Archivio | ottobre, 2011

Conferenza stampa di presentazione del Piano Rifiuti Alternativo ed Ecosostenibile per Afragola

30 Ott

Sabato prossimo 5 Novembre, ore 10.30, sala  ‘Arancia Blu’ ad Afragola (Via Dario Fiore), la cittadinanza è  invitata a partecipare alla

 CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DEL PIANO RIFIUTI ALTERNATIVO, INTEGRATO ED ECOSOSTENIBILE

 che noi del Comitato NO Discariche Comuni a Nord di Napoli presenteremo alla città di Afragola. Giacchè siamo ormai quasi sicuri che l’Amministrazione comunale di Afragola, più volte inutilmente da noi sollecitata sull’argomento, non abbia alcun interesse ad intraprendere un cammino virtuoso sulla strada di una corretta gestione rifiuti e gestione ambientale a beneficio della collettività, ci rivolgeremo ai cittadini, alle forze politiche che si candidano ad essere i futuri gestori della nostra città, alle associazioni, ai comitati, ai sindacati, alle associazioni di categoria, ai commercianti, agli imprenditori, affinché tutti condividano una nuova impostazione, un nuovo modo di concepire il percorso verso una gestione ecosostenibile dei rifiuti nella nostra città. Una vera Rivoluzione culturale.

Vogliamo che Afragola adotti finalmente una strategia seria di raccolta differenziata porta a porta.

Vogliamo che Afragola sia capofila nel proprio ambito territoriale al fine di realizzare con i Comuni limitrofi, una volta e per tutte, la giusta impiantistica di smaltimento che si fonderà eslusivamente su siti di compostaggio e Impianti di trattamento meccanico manuale sull’esempio di Vedelago.

Sognamo delle Isole ecologiche (almeno tre) che siano degli spazi vitali, centri educativi in cui accogliere le scolaresche per insegnare ai ragazzi i comportamenti virtuosi del riuso, del riciclo. Delle isole ecologiche che siano sempre aperte ai cittadini per il deposito di qualsiasi tipo di materiale consentendogli, con politiche premianti, l’accumulo di punti che gli compensi lo sforzo dell’esborso Tarsu con dei buoni spesa oppure buoni benzina. Delle isole ecologiche che siano dei veri mercatini del baratto per tutto ciò che a qualcuno non serve e a qualcun altro potrebbe in vece essere utile. Dei centri vitali che ci consentiranno di educare tutti i cittadini e di non assistere più agli scempi di discariche a cielo aperto che oggi abbiamo nella nostra periferia.

 Il 5 Novembre  parleremo di questo e di tante altre cose, anche di come vogliamo puntare a strategie di RIFIUTI ZERO.

 NON MANCATE! PER AFRAGOLA INIZIA LA VERA SVOLTA!!!

Comitato No discariche dei Comuni a Nord di Napoli

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Appello ai cittadini ed a coloro che hanno aderito al Comitato

20 Ott

DENUNCIAMO!!!!!

È ARRIVATO IL MOMENTO CHE OGNUNO DI NOI AGISCA FATTIVAMENTE E DIMOSTRI CHE QUELL’IMPEGNO SOCIALE, CHE SI E’ ASSUNTO CON LA PARTECIPAZIONE AL COMITATO, È VERAMENTE SENTITO.

È IL MOMENTO DI DARE UN CONTRIBUTO REALE ALLA CAUSA AMBIENTALE PER IL NOSTRO TERRITORIO.

NON POSSIAMO PIU’ CONTINUARE A SUBIRE PASSIVAMENTE I ROGHI TOSSICI CHE BRUCIANO LE NARICI! PENETRANO NEI POLMONI!!! INCANCRENISCONO LE VOSTRE CELLULE!! QUELLE DEI VOSTRI FIGLI!!!

ADESSO DOBBIAMO PASSARE ALL’AZIONE E DIMOSTRARE DI DESIDERARE DI VIVERE IN UNA CITTA’ NORMALE!!! BASTA CON LA DELEGA!!!

 DOBBIAMO AGIRE DI PERSONA!!!

COME?

COSI’:

Quando ci imbattiamo in un deposito di rifiuti o in una vera e propria discarica abusiva, dobbiamo fare una segnalazione (con raccomandata con avviso di ricevimento) alla Procura della Repubblica, al sindaco (eventualmente anche solo protocollandola al Comune) e, se i rifiuti si trovano all’esterno del centro abitato, anche alla Provincia.

Sicuramente allegando alcune fotografie. E’ importante che in queste foto ci sia anche un quotidiano del giorno in primo piano in modo da dimostrare la data in cui la foto è stata scattata.

In allegato trovate i primi due file di segnalazione alla Procura e al sindaco del Comune. Se è necessario farlo anche alla Provincia potete utilizzare quello del Comune modificando l’intestazione.

Questa prima denuncia è FONDAMENTALE. Segnatevi bene la data in cui ricevete la ricevuta di ritorno della raccomandata oppure il numero di protocollo quando andate al Comune.

Da questo momento, il sindaco (o il presidente della Provincia) è tenuto a provvedere entro 30 giorni. O almeno, entro lo stesso termine, a rispondere alla nostra segnalazione, per esporre le ragioni del ritardo. Se non lo fa, è colpevole del reato di omissione di atti d’ufficio (art. 328 del codice penale), punibile con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032 euro.

Trascorsi i 30 giorni, possiamo inviare alla Procura la denuncia (terzo file allegato) in cui chiediamo di agire penalmente. Quindi mandiamo un esposto alla Procura della Repubblica competente, nei confronti del sindaco (o del presidente della Provincia) inadempiente.

La Procura è obbligata ad avviare l’azione penale.

LE DISCARICHE ABUSIVE SONO QUELLE CHE DANNO ORIGINE AI ROGHI. I ROGHI APPICCATI DAI ROM E DALLA CAMORRA. QUINDI SONO QUELLI CHE DOBBIAMO ATTACCARE.

IL SINDACO E IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA, SE SOLLECITATI DA TANTISSIME DENUNCE SARANNO COSTRETTI A RIMUOVERE COSTANTEMENTE I RIFIUTI NELLE ZONE INDICATE. QUESTO E’ UN PRIMO PASSO CON CUI NOI CITTADINI POSSIAMO CONCRETAMENTE CONTRIBUIRE A DEBELLARE I ROGHI TOSSICI.

MI RACCOMANDO!! È TUTTO MOLTO SEMPLICE. SVEGLIATEVI DAL LETARGO…. COMINCIATE A DENUNCIARE!!!

Esempio di segnalazione al Sindaco

Esempio di esposto alla Procura della Repubblica

Esempio del secondo esposto alla Procura della Repubblica

Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti: fondo per le spese legali a favore dei 31 attivisti di Terzigno

17 Ott

Nell’ultima riunione nell’ambito del Progetto dei Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti, tenutasi martedì 11 ottobre 2011 all’hotel Royal Continantal di Napoli, è stato stabilito di partecipare al FONDO istituito per affrontare le SPESE LEGALI per l’iter giudiziario dei 31 AMICI accusati ingiustamente di aver cercato di difendere il proprio territorio.

Un atto che non trova alcun fondamento se non quello di inibire le popolazioni dall’esprimere una lecita contrarietà e di DIFENDERE un proprio DIRITTO costituzionale.

Il link qui sotto vi permette di accedere al foglio excel (on line) dove indicare la somma che si intende impegnare a titolo personale o a nome di un’associazione, gruppo, movimento o rete.

https://docs.google.com/spreadsheet/ccc?key=0AjlvVZYDCSpgdDV6bW9iZGZxTGtZeF9lTTZHNXdnb3c&hl=en_US

A tal proposito, vogliate condividere questo messaggio per farvene portavoce nel vostro gruppo.

Ci aspettiamo la SOLIDARIETA’ di tutti.

Il totale raccolto sarà, inutile dirlo, interamente consegnato ai 31 amici nella persona del dott. Angelo Genovese.

Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti

Afragola: Denuncia discariche abusive contrada Leutrek

13 Ott

Denunciamo lo stato di abbandono e degrado del nuovissimo e mai inagurato Centro Servizi alle Imprese, costruito in Contrada Leutrek sul prolungamento di via Calvanese. Lo spazio verde intorno alla struttura è in completo abbandono, le erbacce sono diventate altissime tanto da non far più notare la zona pedonale, mentre in vari punti dell’ampia area sono state create piccole discariche abusive composte da rifiuti di ogni genere: materiali organici, chimici e residui tossici. E’ davvero uno scandalo la situazione di questa cattedrale nel deserto, un’area ricca di potenzialità lasciata nel più totale abbandono e degrado.

Dopo la prima pubblicazione delle foto scattate in contrada Leutrek, insieme al Consigliere Comunale del PD, Giovanni Boccellino, siamo tornati nell’area destinata al PIP ed al Centro Servizi per le imprese. Il Consigliere ci ha illustrato chiaramente la situazione attuale delle strutture e le finalità progettuali previste dall’amministrazione: ovviamente siamo lontanissimi dalla conclusione ed inagurazione dei vari edifici. Boccellino ci descrive le mille incongruenze dei vari progetti presentati ed approvati per l’area PIP: dal parco lineare a verde (teoricamente già inagurato) alla costruzione di due campetti di calcetto sostanzialmente inutili in quanto l’adiacente struttura sportiva comunale, lo Stadio Luigi Moccia, è ormai abbandonato da anni.

Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti: riunione all’hotel Royal Continental di martedì 11 ottobre 2011

12 Ott

Martedì 11 Ottobre 2011, presso l’hotel Royal Continental di Napoli, si è tenuta  una riunione nell’ambito del Progetto dei Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti. Ecco brevemente quelli che sono stati i temi all’ordine del giorno.

1. Nel segno della solidarietà, l’assemblea ha accolto Angelo Genovese per sentire dalla sua viva voce i dettagli dell’ingiusta emissione di 31 avvisi di garanzia destinati agli amici attivisti di Terzigno. Un provvedimento iniquo che svela una giustizia a due velocità: efficace ed agguerrita verso chi difende il proprio territorio, lenta e inefficace verso i veri colpevoli dello scempio ambientale, quali gli indagati del processo Cassiopea. Per dar corpo a questa SOLIDARIETÀ, l’assemblea ha stabilito di partecipare al fondo istituito per affrontare le spese legali per l’iter giudiziario e di aderire alle possibili azioni comuni che rappresentino il dissenso per un atto che non trova alcun fondamento se non quello di inibire le popolazioni dall’esprimere la lecita contrarietà e di difendere ad oltranza un diritto costituzionale.

2. Riguardo alla prescrizione dell’indagine CASSIOPEA e, per estensione, al traffico dei rifiuti tossici-industriali, si è deciso di sottoporre all’attenzione del Presidente della Repubblica che presiede il Consiglio Superiore della Magistratura, al Ministro della Giustizia ed alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, un documento che denunci il danno derivato dalla chiusura del processo, evidenziando quello che comporta la mancata persecuzione dei mandanti e degli esecutori di questo immane delitto ambientale: un “lasciapassare” insopportabile che premia un “modello d’impresa” che evade le procedure, rafforza corruzione e malavita, DEVASTA IL TERRITORIO. Un documento, che, inoltre, invochi una chance di ripresa o di re-interpretazione del processo che porti ad una sua riapertura ed evidenzi l’assenza di un quadro legislativo adeguato alla gravità dei reati ambientali. L’assemblea ha quindi deciso di lanciare a livello locale e nazionale una PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE per l’inasprimento delle pene per i disastri ambientali – che in primo luogo delegittimi la prescrizione del reato – oppure, in alternativa, di rintracciare un analogo movimento, qualora già esistesse, per aderirvi.

3. Restando nello stesso ambito, per l’inquinamento ambientale dei velenosi roghi della TERRA DEI FUOCHI, si è deliberato di condividere il modulo di segnalazione per le discariche abusive e per i cumuli di rifiuti tossici, coercitivo per l’amministrazione alla loro rimozione e, in caso di inadempienza, denunciabile alla Procura della Repubblica. L’assemblea ha anche deciso di partecipare a ”2013,  ANNO EUROPEO DELL’ARIA”,  lanciato dal Commissario all’Ambiente Janez Potocnik, con un dossier specifico descrittivo dell’estensione del fenomeno che ne denunci l’evidente gravità.

4. Continua l'”OPERAZIONE TRASPARENZA”: è ancora possibile sottoscrivere  l’appello per rendere pubblici i dati sull’operato dell’Assessorato all’Ambiente.

5. Infine, è ancora possibile sottoscrivere anche le OSSERVAZIONI AL PIANO REGIONALE, tradotte in Inglese, che nell’arco di una settimana saranno inviate a Bruxelles.

Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti: manifestazione a Chiaiano sabato 8 ottobre

9 Ott

Manifestazione a Chiaiano di sabato 8 ottobre. Foto tratta da http://www.napoliurbanblog.com

Si apre la campagna per la chiusura della discarica

Oltre 2.000 persone sono scese in piazza questo pomeriggio tra Chiaiano e Marano, nella manifestazione convocata dal Presidio permanente per rilanciare la mobilitazione per la chiusura della discarica. La manifestazione, partita dalla storica Rotonda Titanic, è stata convocata dopo i dati ufficiali che sono stati scoperti dai comitati in cui si evince in maniera palese il taroccamento delle cifre della capienza della discarica di Chiaiano da parte della Provincia di Napoli e della Regione Campania.

Si è aperta con la manifestazione di oggi una nuova fase, da queste parti la crisi non è solo l’impoverimento economico, l’aumento della precarietà e la perdita dei diritti, è anche un peggioramento della qualità della vita esponenziale. Qui a nord di Napoli tutte le sere si fanno i conti con la puzza, i veleni e tutti i disagi che questa discarica che si ostinano a rimpinzare di rifiuti, comporta.

Alla manifestazione erano presenti anche i sindaci di Marano, Mugnano, Calvizzano e Grumo Nevano, e per il Comune di Napoli il consigliere Pietro Rinaldi.

Nonostante la pioggia i manifestanti hanno sfilato in migliaia per le strade di Chiaiano e Marano fino alla fine di Via Cupa dei Cani, a poche centinaia di metri dall’ingresso della discarica, dove la Questura ha fermato il corteo. All’arrivo davanti al blocco della polizia i manifestanti hanno issato un’enorme striscione tra i palazzi che costeggiano la strada, chiudendo completamente Via Cupa dei cani. Sullo striscione alto 4 metri e lungo 8, c’era la scritta «Chiudiamo il sipario. Jatevenne» richiamando simbolicamente alla chiusura della discarica.

Si apre ora una fase nuova, in cui dobbiamo provare ad imporre la chiusura della discarica dal basso. Saremo presenti alla manifestazione degli indigati il prossimo 15 ottobre con dei pullman che partiranno proprio da Chiaiano, perchè non vogliamo pagare la crisi ne in termini economici ne in termini ambientali.

I manifestanti hanno annunciato che nelle prossime settimane ricorreranno anche all’occupazione della discarica se la Provincia di Napoli e la Regione Campania non comunicheranno la data di chiusura entro l’anno.

Per Venerdi’ 14 ottobre è stata convocata un’assemblea popolare alle ore 19 al presidio permanente per decidere le prossime tappe della campagna per la chiusura della discarica, mentre il 15 ottobre i comitati saranno a Roma nello spezzone di Uniti per l’alternativa.

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano

Rete Commons

Prescizione dell’inchiesta Cassiopea: la protesta dei Comitati dei Cittadini Campani in Piazza Plebiscito

7 Ott

Venerdì 30 settembre 2011, in occasione della visita a Napoli del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i Comitati uniti nella Rete dei Cittadini Campani per un Piano Rifiuti Alternativo hanno organizzato una manifestazione di protesta per esprimere la loro rabbia per l’esito fallimentare dell’inchiesta “Cassiopea”, conclusasi con la prescirizione dei reati di cui erano accusati i 95 imputati. Portata alla ribalta dagli scritti di Roberto Saviano, “Cassiopea”, la grande inchiesta condotta dalle Procure di Napoli e S. Maria Capua Vetere, avrebbe dovuto far luce sui traffici di rifiuti tossici che partivano dalle aziende del Nord Italia per andare ad inquinare le campagne del napoletano e del casertano. Il meccanismo era piuttosto semplice: per risparmiare sui costi di smaltimento dei rifiuti prodotti dalle loro industrie, imprenditori senza scrupoli pagavano i criminali della camorra che, a prezzi decisamente più bassi, li smaltivano sversandoli illegalmente nelle discariche ma anche nei terreni agricoli della regione. Arsenico, cadmio, piombo, rame, mercurio, cromo sono solo alcune delle sostanze che, data la natura argillosa dei terreni, si sono infiltrate in profondità, fino a raggiungere anche le falde acquifere. Un vero e proprio disastro ambientale, insomma, ma anche una catastrofe dal punto di vista sociale ed economico, per i danni provocati alle attività agricole di quella che una volta era una delle zone più fertili d’Italia ma soprattutto per lo spaventoso aumento di tumori e patologie nella popolazione di queste aree. Un distastro per il quale al giorno d’oggi non c’è nessun colpevole. Ed è questo il motivo per cui i in occasione della mostra “Da sud. La partecipazione del Mezzogiorno al processo di formazione dello Stato unitario” e del convegno “Nazione e libertà nel Mediterraneo del XIX secolo”, tenutisi nella mattinata di venerdì a Palazzo Reale, i Comitati hanno voluto gridare la loro rabbia, esponendo uno striscione in Piazza Plebiscito per testimoniare, al Presidente ed a tutte le autorità presenti, tutto lo sdegno e la vergogna per quelle lungaggini burocratiche che sono state alla base della fine di un’inchiesta il cui fallimento ha sostanzialmente lasciato impuniti dei reati gravissimi. Del gruppo di cittadini che per tutta la mattinata ha manifestato in Piazza Plebiscito – in cui spiccava la presenza di Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano ed attivista per i diritti, la pace e la tutela dell’ambiente – faceva parte anche una piccola delegazione del Comitato No Discariche dei Comuni a Nord di Napoli che ha la sua sede ad Afragola che, come prutroppo ormai sappiamo, è uno dei Comuni più colpiti dai traffici e dai roghi illegali di rifiuti tossici.

Cittadini campani per un piano alterantivo dei rifiuti: Comunicato della Rete dei Comitati Vesuviani

7 Ott

La Rete dei Comitati Vesuviani (Zero Waste Italia) esprime profonda preoccupazione nell’apprendere, dagli organi di stampa, la notifica di provvedimenti giudiziari a numerosi aderenti al Collettivo sociale Area vesuviana in prima linea, insieme agli altri comitati, nella lotta contro l’apertura e la “mala” gestione della discarica Sari e della possibile paventata apertura di cava Vitiello.

Pur nel rispetto dell’azione della Magistratura e della riservatezza dell’inchiesta, nell’esprimere solidarietà ai destinatari dei provvedimenti giudiziari, sentiamo l’obbligo di rimarcare alcune considerazioni.

In primo luogo la caduta dell’accusa che la protesta fosse guidata da frange dell’estremismo politico anarchico-insurrezionalista se non addirittura della criminalità organizzata come imprudentemente ipotizzato, all’epoca, da “autorevoli” esponenti del Governo nazionale.

L’azione dei comitati e movimenti contro le discariche del Vesuvio ha avuto sempre una forte connotazione di indignazione popolare che ha prodotto una straordinaria partecipazione dei cittadini di una vasta area del territorio vesuviano a difesa di valori costituzionali primari come il diritto alla salute, alla vita, alla salvaguardia dell’ambiente e che si sono opposti ad atti tesi alla devastazione del territorio e che altri soggetti, individuati da norme e leggi, avrebbero invece dovuto garantirne la tutela.

A ragione di ciò basta ricordare le diverse risoluzioni del Parlamento europeo che ha condannato ripetutamente il Governo italiano per palese violazione delle norme ambientali in Campania e la stessa Presidenza del Consiglio che, riconoscendo le ragioni della lotta delle popolazioni vesuviane, certificava la “mala gestione” della discarica Sari esonerando dal suo incarico il sottosegretario di Stato Bertolaso e cancellando in Parlamento l’apertura della discarica di Cava Vitiello.

Ragioni queste che da sole dovrebbero indurre una profonda riflessione su quei mesi di forte tensione, a nostro modesto avviso alimentata da un’inopportuna quanto sproporzionata militarizzazione del territorio che di fatto ha prodotto momenti di aspra contrapposizione, alimentata spesso da alcuni atteggiamenti di provocazione delle stesse forze dell’ordine tali da suscitare più di una perplessità.

E si rimane altrettanto sorpresi dalla tempestività e dal rigore di tali provvedimenti giudiziari quando da anni si attende ancora di conoscere i responsabili del disastro ambientale per lo sversamento illecito di tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi in vaste aree della Campania e del vesuviano, della mancata messa in sicurezza della discarica Sari in cui è accertato il conferimento di materiale non a norma che ha inquinato l’ambiente e creato pericoli certi sulla vita e sulla salute dei cittadini, della mancata pubblicizzazione, oramai da tempo immemorabile, dei dati dei prelievi di falda effettuati dall’Autorità giudiziaria e non ancora resi noti nonostante continue sollecitazioni, di accertare le responsabilità del disastro ambientale che organi dello Stato hanno prodotto con atti e provvedimenti contrari alle normative e di cui gli inquirenti hanno contezza da intercettazioni e da documentazione più volte inviata ed ancora sui tempi e modalità di chiusura e della successiva bonifica dell’attuale discarica Sari.

A tutto questo aggiungasi l’enorme tributo che la popolazione vesuviana sta pagando e pagherà nei prossimi decenni, in termini di salute, per mancato controllo di organi preposti, per la totale assenza d’intervento dell’autorità di tutela e per chiare connivenze imprenditoriali-politico-criminali che hanno goduto di impunità assoluta nel compromettere irrimediabilmente l’ecosistema vesuviano e non solo.

Queste considerazioni attendono una risposta immediata e chiara per evitare che nei cittadini si insinui il dubbio dei “due pesi e due misure” e alimenti ulteriormente la sfiducia verso quelle istituzioni che la Costituzione pone a garanzia del diritto e dell’uguaglianza di tutti gli individui nei confronti della legge.

Rete dei Comitati vesuviani (Zero Waste Italia)

Denuncia roghi tossici in Via Ferrarese ad Afragola

5 Ott

I cittadini del quartiere Saggese – Ferrarese di Afragola denunciano i gravi disagi ed i rischi per la salute provocati dai continui roghi che da alcuni giorni colpiscono i terreni situati tra la zona dei binari della TAV e le abitazioni situate nei pressi degli incroci tra Via Ferrarese, Via Don Gaetano Capasso e Via Sossio Del Prete. L’aria è resa irrespirabile dal fumo che si sprigiona per la combustione di sterpaglie, molto probabilmente miste a rifiuti, che bruciano a pochi passi dalle case dei cittadini.

 Il momento più pericoloso è stato vissuto quando le fiamme sono arrivate a lambire la sede di un deposito autorizzato di bombole di gas: l’intervento di Polizia Municipale e Vigili del Fuoco ha scongiurato danni ancora peggiori, ma resta la gravità della situazione di un’area già da tempo abbandonata al degrado. Lungo Via Ferrarese, infatti, i cumuli di rifiuti di ogni genere si susseguono praticamente senza soluzione di continuità. Copertoni di pneumatici di auto e camion, lamiere, oggetti di arredamento, bottiglie, lastre di metallo, frammenti di guaine bituminose: sono solo alcuni dei materiali illegalmente sversati a cui si trova di fronte chiunque attraversi questa lunga strada che collega la zona intorno ad essa con Via Saggese e con il vicino comune di Casalnuovo. I roghi denunciati dai cittadini vanno dunque a costituire un’ulteriore criticità per questo quartiere, nato senza alcuna progettazione urbanistica e che quindi dovrebbe essere al centro di una seria politica di riqualificazione e bonifica da parte dell’amministrazione comunale di Afragola, che invece in questi anni, purtroppo, si è mostrata piuttosto distante rispetto alle sue problematiche e sorda verso le richieste e le denunce avanzate dai suoi abitanti.

Il Comitato no discariche dei Comuni a Nord di Napoli invita tutti i cittadini afragolesi a segnalarci ed a denunciare tutti i problemi legati agli sversamenti illegali di rifiuti ed a roghi di sostanze tossiche: è il primo passo da fare per provare a mettere fine a questo dramma e per tutelare la salute di tutti noi!!!

Comunicato del Coordinamento Regionale Rifiuti sull’inchiesta Cassiopea

5 Ott

Cassiopea: quando una sentenza fa più danni del reato che intende punire

Da qualche giorno, insieme ai rifiuti tossici sparsi per l’intero territorio regionale, è stata intombata anche l’inchiesta Cassiopea.

Avviata nel 1999 dal Pubblico Ministero Donato Ceglie della procura di Santa Maria Capua Vetere, l’inchiesta ha visto coinvolti numerosi industriali che, grazie alla complicità della malavita locale, sversavano nelle campagne del napoletano e del casertano migliaia di tonnellate di materiale tossico, scarto delle lavorazioni delle industrie siderurgiche, metallurgiche, cartarie e conciarie del nord Italia.

Le clamorose lungaggini del processo, dovute ad un indecente e non casuale “palleggio” di carte e ben 120 faldoni tra la Procura di S. Maria Capua Vetere e quella di Napoli per stabilire la relativa competenza territoriale, ha determinato uno slittamento della prima udienza preliminare di oltre 6 anni, consentendo che alcuni dei reati minori, di cui erano accusati i 95 imputati, finissero in prescrizione.

Ma, fatto ancora più grave, il Giudice dell’udienza preliminare, Giovanni Caparco, ha stabilito il non luogo a procedere per capi di imputazione gravissimi, quali l’associazione a delinquere, il disastro ambientale e l’inquinamento delle falde acquifere.

Un vero e proprio squasso giudiziario che, al di là dell’assoluzione dei 95 imputati, ha l’infausto effetto di minimizzare, se non annientare, la portata delle gravissime ed incalcolabili ferite inferte al territorio campano ed alla salute dei suoi cittadini, con un’ipoteca incalcolabile sulla salute delle future generazioni che ha il sapore di un crimine contro l’umanità.

Di fronte ad un simile scempio, parte della stampa locale ha assunto atteggiamenti provocatori verso il Dott. Ceglie, pubblico ministero che ha avuto il grande merito di scoperchiare la pentola delle più oscure nefandezze ambientali che si compivano sul nostro territorio; compito della stampa dovrebbe essere, a nostro avviso, piuttosto quello di domandarsi per quale motivo alle conclamate devastazioni del territorio, ormai saturo fino all’evidenza di rifiuti tossici, non ne sia conseguita, nella vicenda Cassiopea, l’individuazione dei colpevoli, pur in presenza di filmati, intercettazioni telefoniche e altri innumerevoli elementi probatori.

A simili vicende si sommano, come ulteriore elemento di indebolimento dell’azione di contrasto alle ecomafie, le recenti improvvide intenzioni manifestate dal legislatore, tra le quali registriamo il tentativo di abolizione dei certificati antimafia e l’ipotesi di abbandono del sia pur inadeguato sistema di controllo satellitare denominato Sistri.

Come comitati ed associazioni ambientaliste che da anni si occupano della tutela del territorio campano, pretendiamo che la Procura proponga appello avverso la sentenza di proscioglimento intervenuta nella vicenda cd. Cassiopea, al fine chiarire una storia che scandalizza le nostre coscienze e mina la credibilità delle istituzioni.

Chiediamo conseguentemente che la più alta carica dello Stato ed il Consiglio Superiore della Magistratura osservino con attenzione l’evolversi della vicenda Cassiopea, per la sua importanza e per l’innegabile rilievo che essa ricopre nell’ambito delle necessarie azioni di contrasto al sistema delle ecomafie.

Il Comitato No Discariche dei Comuni a nord di Napoli denuncia la drammatica situazione della gestione dei rifiuti urbani ad Afragola

4 Ott

AFRAGOLA: IL FALLIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE NESPOLI SULLA QUESTIONE RIFIUTI E AMBIENTE

SIAMO ORMAI AD OTTOBRE 2011 ED E’ EVIDENTE IL FALLIMENTO DELL’ AMMINISTRAZIONE AFRAGOLESE.

ECCO PERCHE’:

  • LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E’ AI LIVELLI MINIMI E NON RAGGIUNGERA’ MAI IL 50% ENTRO FINE ANNO COME RICHIESTO DALLA LEGGE E COME PRETESO DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA CHE IL 7 OTTOBRE DOVREBBE COMMISSARIARE LA GESTIONE RIFIUTI;
  • IN TRE ANNI NON SI SONO VISTE LE TANTO ANNUNCIATE ISOLE ECOLOGICHE NONOSTANTE I FONDI FOSSERO GIA’ STANZIATI. I CITTADINI SONO ALLO SBANDO, NON SANNO DOVE DEPOSITARE GLI INGOMBRANTI ED ALTRI MATERIALI. ECCO PERCHE’ AUMENTANO A DISMISURA LE DISCARICHE ABUSIVE A CIELO APERTO SUL NOSTRO TERRITORIO;
  • NON SI SA PIU’ NULLA DEL TANTO PUBBLICIZZATO SITO DI COMPOSTAGGIO, CON QUESTA AMMINISTRAZIONE NON SARA’ MAI REALIZZATO;
  • ANCORA NON ABBIAMO UN CONTRATTO SERIO CON UNA DITTA PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI. SI VA AVANTI DA ANNI CON DEROGHE E L’ULTIMA GARA, MOLTO CONTESTATA E CONTROVERSA, CHE HA VISTO LA PRESENTAZIONE DI UN’UNICA OFFERTA ANCORA E’ FORTEMENTE IN BILICO E NON SI SA QUANDO SARA’ AGGIUDICATA;
  • IN TRE ANNI E’ GRAVEMENTE PEGGIORATO IL PROBLEMA DEI ROGHI TOSSICI SUL NOSTRO TERRITORIO DANNOSISSIMI PER LA SALUTE DEI CITTADINI SENZA CHE L’AMMINISTRAZIONE FACCIA NULLA PER REPRIMERLI;
  • IN CAMPAGNA ELETTORALE L’ATTUALE SINDACO AVEVA GARANTITO CHE IN CASO DI VITTORIA SI SAREBBE DEDICATO ALLE BONIFICHE DEL TERRITORIO. NULLA E’ STATO FATTO, ANZI LA SITUAZIONE E’ DECISAMENTE PEGGIORATA;
  • QUESTA AMMINISTRAZIONE AUTORITARIA E SORDA RIFIUTA IL DIALOGO CON I COMITATI E I CITTADINI, VA AVANTI PER LA SUA STRADA FATTA SOLO DI AFFARI PERSONALI E NON DI INTERESSE PUBBLICO E TUTELA DEI BENI COMUNI;

 ORMAI E’ EVIDENTE L’INCAPACITA’ DI QUESTA AMMINISTRAZIONE DI AFFRONTARE E RISOLVERE DEFINITIVAMENTE QUESTE PROBLEMATICHE PRIORITARIE PER GARANTIRE UNA QUALITA’ DELLA VITA ACCETTABILE PER I CITTADINI.

QUESTA AMMINISTRAZIONE SE NE DEVE ANDARE!

IL NOSTRO COMITATO PRESENTERA’ PRESTO ALLA CITTA’ UN SERIO PIANO RIFIUTI CHE CI ASPETTIAMO SIA FATTO PROPRIO DALLA FUTURA NUOVA AMMINISTRAZIONE CITTADINA.

COMITATO NO DISCARICHE COMUNI A NORD DI NAPOLI

Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti: Operazione trasparenza

4 Ott

Ecco la lettera che la Rete dei Cittadini Campani per un Piano Alterantivo dei Rifiuti ha inviato al vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano per chiedere la pubblicazione continua ed aggiornata delle informazioni riguardanti la gestione dei rifiuti urbani nella città di Napoli.

Lettera Pubblica all’Assessore all’Ambiente

Gentile Dott. Tommaso Sodano,

I Cittadini Campani per un Piano Alternativo dei Rifiuti chiedono siano rese note, a tutta la cittadinanza, le INFORMAZIONI AGGIORNATE relative alla gestione dei rifiuti urbani nella città di Napoli, con riferimento a quanto stabilito nella delibera n. 739 del 16/06/2011 e nell’ordinanza sindacale n. 67 del 26/07/2011.

Ciò al fine di poter VERIFICARE L’OPERATO dell’Amministrazione Comunale, supportare le azioni positive intraprese e svolgere quella attività di informazione dei cittadini essenziale per la partecipazione democratica e la soluzione di questo grave problema.

Siamo quindi a chiederLe, in quanto ciò è dovuto, di operare nella TRASPARENZA, perché essa è parte integrante dell’azione di governo e, a tal riguardo, La invitiamo a indire un incontro pubblico che oltre a dirimere le questioni di cui ci facciamo portatori, spieghi le modalità con cui l’assessorato intende rispettare l’impegno della COMUNICAZIONE.

Nell’occasione, sarà nostra cura ed onore, consegnarLe le firme raccolte durante la petizione con la quale tanti CITTADINI NAPOLETANI e campani chiedono l’avvio immediato della raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti solidi urbani in tutte le municipalità.

In particolare si chiede di :

a) Conoscere nel dettaglio i piani operativi per l’estensione della raccolta differenziata alle aree come indicato all’art.1 della suddetta delibera. Nel caso di eventuali rallentamenti e/o imprevisti si chiede di conoscerne le motivazioni;

b) Visionare il nuovo Piano per la raccolta differenziata che, così come indicato all’art. 2 della suddetta delibera, dovrebbe essere pronto. Nel caso di eventuali rallentamenti e/o imprevisti si chiede di conoscerne le motivazioni;

c) Visionare il Piano operativo per la Prevenzione e Riduzione dei Rifiuti che, così come indicato all’art. 2 della suddetta delibera, dovrebbe essere pronto. In caso tale piano non fosse ancora ultimato si chiede di conoscerne le ragioni.

d) Visionare gli atti relativi alla definizione e localizzazione degli impianti di compostaggio, degli impianti di valorizzazione dei rifiuti ingombranti e degli impianti di pre-selezione e valorizzazione della carta, cosi come definito all’art. 6/b della delibera.

e) Conoscere quali azioni il Comune di Napoli ha intrapreso o intende intraprendere per bloccare la realizzazione dell’inceneritore di Napoli Est.

f) Conoscere quale soggetto amministrativo è stato incaricato per la verifica ed il controllo degli impegni assunti come indicato all’art. 9 della delibera. Inoltre si chiede di conoscerne le valutazioni e le riflessioni emerse.

g) Con riferimento all’attività dell’ASIA spa, si chiede di conoscere il corrispettivo (Euro/ton) medio mensile che l’ASIA spa riceve dal CONAI per le singole materie conferite. In particolare, interessa conoscere il valore ottenuto dividendo il corrispettivo totale mensile di ogni materiale per il totale delle tonnellate conferite.

COMITATO DI QUARTIERE BARRA

COMITATO NO DISCARICA AFRAGOLA e COMUNI A NORD DI NAPOLI

COORDINAMENTO NO DISCARICHE NE’ A SCAMPIA NE’ ALTROVE

DONNE DEL 29 AGOSTO

FEDERAZIONE ASSOCAMPANIAFELIX

PROGETTOCITTADINICAMPANI 

per  un  piano  alternativo  dei  rifiuti