Intervista al vicepresidente del nostro comitato Giuseppe Esposito

28 Nov

Ci racconta il come e il perché della nascita del Comitato “No Discariche a Nord di Napoli”?

Il Comitato nasce ufficialmente a gennaio di quest’anno ed in origine la sua denominazione era ‘Comitato No Discariche ad Afragola’. Esso nasce sulla scia dell’ ennesima emergenza rifiuti vissuta da Napoli e dalla sua provincia e delle notizie che volevano Afragola sede di un discarica. E’ stata forte l’indignazione nella cittadinanza ed in tanti abbiamo ritenuto che fosse giunta l’ora di dire la nostra. Con il passa parola abbiamo cominciato a vederci a discutere ed infine ad organizzarci.

Perchè il cambio del nome del Comitato?

All’inizio in tanti erano spinti da un atteggiamento nimby (acronimo di “not in my backyard” – non nel mio giardino – n.d.r.) contro la paventata discarica ad Afragola, poi è cresciuta la consapevolezza che non basta difendere il proprio giardino per ritenersi salvi, che il problema va affrontato nella sua interezza, che era ed è necessario contrastare a qualsiasi livello e dovunque si propongano le scelte scellerate di devastazione del territorio, attentato alla salute, spreco di risorse e di denaro pubblico. Abbiamo quindi scelto una denominazione che, vista anche la presenza nel comitato di cittadini di comuni limitrofi, desse di più il segno dei nostri intenti e che all’interno della Rete dei Comitati Campani avesse una sua peculiarità anche nel sostegno alla lotta dei comitati acerrani contro il mostro seminatore di morte che è l’inceneritore di Acerra.

Quale bilancio fa di questo primo anno di vita del Comitato?

Un bilancio più che positivo. Il comitato è cresciuto è maturato, ha degli obiettivi ben precisi che persegue con determinazione. Siamo passati dalla protesta alla proposta, mi riferisco al nostro piano rifiuti presentato alla città ad inizio mese, e siamo stati protagonisti, insieme a Rifondazione Comunista, ai Giovani Democratici e a Italia Dei Valori, della stagione referendaria in difesa del bene comune acqua che ha portato al voto, spontaneo e non condizionato da interessi di bottega, il 47% degli elettori afragolesi. Inoltre abbiamo allacciato rapporti e tessuto reti sia a livello locale con le associazioni presenti sul territorio sia in ambito provinciale e regionale con i comitati che condividono la nostra battaglia per la sostenibilità ambientale del ciclo dei rifiuti. C’è stato un’arricchimento anche umano, personale. Nel comitato convivono molte anime, gente che viene da esperienze diverse, di diversa cultura e sensibilità, che attraverso l’esercizio della democrazia assembleare trovano e non mediano posizioni comuni e condivise. Siamo fortemente convinti della necessità di percorsi di democrazia partecipata, che le istanze dei cittadini trovino cioè una sponda sensibile e permeabile nell’ amministrazione pubblica.

Qual è il rapporto con l’amministrazione di Afragola e con le altre amministrazioni?

Fin dalla costituzione del comitato abbiamo cercato un dialogo con le amministrazioni comunali della nostra area. C’è stato un buon riscontro con l’amministrazione acerrana, finchè è stata in carica, e anche con Casoria ed altri comuni ci sono stati incontri e quantomeno abbiamo potuto manifestare il nostro pensiero. Diverso invece l’atteggiamento dell’amministrazione afragolese. Il sindaco non ha mai voluto accettare un confronto, non ci ha neanche mai ricevuto. Del resto forse pecchiamo di ingenuità: non ci si poteva aspettare un atteggiamento diverso da chi ha espletato una gara ed assegnato il servizio di gestione della raccolta dei rifiuti in modo non molto chiaro, o che è riuscito a pagare per il fitto dei camion della raccolta rifiuti più di quanto avesse speso se quegli stessi camion li avesse comprati nuovi. La cifra dell’amministrazione Nespoli è questa. Noi non demordiamo però e continueremo a bussare a quella porta. Alla porta del Comune, la Casa Comune dei cittadini che tale è e tale resta anche se occupata pro tempore, ed abusivamente, da Nespoli.

Quale messaggio date alla cittadinanza?

Che occorre respingere la logica che vede in discariche ed inceneritori la solo via possibile al problema rifiuti. Anzi siamo convinti che i rifiuti non sono per niente un problema ma una risorsa. Pensiamo al progressivo esaurimento di tante materie prime o alle metodologie di estrazione sempre più inquinanti e pericolose. E’ illogico voler far macerare in discarica o bruciare tanta possibile materia prima seconda, cioè materiali riciclati, che possono e devono ritornare alla filiera produttiva. Che ogni giorno ognuno di noi con piccoli gesti può contribuire enormemente alla riduzione della produzione di rifiuti, facendo un gran bene oltretutto alle prorie tasche. A che serve comprare piatti e bicchieri in plastica monouso non riciclabile? Quanti nostri alimenti finiscono direttamente dal frigorifero alla spazzatura? Perchè non comprare quello che effettivamente serve? Quanto cibo preparato in quantità industriali viene buttato? Che occorre mobilitarsi in difesa del prorio territorio e della propria salute. Risale a qualche settimana fa l’ottima notizia della chiusura della discarica di Chiaiano e della vittoria quindi del Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano. Gioiamo con loro, che hanno sopportato manganellate, arresti, notti insonni di blocchi stradali per vedere finalmente accolte le loro ragioni. La democrazia non si sostanzia della delegadella rappresentanza, non solo almeno, ma della partecipazione attiva dei cittadini per scelte condivise.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: