro, è la NON volontà di istituire una CABINA DI REGIA centralizzata, con responsabilità ristretta, magari proprio in capo al Prefetto, per coordinare operativamente le operazioni di messa a fattor comune delle risorse umane di forze dell’ordine, polizia locale, guardie ambientali, polizia provinciale (da potenziare) etc. per il presidio e il monitoraggio costante del territorio. Secondo il Coordinamento Comitati Fuochi è infatti necessario, per l’efficacia dell’azione di presidio del territorio, non lasciare ai singoli Comuni l’iniziativa ma centralizzarne il nucleo operativo da un punto di vista organizzativo, sia per il pattugliamento che per la videosorveglianza e catalizzazione denunce da parte dei cittadini (con istituzione di un numero verde, sito web, etc.). Solo in questo modo ci si può garantire la copertura efficace delle zone di confine e nei luoghi di maggiore diffusione del fenomeno. Se entro i 45 giorni non ci saranno segnali forti per giungere ad una cabina di regia che prevenga il fenomeno non vorremmo vederci costretti, nostro malgrado, a richiedere al Prefetto anche un coinvolgimento del Ministero della Difesa nell’attività di pattugliamento e monitoraggio.

Unica nota positiva dell’incontro, ma ci sembra francamente un po’ poco, la notizia che il Prefetto ha dato incarico alla Questura di avviare un’azione di verifica e repressione del fenomeno dello sversamento di rifiuti di lavorazione del pellame, dei tessuti e dei prodotti agricoli agendo direttamente sui produttori campani. E’ solo un tassello e non può essere sufficiente. Il Coordinamento Comitati Fuochi sarà presente ai prossimi incontri proprio per certificare eventuali passi avanti, improbabili nell’immediato, per denunciare le mancanze e soprattutto essere di stimolo con le proprie proposte. Intanto il Coordinamento va avanti con la raccolta firme e a settembre depositerà la denuncia/querela verso il Presidente della Regione, Province di Napoli e Caserta e una quarantina di Comuni. Andiamo avanti con le denunce dei singoli cittadini e l’azione di stimolo verso le istituzioni. Il cammino è ancora lungo ma non ci scoraggiamo.

Napoli, 24 agosto 2012

COORDINAMENTO COMITATI FUOCHI

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Cantariello: la bomba ecologica – il reportage di Andrea Valentino

22 Ago

Comunicato stampa Coordinamento Comitati Fuochi

22 Ago

Il problema dei ROGHI TOSSICI di rifiuti industriali rappresenta da decenni in Campania un gravissimo problema di ordine e salute pubblica mai affrontato convenientemente da tutte le Istituzioni, nazionali e locali. Un autentico dramma umanitario ed un genocidio occulto che da oltre vent’anni, ogni giorno di più, assume proporzioni spaventose e riconducibile ai più feroci crimini contro l’umanità. I dati, ormai da più parti confermati, dell’elevatissima incidenza di patologie tumorali nelle zone colpite delle province di Napoli e Caserta, sono ormai la palese dimostrazione di questo BIOCIDIO negato e premeditato. Ci chiediamo come facciano ancora le Istituzioni locali, che di esseri umani sono composte, ad ignorare questo gravissimo fenomeno che ricade anche su di loro e sulle loro stesse  famiglie.

                Il Coordinamento Comitati Fuochi intende innanzitutto riaffermare con forza un concetto basilare: il fenomeno dei roghi e dello sversamento di rifiuti tossici è ascrivibile unicamente allo smaltimento occulto di rifiuti industriali di attività commerciali ed industriali, campane e nazionali, che operano in regime di evasione fiscale, e non assolutamente ai rifiuti solidi urbani che vengono utilizzati come comoda copertura, anche mediatica, per ingenerare senso di colpa e quiescenza del popolo campano vittima di un gravissimo disastro ambientale, addirittura ben maggiore di quanto oggi si può registrare con l’ILVA di Taranto perché in atto per milioni di tonnellate l’anno da ben oltre venti anni. Il quantitativo di rifiuti industriali prodotti in Italia (oltre 130 milioni di tonnellate all’anno) è oltre quattro volte superiore al quantitativo di rifiuti urbani. Circa 30 milioni di tonnellate di tali rifiuti industriali escono da qualsiasi tipo di tracciabilità annua e scompaiono nel nulla. Gran parte di questi vengono illegalmente smaltiti in Campania e diventano nube tossica nei migliaia di roghi appiccati ogni anno nella nostra Regione a danno della salute della collettività.

Alle Istituzioni tutte chiediamo poche cose ma chiare, su piani di intervento a livello nazionale e locale.

A livello NAZIONALE chiediamo:

–          Istituzione immediata di un Sistema nazionale Satellitare di Tracciabilità dei flussi di rifiuti industriali;

–          Inasprimento delle pene per reati di trasporto e smaltimento illegale di rifiuti industriali: equiparando il reato ambientale ad un reato di camorra, inoltre sanzionando fortemente le aziende consenzienti con questo sistema criminale;

–          Nell’immediato azzerare tutte le possibilità di trasporto su gomma intra ed extra regionale per tale tipo di rifiuti: rifiuti industriali KM ZERO in Campania! Questo almeno fino a quando il sistema di tracciabilità satellitare non sia definitivamente operativo e garantisca il monitoraggio.

–          Vogliamo che il governo Nazionale e Regionale della Campania facciano definitivamente chiarezza sulle pratiche di smaltimento dei rifiuti industriali ad oggi ancora importati legalmente nella nostra Regione vista la carenza di impianti idonei. Si faccia chiarezza anche su come si intende procedere alle bonifiche previste nel piano regionale vista la mancanza di tali impianti.

A livello LOCALE le amministrazioni Comunali, Provinciali e Regionale, con strumenti e forme che ne ottimizzino le risorse, dovranno provvedere a:

–          Videosorveglianza delle zone a maggiore incidenza del fenomeno roghi tossici;

–          Vigilanza e presidio del territorio condiviso e coordinato tra le varie amministrazioni interessate (Comuni e Provincia) in maniera da essere efficace ed efficiente dal punto di vista delle risorse necessarie mediante utilizzo di qualsiasi corpo idoneo a controllo e repressione;

–          Ordinanze tendenti a controllare i fenomeni locali di evasione fiscale con forti sanzioni al commercio e ai produttori locali (ad esempio per lo smaltimento di pneumatici).

La guerra dichiarata dal Presidente del Consiglio Monti alla evasione fiscale ed alla corruzione, in Campania non è soltanto una guerra di civiltà ma da anni è guerra di sopravvivenza con grave danno alla salute pubblica!  Oggi diciamo definitivamente:  basta chiacchiere e mistificazioni sui rifiuti urbani!  Stiamo morendo, da anni!  Agite! Agite a tutela di tutte le nostre famiglie e della nostra Patria! Mai, in tremila anni di Storia, la Campania ha subito un simile massacro del proprio territorio!

Il presente comunicato sarà trasmesso alla Comunità Europea e alla Corte Internazionale per i Diritti Umani.         

Napoli, 23 Agosto 2012

 

COORDINAMENTO COMITATI FUOCHI

Cantariello: ne parla anche il quotidiano “Avvenire”

11 Ago

Nell’ambito dell’inchiesta ‘Campania violata’, che il quotidiano Avvenire sta conducendo ininterrottamente da oltre un mese, non si poteva non trattare il dramma della Cantariello.

Qui sotto (cliccate sull’immagine per ingrandirla e leggere l’articolo) trovate l’articolo di Pino Ciociola, l’inviato che ha portato alla ribalta nazionale il grave problema dei roghi tossici e adesso sta svelando gli scandali delle più grandi bombe ecologiche della Regione Campania.

Comunicato stampa Coordinamento Comitati Fuochi: Siamo stati abbandonati, cornuti e mazziati!

7 Ago

I cittadini dell’area Nord di Napoli, nelle province di Napoli e Caserta, le zone flagellate dall’ormai noto dramma dei roghi tossici, hanno un’unica palese certezza: sono completamente abbandonati al proprio destino. Le Istituzioni, nazionali e locali, non hanno alcun interesse a risolvere il problema che sta gravemente minacciando la salute di centinaia di migliaia di persone, anzi in molti casi le Istituzioni stanno addirittura strumentalizzando il problema a proprio piacimento sulla pelle della collettivita’. Da cosa emerge questa certezza? Chiaramente dalle decine di interviste ed interventi che si sono susseguiti quotidianamente sulla stampa nell’ultimo mese, da quando cioe’ grazie al quotidiano Avvenire si sono finalmente accesi con insistenza i riflettori di tutte le maggiori testate nazionali e locali su questo gravissimo problema. Iniziamo con il Ministro all’Ambiente Clini, seguito subito a ruota dall’Assessore all’Ambiente della Regione Campania Romano: le loro dichiarazioni lasciano intendere chiaramente che il loro intento e’ unicamente quello di dirottare l’attenzione pubblica sulla questione dei rifiuti solidi urbani con la palese intenzione di far passare la necessita’ di costruire gli inceneritori. Come se non sapessimo che i roghi tossici non dipendono affatto dai rifiuti urbani bensi’ dalle migliaia di tonnellate di rifiuti industriali e tossici che illegalmente o legalmente entrano nella nostra regione e che finiscono per essere criminalmente sversati e bruciati nelle nostre terre. Ci teniamo quindi a ribadire a Clini e a Romano che e’ inutile il loro maldestro tentativo di dare la colpa a chi non fa la differenziata o a chi si oppone agli inceneritori, la questione e’ ben diversa e lo sanno benissimo. Qui parliamo di azioni criminali!

Abbiamo avuto poi un’altra prova del fatto di essere abbandonati quando i ‘professoroni’ dell’Istituto Veronesi, seguiti a ruota dal Ministro alla Salute Balduzzi, hanno tentato di sminuire e screditare gli importanti studi che con coraggio i professori del Pascale, e non solo, hanno portato a conoscenza di noi tutti dimostrando la correlazione tra le gravissime incidenze di patologie tumorali e le questioni ambientali nel nostro territorio. Per Balduzzi addirittura la colpa è dei campani, dei loro stili di vita … ma ci faccia il favore!!! Con una mail bombing ai deputati e senatori campani abbiamo chiesto con insistenza che ci si attivi per chiedere le dimissioni del ministro in questione.

La certezza di essere stati abbandonati ci arriva poi dalla Prefettura: in un incontro con i Comitati il portavoce del Prefetto alza le mani, fa spallucce, ci dice che fara’ quello che puo’, ma non troppo, le risorse non ci sono e scarica sugli altri … quindi …. possiamo anche tenerci tutti il cancro.

Quindi il Coordinamento Comitati Fuochi e i cittadini tutti ci tengono a ribadire una cosa importante: stiamo querelando gli amministratori locali e presto lo faremo forti di una massiccia raccolta firme collettiva, non vorremmo dover querelare anche i Ministeri dell’Ambiente, della Salute, degli Interni per manifesta intenzione di dirottare l’attenzione su cause che non sono quelle legate al dramma dei roghi tossici. Adesso noi cittadini pretendiamo che il problema sia risolto definitivamente. Come?

Controllando, monitorando, vigilando seriamente sull’ingresso di rifiuti in Campania (con polizia stradale, Guardia di Finanza e forze dell’ordine, per intercettare e controllare quello che entra, dove va ed anche da dove proviene); controllando seriamente il fenomeno dell’evasione, legata a questo fenomeno, interna alla nostra Regione; inasprendo le pene per queste tipologie di reati ambientali; istituendo il Sistri o altro sistema analogo per la tracciatura dei rifiuti industriali a livello nazionale. Poche cose, semplici, non ci serve un inceneritore e nemmeno sapere che abbiamo più probabilita di altri italiani di beccarci il tumore perche’ mangiamo male … non provate a prenderci in giro…

COORDINAMENTO COMITATI FUOCHI

Nuovo aggiornamento sulla situazione del sito di stoccaggio del Cantariello

6 Ago

Stamattina si e’ svolto al Comune di Casoria l’incontro tra Amministrazione comunale, i proprietari del sito della Cantariello (società EPM) e i Comitati per la bonifica. I proprietari hanno preso l’impegno a far partire da subito la vigilanza sul sito mettendo in sicurezza l’entrata che era stata rimossa da ignoti.

Il Comune di Casoria ha ricevuto dall’Arpac la relazione relativa al sopralluogo del 2 agosto scorso insieme al preventivo di spesa per la caratterizzazione dei rifiuti finalizzata alla rimozione.

Questa settimana il Comune di Casoria, come ci ha garantito l’Assessore all’Ambiente Pasquale Tignola, darà l’ok all’Arpac per partire con la caratterizzazione -carotaggi che dovrebbe avvenire nel mese di agosto per avere poi i risultati delle analisi nel mese di settembre.

Vi terremo aggiornati per le prossime novità.

COMITATO NO DISCARICA COMUNI A NORD DI NAPOLI

COMITATO CASTAGNA