Archivio | novembre, 2011

Intervista al vicepresidente del nostro comitato Giuseppe Esposito

28 Nov

Ci racconta il come e il perché della nascita del Comitato “No Discariche a Nord di Napoli”?

Il Comitato nasce ufficialmente a gennaio di quest’anno ed in origine la sua denominazione era ‘Comitato No Discariche ad Afragola’. Esso nasce sulla scia dell’ ennesima emergenza rifiuti vissuta da Napoli e dalla sua provincia e delle notizie che volevano Afragola sede di un discarica. E’ stata forte l’indignazione nella cittadinanza ed in tanti abbiamo ritenuto che fosse giunta l’ora di dire la nostra. Con il passa parola abbiamo cominciato a vederci a discutere ed infine ad organizzarci.

Perchè il cambio del nome del Comitato?

All’inizio in tanti erano spinti da un atteggiamento nimby (acronimo di “not in my backyard” – non nel mio giardino – n.d.r.) contro la paventata discarica ad Afragola, poi è cresciuta la consapevolezza che non basta difendere il proprio giardino per ritenersi salvi, che il problema va affrontato nella sua interezza, che era ed è necessario contrastare a qualsiasi livello e dovunque si propongano le scelte scellerate di devastazione del territorio, attentato alla salute, spreco di risorse e di denaro pubblico. Abbiamo quindi scelto una denominazione che, vista anche la presenza nel comitato di cittadini di comuni limitrofi, desse di più il segno dei nostri intenti e che all’interno della Rete dei Comitati Campani avesse una sua peculiarità anche nel sostegno alla lotta dei comitati acerrani contro il mostro seminatore di morte che è l’inceneritore di Acerra.

Quale bilancio fa di questo primo anno di vita del Comitato?

Un bilancio più che positivo. Il comitato è cresciuto è maturato, ha degli obiettivi ben precisi che persegue con determinazione. Siamo passati dalla protesta alla proposta, mi riferisco al nostro piano rifiuti presentato alla città ad inizio mese, e siamo stati protagonisti, insieme a Rifondazione Comunista, ai Giovani Democratici e a Italia Dei Valori, della stagione referendaria in difesa del bene comune acqua che ha portato al voto, spontaneo e non condizionato da interessi di bottega, il 47% degli elettori afragolesi. Inoltre abbiamo allacciato rapporti e tessuto reti sia a livello locale con le associazioni presenti sul territorio sia in ambito provinciale e regionale con i comitati che condividono la nostra battaglia per la sostenibilità ambientale del ciclo dei rifiuti. C’è stato un’arricchimento anche umano, personale. Nel comitato convivono molte anime, gente che viene da esperienze diverse, di diversa cultura e sensibilità, che attraverso l’esercizio della democrazia assembleare trovano e non mediano posizioni comuni e condivise. Siamo fortemente convinti della necessità di percorsi di democrazia partecipata, che le istanze dei cittadini trovino cioè una sponda sensibile e permeabile nell’ amministrazione pubblica. Continua a leggere

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Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti: riunione di martedì 29 novembre all’hotel Royal Continental

27 Nov

Martedì 29 Novembre 2011, alle ore 18:00, presso l’hotel Royal-Continental in Via Partenope a Napoli si terrà una riunione nell’ambito del progetto dei Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti.  Cinque i punti principali all’ordine del giorno. Il primo riguarda gli incontri tra le associazioni e l’amministrazione comunale di Napoli, che nella loro formula attuale non convincono: l’obiettivo è quello di creare un elenco per punti che definisca passo passo la procedura da adottare. Il secondo punto riguarda invece la prossima costituzione, da parte del Comune di Napoli, dell’Osservatorio Rifiuti zero: la proposta del vicesindaco Sodano è quella di costituire un tavolo di lavoro, la cui presidenza onoraria sarebbe affidata a Paul Connett, e che sarebbe composta da un delegato per parte di Rifiuti Zero Italia, ASIA, Legambiente, WWF, da un rappresentate per parte dei comitati di Acerra, Chiaiano e Terzigno e da uno o più delegati del mondo associativo napoletano. Si parlerà poi dei cronici ritardi nella costruzione degli impianti di compostaggio, in particolare nella provincia di Napoli (terzo punto); della questione dei roghi tossici e delle discariche abusive, riprendendo la proposta di elaborare un documento di denuncia da presentare al Presidente della Repubblica, al Ministro della Giustizia ed alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (quarto punto); ed infine, si farà il punto della situazione in merito ad inceneritori, gassificatori e discariche, analizzando brevemente le singole situazioni che riguardano i vari territori interessati.

Premiati il Parco “La Nuova Casa”, il Comitato e Legambiente Afragola

26 Nov

Oggi, venerdì 25 Novembre, nell’ambito della premiazione dei ‘Comuni Ricicloni’ della Campania, manifestazione organizzata da Legambiente e ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per premiare i Comuni con maggiore raccolta differenziata,

È STATO CONFERITO IL PREMIO CON MENZIONE SPECIALE, QUALE INIZIATIVA DI INTERESSE AMBIENTALE REGIONALE, AL PARCO ‘LA NUOVA CASA’ DI AFRAGOLA.

INSIEME AI REFERENTI DEL PARCO, PRESENTE ANTONIO GIORDANO, A RITIRARE IL PREMIO C’ERANO GIUSIANA RUSSO PER LEGAMBIENTE AFRAGOLA E LUCIO IAVARONE PER IL COMITATO ‘NO DISCARICHE COMUNI A NORD DI NAPOLI’.

A Marzo di quest’anno, infatti, il Comitato e Legambiente hanno letteralmente ‘adottato’ il Parco la Nuova Casa di Afragola allo scopo di accompagnare passo dopo passo i condomini (circa 700 cittadini) di quel parco nella fase di avvio della raccolta differenziata porta a porta.

Furono organizzati gazebo, campagna informativa porta a porta, convegni, dibattiti, presenza serale di supporto nei giorni di avvio. Tutto a titolo volontaristico allo scopo di dimostrare, principalmente ad un’amminstrazione comunale assente che cercava solo il fallimento di queste iniziative per poter dare la colpa ai cittadini, che invece i cittadini hanno grande volontà nell’intraprendere un ciclo virtuoso dei rifiuti.

Ebbene, grazie a questa iniziativa di supporto, durata qualche mese, e che continua ancora oggi, il Parco ‘La Nuova casa’ in soli tre mesi è passato dallo zero al 70% di raccolta differenziata. Oggi tutti i condomini sono molto più sensibili alle problematiche ambientali e sono pronti per essere educatori nei confronti di altri cittadini, anch’essi affamati di attenzione verso l’ambiente e pratiche virtuose.

Oggi il Parco la Nuova Casa è dunque un biglietto da visita che il Comitato NO Discariche e Legambiente possono presentare con orgoglio per dimostrare che i cittadini desiderano il cambiamento.

COMITATO ‘NO DISCARICHE COMUNI A NORD DI NAPOLI’ / LEGAMBIENTE AFRAGOLA

Antonio Giordano, presidente dell'associazione "La Nuova Casa onlus", Lucio Iavarone, presidente del "Comitato No discariche dei Comuni a Nord di Napoli" e Giusiana Russo, presidente di Legambiente Afragola ritirano il premio "Comuni Ricicloni" assegnato da Legambiente Campania per il progetto dell'avvio della raccolta differenziata all'interno del parco "La Nuova Casa" del Rione Salicelle di Afragola.

Verifica denuncia Via Arena

24 Nov

Dopo 12 giorni dalla denuncia video, siamo tornati in via Arena ad Afragola nelle vicinanze del cantiere della stazione TAV. I cumuli di rifiuti sono stati rimossi quasi ovunque. Invitiamo i cittadini a denunciare con continuità la presenza di discariche abusive che continuano a crearsi in varie zone della città, perché le segnalazioni e le denunce sono gli unici mezzi per stimolare l’amministrazione comunale a fare il proprio dovere.

Il Comitato scrive a Marco Carlucci

23 Nov

Il nostro presidente, Lucio Iavarone, ha scritto a Marco Carlucci, regista del documentrio “Sporchi da morire”, che sarà presentato lunedì 5 dicembre al Cinema Modernissimo di Napoli, chiedendo di organizzare una proiezione pubblica del film ad Acerra. Pubblichiamo di seguito la mail e la risposta del regista.

Ciao,

sono Lucio Iavarone, Presidente del Comitato NO Discariche Comuni a Nord diNapoli. Comitato di cittadini che da anni, insieme al noto Comitato ‘Donnedel 29 agosto di Acerra’ (che aderisce al nostro progetto), lotta per un ciclo virtuoso ed ecosostenibile dei rifiuti sui nostri territori, per un futuro senza discariche ed inceneritori. Su Acerra sono anni che conduciamo lotte con quella macchina di morte.

 In questo processo per noi sarebbe FONDAMENTALE, in un’ottica di formazione delle coscienze e corretta informazione, prevedere ad Acerra la proiezione del Vostro film e un dibattito pubblico. In questo momento ce n’è veramente bisogno.

 Vi prego di prendere in considerazione questa richiesta che Vi faccio a nome di tutti i Comitati del nostro territorio.

 Ci saremo sicuramente il 5 dicembre al Modernissimo. Speriamo lì di conoscerci.

Grazie

Lucio Iavarone

Ed ecco la risposta di Marco Carlucci

Gentile Lucio

ti ringrazio per la tua dettagliata email.

Certamente ho seguito la vs. attività….anzi il nostro film parte li dove beautiful country termina… spostando l’attenzione dalla mondezza per le strade alla soluzione che ci hanno propinato… mediante un progetto indipendente di ampio respiro che non vuole accentrare il problema solo a Napoli ma affrontarlo nelle mille sfaccettature in tutto il mondo ( perchè l’inquinamento nano-particellare non è solo un problema di inceneritori) con la voglia di dare voce alle verità che nessuno vuole dire… e come puoi immaginare i bastoni tra le ruote sono stati tanti.. ma siamo arrivati al traguardo…

Il film è stato pensato anche come progetto di discussione in serate,convegni ed incontri sulle tematiche dell’incenerimento dei rifiuti, pericoli per la salute, possibili e concrete alternative.. quindi non ci sono problemi per future proiezioni organizzate in contesti di questo tipo..

Spero abbiate la pazienza di aspettare qualche mese perchè dobbiamo rispettare alcuni step distributivi per non vanificare i tanti sforzi fatti dalla nostra produzione..

Le due serate evento/ anteprima sono finalizzate ad una presentazione del film e per far accorgere della sua esistenza successivamente sarà pianificata una distribuzione indipendente-cinema, la realizzazione di un dvd e anche l’inizio delle proiezioni per tutti i comitati associazioni comuni che lo riterranno opportuno…

Sono sicuro che un documentario possa essere molto più efficace di mille conferenze…intrattenendo ed informando allo stesso tempo..

Venite a vedere il doc a Napoli… e poi ci organizzeremo per il futuro..

grazie mille

a presto

Marco Carlucci

Paul Connett a Napoli alla prima mondiale di “Sporchi da morire”

23 Nov

Aspettavamo da tempo questo film e non mancheremo alla prima mondiale che si terrà a Napoli il prossimo 5 dicembre (Cinema Modernissimo, Via Cisterna dell’Olio, ore 20). Questo è un documento che assume valenza scientifica internazionale e che contribuirà in maniera sostanziale al processo di sensibilizzazione ed informazione necessaria alla causa ANTINCENERITORISTA. Guardate il blog dell’evento, è eccezionale e dimostrerà una volta e per tutte i danni alla salute causati dagli inceneritori. Il film è registrato tra l’Italia e l’estero e dimostra come nel resto del mondo gli inceneritori li stiano smantellando mentre in Italia si vuole fare della Campania (con il piano regionale di Caldoro si prevedono altri 4 inceneritori) la regione con maggiore capacità di incenerimento rifiuti d’Europa, quindi la pattumiera di cremazione dei rifiuti di tutta Italia. È contro tutto questo che lottiamo e per questo accogliamo con favore questo contributo cinematografico rivoluzionario e di eccezionale impatto mediatico.

Abbiamo preso contatti con il regista Marco Carlucci e cercheremo nei prossimi mesi di organizzare una proiezione del film ad Acerra, sarà il modo più significativo ed efficace per controbattere definitivamente alle tante voci corrotte che tentano quotidianamento di sponsorizzare quella macchina di morte che è l’inceneritore per ora unico nella Regione Campania. Il nostro obiettivo è non solo quello di non farne costruire altri ma anche di chiudere un giorno quell’impianto. Noi ci crediamo

Lucio Iavarone

Comitato NO Discariche Comuni a Nord di Napoli

Mancata bonifica della discarica di Pianura: comunicato stampa dei cittadini

23 Nov

Spett.le ANSA

Alla c. a. Dr. Enzo La Penna

FAX n. 081-5528028

I cittadini residenti nella zona immediatamente prospiciente alla discarica di Pianura (ex Difrabi), costituitisi parte civile nel processo per il delitto di disastro ambientale, instaurato innanzi al Tribunale di Napoli, III sezione penale, GM Vincenzo Caputo, chiedono con forza che vengano rispettati i propri diritti di cittadini italiani.

A causa della mancata bonifica della discarica, siamo stati gravemente pregiudicati, prima nel diritto a vivere in un ambiente salubre, ed ora nel diritto a che si svolga un processo giusto e celere che riconosca, ove sussistenti, le responsabilità penali degli imputati.

A fronte di un decreto che dispone il giudizio risalente al 1 aprile 2011, a tutt’oggi, la Procura Napoletana non ha ancora individuato un Pm togato, e dunque garantito che questi segua l’intero processo con la necessaria continuità. Riteniamo che il silenzio calato su questa vicenda, e per giunta dopo anni di indagini, sia oltremodo grave e non faccia onore alla Procura Napoletana che dovrebbe perseguire non solo i delitti di criminalità organizzata, ma anche i delitti che coinvolgono direttamente il nostro territorio e la qualità delle nostre vite.

Riteniamo e chiediamo con forza che la Magistratura Napoletana, ora più che mai, si occupi di questo processo che rischia concretamente di finire con una pronuncia di estinzione per prescrizione del reato. Un simile epilogo consacrerebbe il fallimento dello Stato, e prima ancora della Magistratura, fallimento che non vogliamo e non possiamo in alcun modo accettare.

Se due magistrati napoletani (Dr. B. Grimaldi e Dr. Alabiso) hanno ritenuto si potesse andare a processo, nonostante la richiesta di archiviazione del Pm Dr.ssa Buda, si impone un obbligo costituzionale per la Procura della Repubblica partenopea di procedere alla urgente individuazione di un Pm togato, che faccia sentire la voce dello Stato e di tutti noi cittadini.

Chiediamo altresì  che questo processo abbia una corsia preferenziale nell’organizzazione e nello svolgimento delle udienze, perché sino ad ora abbiamo assistito a ben due rinvii (dal 21.10.11 all’11.11.11, e dall’11.11.11 al 9.12.11), senza che si sia proceduto ad una sola attività istruttoria.

Siamo cittadini italiani e vorremmo continuare a credere nella giustizia.

Intervista al presidente Lucio Iavarone

14 Nov

Ci racconta il come e il perché della nascita del Comitato “No Discariche a Nord di Napoli”?

Tutto è partito circa un anno fa e per caso. Un gruppo di cittadini si ritrovano a discutere, preoccupati, dell’ennesima crisi rifiuti a Napoli e provincia e soprattutto dell’intenzione dichiarata di Cesaro, Presidente della Provincia, di voler aprire una discarica sul territorio di Afragola. Si decide di costituirsi come Comitato, si parte con una campagna informativa ai cittadini tutti per informarli sullo stato disastroso della gestione rifiuti in Campania, soprattutto delle reali ragioni che hanno determinato tutto questo in vent’anni di gestione scellerata e criminale. Poi abbiamo subito allargato i nostri orizzonti, ci siamo confrontati con le altre realtà di Comitati già esistenti in Campania, che da anni conducono lotte sacrosante, come Chiaiano, Terzigno, Boscotrecase, Giugliano e altri. Insieme a loro abbiamo costituito subito delle reti (Commons, Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti) in modo da consentire a tutti di essere informati su quello che gli altri fanno sui rispettivi territori e di partecipare ognuno alla lotta dell’altro, condividendone lo spirito e le finalità.

Perché oggi si lotta contro l’apertura di una discarica e perché chi lotta dovrebbe avere ragione?

Perché gli ultimi vent’anni di gestione delle discariche in Campania hanno dimostrato che tutto è stato fatto in solo danno della cittadinanza, soprattutto della salute della gente, e a solo vantaggio della criminalità, degli affaristi senza scrupoli e dei politici collusi. Oggi Chiaiano è riuscita finalmente a far chiudere la propria discarica avvelenata perché solo oggi, dopo tanti anni, si scopre che i lavori di impermeabilizzazione in geomembrana della discarica erano stati fatti male e quindi le sostanze velenose dei rifiuti sono penetrate nel sottosuolo. A Giugliano mesi fa sono stati inquisiti i gestori di quella discarica (compreso il braccio destro di Bertolaso) perché per anni hanno di nascosto (si fa per dire, i comitati denunciavano platealmente da anni, inascoltati) hanno sversato in mare il percolato, veleno derivante dall’ammasso di tal quale nelle discariche. Come può oggi una popolazione accettare una discarica sul proprio territorio con queste premesse? Continua a leggere

Afragola: Denuncia discarica abusiva via Arena

14 Nov

Legambiente Afragola ed il Comitato No Discariche dei Comuni a Nord di Napoli in collaborazione con afragolaweb.it, denunciano la presenza di discariche a cielo aperto nella zona di via Arena in prossimità dei cantieri della Stazione TAV di Afragola.

La Provincia di Napoli e la Regione Campania prendono in giro la Comunità Europea e ingannano i Comuni dell’area Acerrana

14 Nov

I Comuni di Acerra, Casoria, Pomigliano, Caivano, Casalnuovo, Crispano, Frattaminore e Volla sono stati identificati dalla Provincia di Napoli e dalla Regione Campania (con criterio più che discutibile) inquadrandoli nell’area di ambito della zona Acerrana nell’obiettivo di dividere la Provincia in aree omogenee (?) per la finalizzazione di accordi di programma per la gestione rifiuti.

Ad ottobre la Provincia ha proposto ai Comuni dell’area Acerrana un accordo in cui viene mutuata la logica del ‘fosso’, cioè della cava abbandonata da riempire con rifiuto codificato CER 19.05.03 (compost fuori specifica) che secondo una recente e controversa normativa (D.L. 26 novembre 2010 n. 196) potrebbe essere utilizzato per ‘nobilitare’ le cave abbandonate e le discariche attive. Tale tipo di rifiuto, detto anche ‘biostabilizzato’, non è altro che rifiuto organico, quindi umido, che viene separato dal secco e tramite un processo biologico dovrebbe essere reso inerte. Questo è un processo difficilissimo da ottenere, ad oggi questo tipo di rifiuto ha suscitato solo pareri molto discordanti da parte della comunità scientifica in quanto si ritiene che sia comunque pericoloso per le quantità di metalli che contiene e per le probabilità di inquinamento del suolo che può determinare a seguito di piogge.

Ebbene, in quell’accordo presentato ai Comuni dell’area acerrana, la Provincia di Napoli ha individuato ben 2 cave a Casoria ed 1 ad Acerra dove depositare questo rifiuto CER 19.05.03, questo perché si ha fretta di liberare gli STIR di Giugliano e Tufino, che questo tipo di rifiuto dovrebbero produrre.

Un’altra area omogenea è quella Vesuviana, con i paesi vesuviani si era già firmato un accordo a luglio di quest’anno che sanciva l’autonomia di detti Comuni rispetto alla Provincia per la determinazione dell’impiantistica e il ciclo virtuoso dei rifiuti. Quello può essere definito un accordo tutto sommato accettabile in quanto si rinnega espressamente il sistema delle cave abbandonate.

La prima domanda che viene spontanea è: Perché Provincia e Regione rinnegano il sistema delle cave nell’accordo con i paesi vesuviani e poi lo mutuano come soluzione possibile, anzi necessaria, negli accordi con gli altri Comuni? Ci siamo sentiti dire che questi accordi servono per far vedere alla Comunità Europea che qualcosa si sta facendo nella Provincia di Napoli. Ci siamo sentiti dire di stare tranquilli su quelle cave perché tanto non sono idonee e quindi lì non può andarci rifiuto di alcun genere.

La seconda domanda nasce spontanea: Allora si sta prendendo in giro la Comunità Europea? Gli si vuol fare vedere che si sono trovate delle soluzioni ma che nei fatti non sono tali? O si sta prendendo in giro i cittadini e i Sindaci stessi?

Gli otto Sindaci dei Comuni dell’area Acerrana hanno firmato tutti. Acerra e Casoria sono quelli più danneggiati perché solo lì vengono specificate le cave nell’accordo.

Ad Acerra il subCommissario Prefettizio ha fatto di testa sua, senza sentire la città. Il Sindaco di Casoria, che dai cittadini invece è stato eletto, ha fatto altrettanto senza consultare le forze politiche e sociali della città. Aver messo quella firma a cuor leggero sotto quell’accordo potrebbe rivelarsi veramente pericoloso, benché gli otto Comuni siano almeno riusciti ad ottenere che tali accordi debbano essere prima ratificati dai rispettivi Consigli Comunali.

L’unica speranza è rappresentata solo dalla possibilità che il Consiglio Comunale smentisca quella firma rigettando quell’accordo al mittente. Poi c’è il dubbio di Acerra, che un Consiglio Comunale non ce l’ha. Lì che succede? Che validità avrà poi quell’accordo se solo alcuni Consigli Comunali lo rigetteranno o modificheranno? Su questi punti ci sono solo tanti dubbi.

La sensazione che si sia voluti prendere in giro i cittadini è diventata poi una certezza.

Siamo infatti riusciti a trovare negli atti parlamentari il resoconto di un’audizione del Commissario straordinario per l’individuazione dei siti e la realizzazione di impianti di discarica nel territorio della provincia di Napoli, Annunziato Vardè, di martedì 26 luglio 2011, alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Ebbene, in quell’audizione Vardè parla di queste cave abbandonate individuate nella Provincia di Napoli. Ecco le sue testuali parole riportate nel resoconto: “….nell’area acerrana, dove esistono solo tre cave chiuse o abbandonate, nessuna delle quali è risultata tecnicamente adeguata per essere adibita a discarica.

….. il territorio della provincia di Napoli non presenta zone aventi tutte le caratteristiche previste dal decreto legislativo 3 gennaio 2003, n. 36. Di conseguenza, ciò è necessario per poter conseguire l’obiettivo previsto dalla legge n. 1 del 2011 che, in buona sostanza, prevede la realizzazione di almeno una discarica nella provincia di Napoli. Preciso, infatti, che il mio incarico riguarda solo la provincia di Napoli, quindi posso individuare un sito – o più siti, com’è stato precisato nel decreto del presidente della regione – esclusivamente nell’ambito della provincia di Napoli. Siccome la conformazione del territorio della provincia di Napoli non comporta la possibilità di individuare un’area perfetta in relazione alle caratteristiche previste dal decreto legislativo n. 36 del 2003, per realizzare la discarica bisogna agire in DEROGA a questa normativa.”

È palese, dunque, che si sia già decisa la strada di agire in DEROGA nel caso in cui i siti non siano giudicati idonei dagli enti competenti (Asl e Arpac). In quell’intervista si dice anche che si procederà ad esproprio nel caso in cui si tratti di siti di proprietà di privati, proprio come nel caso di Casoria.

È evidente come tutto sembri progettato a tavolino, tutto deciso. Quindi è molto preoccupante il fatto che si siano presi determinati impegni.

Sono stati dunque evidentemente raggirati i sindaci rassicurandoli sul fatto che quelle cave non fossero idonee, ma tralasciando però che si intende comunque agire in deroga. Ci rimane solo la speranza di rigettare o modificare quell’accordo in Consiglio Comunale e questa è la strada che seguiremo.

COMITATO NO DISCARICHE COMUNI A NORD DI NAPOLI

“Cogito” parla del nostro Piano rifiuti alternativo ed ecosostenibile per Afragola

12 Nov

 Da “Cogito” del 12 novembre 2011 – Articolo di Claudia Perrotta

L’accordo trabocchetto

10 Nov

L’Accordo tra Provincia di Napoli e Comuni dell’area Acerrana (Acerra,Caivano, Casalnuovo di Napoli, Casoria, Crispano, Frattaminore, Pomigliano D’arco e Volla) sulla gestione rifiuti, che prevede l’istituzione di ben 3 cave (1 ad Acerra e 2 a Casoria) È STATO FIRMATO DA TUTTI I SINDACI!! Ma proprio tutti! Compreso il Subcommissario di Acerra (che non ha un’aministrazione) e che si permette di decidere per gli Acerrani una cosa così importante.

Questo accordo, perdente per i Comuni, prevede l’uso di queste cave abbandonate sul nostro territorio per colmarle con Rifiuti Proveniente dalla lavorazione degli STIR (Frazione Umida Tritovagliata biostabilizzata). In altri Termini DISCARICA…un FOSSO (perché tali sono) dove buttarci la monezza.

Questa volta la provincia ha “nobilitato” tutta l’operazione non parlando di discariche ma di cave abbandonate, e di operazioni di ripristino ambientale utilizzando la Frazione Umida Tritovagliata biostabilizzata per colmare le cave.

Premesso che il rifiuto a cui si fa riferimento nell’accordo (Codice CER 19.05.03) è “compost fuori specifica”, ricordiamo che ai sensi del Decreto Ronchi n.22/1997 (art. 6), il compost fuori specifica risulta un rifiuto a tutti gli effetti, solo che non puzza, quindi dovrebbe per norma andare in una discarica (in uso). La possibilità di utilizzare tale materiale per la ‘ricomposizione ambientale’ di cave, è consentito sono grazie ad un decreto legge ad hoc (D.L. 26 novembre 2010 n. 196 … la storia si ripete.. Decreto legge per bruciare di tutto nell’inceneritore di Acerra) previa autorizzazione delle regioni. Inoltre tale pratica è stata oggetto di studi negli ultimi venti anni, ed i risultati sono sempre vincolati da severi controlli di qualità sul prodotto utilizzato. In particolare per definire il materiale umido come “compost fuori specifica”, esso deve rispondere a precisi criteri di qualità, per esempio rispetto alle concentrazioni massime di metalli pesanti (nichel, cromo, cadmio etc) e di inerti (plastiche e vetri), un certo grado di umidità etc.. Una volta verificata la qualità del biostabilizzato, va verificata la compatibilità con il terreno/cava di destinazione (molto genericamente indicato nell’accordo), valutando: le caratteristiche chimiche del sito, la presenza di metalli pesanti , la vicinanza con corsi d’acqua o ad aree a riserva naturale. Una volta caratterizzati il sito ed il materiale va studiato la giusta miscelazione del materiale biostabilizzato con altri materiali inerti (terre di coltivo e di sbancamento, altri materiali di recupero) allo scopo di far rientrare sempre nei limiti di legge il terreno ed il sottosuolo anche dopo la ricomposizione. Ulteriore perplessità nasce dalla dichiarata intenzione di eseguire non superficiali ricomposizioni di cave, bensì veri e propri riempimenti con tale materiale. Studi come quello dell’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici) e quello della Regione Piemonte prendono in considerazione ricomposizioni per profondità limitate (1 metro circa), dichiarando che per profondità ulteriori i pericoli di inquinamento da metalli pesanti aumentano considerevolmente.

A questo punto ci chiediamo a che serve denunciare il disastro ambientale dei nostri territori, a che serve chiedere le bonifiche se NON ASCOLTANO!! loro creano la discarica parlando di ricomposizione ambientale di cava abbandonata, non importa se si fa con materiale altamente contaminato tanto si tratta di Acerra e dintorni! Inceneritore, Industrie Insalubri, Eco Balle…e poi alla prossima emergenza rifiuti un buco dove buttarci di tutto fa sempre comodo, a quel punto basta un’ordinanza del presidente Cesaro.

Un ringraziamento speciale, infine, va alla gestione commissariale del comune di Acerra, che con il suo atteggiamento “Pilatesco”, tra scuola e ambiente st lasciando una bella eredità ai cittadini Acerrani…GRAZIE !!

Ancora peggio Casoria, che un Sindaco ce l’ha!!! E firma anche l’improponibile mettendo forse una cambiale sulle spalle dei Casoriani! E’ UNA VERGOGNA!

COMITATO NO DISCARICHE COMUNI A NORD DI NAPOLI

Comunicato stampa del Comitato No Discariche dei Comuni a Nord di Napoli

8 Nov

Provincia di Napoli e Regione Campania tendono un ‘trabocchetto’ sulla gestione rifiuti ai Comuni dell’area Acerrana.

I Comuni in questione sono: Acerra, Caivano, Casalnuovo, Casoria, Crispano, Frattaminore, Pomigliano D’Arco e Volla. La Provincia, FINGENDO di mutuare su detti Comuni l’Accordo di programma già concluso con successo con i paesi Vesuviani (quello sì che è un accordo tendente ad un piano virtuoso), tende un ‘trabocchetto’ ai comuni dell’area acerrana.

Nell’accordo di programma in questione, che si tenta di imporre, si finge solamente di voler puntare ad un ciclo virtuoso ma in effetti l’unico evidente OBIETTIVO è il seguente:

LIBERARE GLI STIR DI GIUGLIANO E TUFINO DALLA FRAZIONE DI RIFIUTO CER 19.05.03 (compost fuori specifica), quindi umido percolante a tutti gli effetti (sappiamo benissimo cosa c’è oggi in quegli stir), per utilizzarlo quale biostabilizzato (ma lo è veramente?) in 3 cave individuate ad Acerra e Casoria. Il risultato sarà LE ENNESIME DISCARICHE SUL NOSTRO TERRITORIO!!!!!!

BASTA!!!! SPERIAMO CHE I SINDACI DEGLI 8 COMUNI DELL’AREA ACERRANA NON FIRMINO QUESTO ACCORDO MA COLGANO QUESTA OCCASIONE PER PROPORNE UNO VIRTUOSO SULLA STESSA LINEA DI QUELLO DEI PAESI VESUVIANI, DOVE SI RINNEGA CON CHIAREZZA CHE IL SISTEMA DI SMALTIMENTO ‘ARCAICO’ LEGATO AI ‘FOSSI’ (ancorché nobilitati quali ‘ripristino ambientale di siti degradati’ dove conferire rifiuti presenti negli STRIR), E’ UNA LOGICA AMPIAMENTE PERDENTE E SONO PRONTI AD IMPEGNARSI TOTALMENTE SU UN PIANO DI DIFFERENZIATA E IMPIANTISTICA VINCENTE!!

COMITATO NO DISCARICHE COMUNI A NORD DI NAPOLI

Il Comitato presenta il suo Piano Rifiuti Alternativo ed Ecosostenibile per Afragola

6 Nov

Sabato 5 novembre 2011, presso la sala conferenze del bar “Arancia blu” di Via Dario Fiore ad Afragola si è tenuta la Conferenza stampa di presentazione del Piano rifiuti Alternativo ed ecosostenibile elaborato dai cittadini membri del Comitato No Discariche dei Comuni a Nord di Napoli .

Con questo Piano abbiamo posto il primo pezzo di un puzzle, una strada lunga e tortuosa che abbiamo iniziato a percorrere con decisione e su cui continueremo ad impegnarci con altrettanta determinione.

Il piano rimarca le linee guida per porre le basi verso il futuro della gestione ambientale del nostro territorio.

Un insieme di interventi integrati che mirano non solo a risolvere definitivamente il problema rifiuti nella nostra Regione ma che pongono i pilastri per una vera e propria RIVOLUZIONE CULTURALE per la definitiva riappropriazione del senso civico che ci consentirà di acquisire finalmente la giusta sensibilità a tutela dei BENI COMUNI.

La Conferenza stampa di sabato 5 novembre è riuscita molto bene, c’è stata tanta partecipazione di cittadini e politici della città di Afragola. Siamo tutti molto soddisfatti.

I prossimi passi saranno: diffondere il più possibile questo Piano per portarlo a conoscenza di tutti, organizzando incontri in città, soprattutto nelle scuole; continuare ad organizzare iniziative di educazione ed informazione; incidere sulla politica locale per fare in modo che il Piano alternativo sia alla base dei prossimi programmi politici; organizzeremo una conferenza per mostrare a tutti l’esperienza dei Comuni Vesuviani per avviarci definitivamente su quella strada; ci faremo portavoce in tutto l’ambito territoriale dei Comuni dell’area Nord affinché si possa determinare l’applicazione diffusa sul territorio delle linee guida indicate nel Piano.

Per fare tutto questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti i cittadini! Non abbandonateci!!!

Il Direttivo del Comitato NO Discariche dei Comuni a Nord di Napoli

Scarica una copia in pdf del nostro Piano Rifiuti alternativo ed ecosostenibile per Afragola