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Incontro con gli studenti del Liceo Brunelleschi di Afragola

7 Gen

La prof. Rosa Fortunato ci invia questo articolo, scritto da alcuni dei suoi alunni, che fa un resoconto dell’incontro tenutosi il 10 dicembre al Liceo Scientifico “Filippo Brunelleschi” di Afragola. Tra i relatori c’era anche Lucio  Iavarone, presidente del nostro comitato.

VOGLIA DI LEGALITÀ

Un percorso per la Cittadinanza attiva a tutela dell’ambiente e della salute in realizzazione al Liceo Scientifico “Filipppo Brunelleschi” di Afragola

Il Liceo Scientifico “Brunelleschi” è da sempre impegnato nelle battaglie in difesa del territorio, sia dal punto di vista ambientale che sociale.

Il percorso avviato quest’anno nell’ambito delle attività di Educazione ambientale, coordinate dalla Prof. Rosa Fortunato, è denominato Voglia di Legalità e prevede i seguenti obiettivi:

– Acquisire la consapevolezza degli abusi contro l’ambiente e, quindi, contro la salute pubblica.

– Acquisire il senso civico e di appartenenza al territorio.

– Attivare azioni di cittadinanza attiva attraverso il confronto con Associazioni ambientaliste e le Forze dell’Ordine

Destinatari di questo percorso sono gli studenti delle quarte e quinte classi, ai quali verrà poi affidato il compito di diffondere in maniera capillare i contenuti del percorso stesso.

Il primo degli incontri previsti si è tenuto il 10 dicembre 2012 con esponenti di alcune associazioni ambientaliste del nostro territorio: Chiara Bellisario,Coordinamento Comitati Fuochi; Lucio Iavarone, Comitato “No discariche” Comuni a Nord di Napoli; Vincenzo Viglione, WWF Agro Aversano-Napoli Nord e Litorale Domizio.

Le tematiche affrontate miravano a sensibilizzare noi ragazzi informandoci sulle problematiche che affliggono da sempre il nostro territorio: emergenza-rifiuti e il suo controllo da parte della camorra, in collusione con il mondo della politica e quello dell’imprenditoria (“l’equilibrio del tavolino a tre gambe”); conseguenze delle discariche (sia “legali” che abusive) e degli inceneritori sulla nostra salute; abusivismo edilizio, inquinamento dell’aria, dei fiumi, del mare ecc…

In tutto questo sembra difficile trovare un barlume di speranza e ci chiediamo se sia possibile trovare una soluzione. Ma le soluzioni esistono e ci sono state prospettate dai nostri tre esperti: ad es. per la questione rifiuti, dovrebbe prevalere il modello RIFIUTI ZERO, che non si basa su discariche e inceneritori, ma sulle seguenti azioni: 1) riduzione dei rifiuti; 2) produzione di oggetti fatti solo da materiali riciclabili; 3) raccolta differenziata spinta; 4) utilizzo di shopper per la spesa del tipo riutilizzabile; 5) scegliere la filiera della distribuzione alla spina per i detersivi liquidi; 6) trattamento dei materiali non riciclabili con una particolare tecnologia che li trasforma in sabbia sintetica da usare in edilizia. Questo trattamento viene realizzato nel Centro Riciclo di Vedelago (provincia di Treviso, www.centroriciclo.it). L’imprenditrice di questo centro, Carla Poli, è disponibile a cedere il suo brevetto gratuitamente ai Comuni che vogliano adottarlo, ma purtroppo la legge prevede finanziamenti pubblici solo agli inceneritori, nonostante questi producano nanoparticelle tossiche che nessun filtro riesce a trattenere, nonché ceneri da smaltire in discariche speciali.

Purtroppo, però, siamo ancora alla mercé del sistema deviato di gestione rifiuti che ha retto la nostra regione degli ultimi vent’anni. Il connubio imprenditoria malsana-malavita-politica corrotta purtroppo ancora oggi produce atti ed azioni tese a favorire soltanto il sistema delle discariche e degli inceneritori, cioè a favorire le solite lobby. Ma oggi più che mai la coscienza civile e l’impegno della popolazione sono attivi e pronti a fronteggiare con determinazione qualsiasi tentativo di aprire nuove discariche ed inceneritori sul nostro territorio. I Comitati attivi crescono in numero e capacità di aggregazione di massa allo scopo di sensibilizzare i cittadini disinformati e stare col fiato sul collo delle amministrazioni e Istituzioni preposte.

Un’altra azione è quindi quella di sensibilizzare la popolazione a non restare indifferente, ma ad indignarsi… indignarsi anche per combattere una rassegnazione che in tutti questi anni di emergenza si è diffusa in una parte della popolazione trasformando la semplice normalità in un miraggio, un’utopia. Il massacro ambientale sta lentamente segnando le nostre vite, interferendo sui nostri modi di pensare ed agire che, inevitabilmente, subiscono un continuo condizionamento, “contagiati” da veleni e disastri ambientali, di cui la natura sta assumendo forma e colore. Questa “mutazione” innaturale va riconosciuta come una forma di violenza inaccettabile contro la natura e, quindi, fermata.

Una soluzione sarebbe quella di non abituare i nostri occhi a tutto ciò, ma di “fare rete” segnalando continuamente alle associazioni ambientaliste e agli organi competenti le situazioni di illegalità ed aderendo direttamente ai gruppi presenti sul territorio per far sì che il nostro personale contributo diventi quello di cittadini attivi.

I nostri esperti, a questo proposito, ci hanno dato alcune indicazioni:

1) Telefonare immediatamente al 115 o al 1515 in caso di incendi e roghi tossici

2) Segnalare i casi di abusi ambientali a www.afragolaweb.it, sul blog https://nodiscarichenordnapoli.wordpress.com e contestualmente ai carabinieri o alla polizia (112) e alla forestale (1515). Inoltre, nell’ambito delle attività in favore dell’ambiente, il WWF Campania ha realizzato il progetto “S.O.S. Ambiente”. Si tratta di uno sportello interattivo dedicato al cittadino che vuole agire in difesa del territorio. Attraverso questo strumento, il WWF fornirà al cittadino attivo informazioni sui più comuni reati ambientali e lo supporterà per avviare azioni di contrasto. Per ulteriori informazioni http://www.wwf.it/campania”.

3) Fare esposti e denunce scritte al Comune, alla Prefettura e alla Procura della Repubblica, secondo i modelli allegati, appena vediamo una discarica a cielo aperto o altri abusi ambientali, ancora meglio se si allegano testimonianze fotografiche. Purtroppo in Italia queste denunce non possono essere collettive (del tipo raccolta firme), ma è ovvio che più ce ne sono meglio è.

A conclusione del convegno, ci siamo ripromessi di diffondere tutte queste notizie non solo tra i nostri compagni ma anche tra gli adulti, nella speranza che tutti insieme possiamo iniziare a cambiare atteggiamento, attivandoci con azioni concrete, preoccupandoci seriamente del nostro ambiente e, quindi, del nostro stesso futuro.

Sofia Castaldo, Emma Dinuzzi, Vincenzo Valentino – IV G – Liceo Sc. “Brunelleschi” – Afragola

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