“Adotta un quartiere”: la proposta del nostro Comitato per Napoli

27 Giu

Il Comitato NO Discariche dei Comuni a Nord di Napoli si fa promotore di una proposta concreta per contribuire in prima persona alla partenza della raccolta differenziata porta a porta diffusa su tutto il territorio di Napoli. Sulla scorta del grande successo riscontrato ad Afragola nel Parco La nuova casa, proponiamo di far ‘adottare’ a ciascun Comitato un quartiere della città di Napoli, dove adottare il modello e l’approccio di comunicazione, sostegno e controllo attuato con successo ad Afragola. Ecco nel dettaglio il nostro progetto.

PROGETTO ‘ADOTTA UN QUARTIERE’

Modello di partecipazione pubblica per la diffusione della raccolta differenziata nel Comune di Napoli

Premessa

Il progetto di seguito dettagliato ha lo scopo di fornire all’Amministrazione Comunale di Napoli una proposta concreta di partecipazione attiva dei Comitati e Associazioni di cittadini allo scopo di contribuire in maniera diretta al processo in atto di avvio e diffusione sull’intero territorio comunale della raccolta differenziata dei rifiuti. Tale proposta trova ispirazione dalla rinvigorita esigenza di partecipazione e di proposizione dal basso con i cittadini che con questa Amministrazione hanno iniziato da pochissimo tempo un percorso di democrazia partecipata tutta ancora da costruire. Questa iniziativa può costituire un passo decisivo verso l’operatività di una fattiva collaborazione tesa ad un obiettivo comune: il raggiungimento in tempi brevi di elevate percentuali di raccolta differenziata (70% in sei mesi). Tale obiettivo è decisamente sfidante ma non sembra irraggiungibile se le sinergie di intenti e risorse possono integrarsi pienamente sotto la regia attenta dell’Assessorato all’ambiente e l’integrazione operativa tra Asìa e Comitati/Associazioni. La partecipazione a titolo assolutamente gratuito di volontariato dei Comitati e Associazioni che vorranno aderire costituisce un segnale significativo e dirompente della svolta decisiva in termini di partecipazione dal basso che può determinare una volta e per tutte il reale cambiamento di rotta nel problema della gestione rifiuti a Napoli. Oggi i cittadini volontari che partecipano attivamente a Comitati e Associazioni, costituitesi sull’onda dell’indignazione determinata dalla crisi ventennale di rifiuti, costituiscono una risorsa che il Comune non può assolutamente trascurare. Si tratta di donne e uomini che, oltre ad un livello elevato di consapevolezza dell’enormità del problema, hanno acquisito una competenza sul problema rifiuti prossima a quella di tecnici esperti dell’ambiente. Il mettersi gratuitamente a disposizione per il raggiungimento di un obiettivo importante come questo è un segnale inequivocabile di quanto la popolazione abbia a cuore la risoluzione di questo problema e quanto reputi determinante il riappropriarsi di una dignità che parte dalla necessità di considerarsi un paese civile e che aspira ad essere ai livelli delle grandi città europee.

Articolazione tecnica del Progetto

Definizione della lista dei partecipanti e dei Quartieri di progetto

L’assessorato all’ambiente elaborerà una prima lista di Comitati e Associazioni (da qui denominati ‘gruppi di volontari’) che si mostreranno disponibili alla partecipazione al progetto. Per ciascun gruppo dovranno essere comunicati il numero di aderenti al gruppo e le generalità di tutti i partecipanti e dovranno essere comunicati all’assessorato eventuali variazioni nella composizione del gruppo anche in corso di progetto. Ogni gruppo comunicherà un proprio referente che sarà l’interfaccia diretta con lo staff dell’Assessorato all’ambiente.

Di concerto con l’Asìa e le municipalità, l’Assessorato determinerà una mappa di quartieri in cui suddividere le varie municipalità dalla città. Questa attività è importante in quanto andranno definiti con chiarezza le strade e i civici rientranti in ciascun quartiere. Sarà necessario individuare quartieri di diverse dimensioni per dare la possibilità di partecipazione a gruppi con numero variabile di aderenti in modo da rendere sostenibile l’impegno anche per piccoli gruppi di volontari. Ad ogni gruppo sarà assegnato almeno un referente Asìa che seguirà l’intero progetto con quel gruppo. Il referente del gruppo di volontari e il referente Asìa svolgeranno riunioni periodiche con lo staff dell’assessorato e il consiglio di amministrazione di Asìa.

Andranno individuati quartieri delle seguenti dimensioni in termini di popolosità: 1.000 nuclei familiari, 3.000 nuclei familiari, 5.000 nuclei familiari. In media per ciascun volontario può considerarsi sostenibile l’impegno volontario a fronte di un massimo di 100 nuclei familiari. Ciò significa che un gruppo di volontari può essere formato minimo da 10 persone che possono coprire senza particolari problemi un quartiere di 1.000 nuclei familiari. Per gruppi più numerosi si passerà a quartieri a maggiore densità abitativa.

 Assegnazione dei quartieri

A ciascun gruppo di volontari sarà data la possibilità di scegliere il quartiere che si preferisce adottare. Ciò in considerazione del fatto che possono chiaramente esserci gruppi che conoscono bene la realtà sociale di un determinato quartiere e preferiscono dunque dedicarsi a quel tipo di contesto.

In mancanza di una scelta diretta da parte del gruppo di volontari sarà l’Assessorato all’ambiente ad assegnare il quartiere.

Terminato un progetto in un quartiere, appena questo si riterrà tecnicamente concluso di concerto con l’Assessorato (vedi paragrafo specifico), è libera la scelta, da parte del gruppo, di aderire all’adozione successiva di un nuovo quartiere nel caso ce ne siano ancora di non coperti da progetti. Gradualmente il progetto si estenderà a tutti i quartieri in cui la città è stata suddivisa.

Durata della partecipazione volontaristica per ciascun quartiere

Un progetto di avvio e monitoraggio/controllo in un singolo quartiere può variare da un minimo di due a un massimo di tre mesi di partecipazione volontaria. La variabilità può essere in funzione della maggiore o minore capacità della cittadinanza di recepire e aderire efficacemente alla raccolta differenziata.

Solo successivamente a tale fase di avvio il Comune potrà proseguire in autonomia con risorse proprie a successive fasi di sensibilizzazione verso una raccolta di qualità ed ulteriori iniziative a sostegno della diffusione di cultura dei rifiuti zero e iniziative di comunicazione/informazione sulla filiera dei rifiuti con reportage fotografici e filmati che dimostrino con certezza come il rifiuto venga riassorbito in maniera corretta dalla catena del riciclo.

 Avvio del progetto di quartiere

Al gruppo di volontari a cui è stato assegnato un quartiere sarà consegnato un report con l’indicazione precisa delle strade e numeri civici e tutti i dettagli possibili sulla zona interessata.

I volontari dovranno essere identificabili con specifiche pettorine di colore arancio fornite dal Comune.

Si procederà quindi con le seguenti attività a cura del gruppo con l’ausilio del referente Asìa:

  • Iniziative di prima informazione circa l’iniziativa che sta per partire: primo volantino da distribuire nel quartiere;
  • Individuazione di luoghi pubblici o privati dove organizzare incontri con la collettività;
  • Suddivisione dei nuclei familiari in gruppi al massimo di 100 partecipanti per organizzare gli incontri di cui sopra allo scopo di sensibilizzare, informare, educare i cittadini;
  • Organizzazione ed esecuzione incontri in cui saranno dati tutti i dettagli possibili circa l’avvio e le modalità con cui si svolgerà la raccolta differenziata nel quartiere;
  • Iniziative libere da parte del gruppo allo scopo di focalizzare l’attenzione della collettività;
  • Porta a porta per distribuzione kit per la differenziata (buste e contenitori); calendario di raccolta; informazioni su isole ecologiche ed altre modalità di raccolta; materiale informativo sul compostaggio; materiale informativo sul gruppo di volontari ed eventualmente altro materiale che il Comune riterrà di dover distribuire.

Dopo la fatidica data di inizio della raccolta differenziata nel quartiere si passerà alla fase successiva di monitoraggio e controllo e successivamente alla dichiarazione ufficiale della chiusura del progetto (vedi paragrafi successivi).

 Materiale necessario e dettaglio iniziative

Pettorine: di colore arancio con la scritta ‘Volontari per l’ambiente’, il logo del Comune e, se richiesto dal Comitato o Associazione, il logo del gruppo. Quest’ultimo al fine di riconoscere e premiare l’identità del singolo gruppo di volontari.

Primo volantino. Conterrà le seguenti informazioni: motivazioni dell’iniziativa in sintesi; indicazione del gruppo di volontari che agirà sulla zona; richiesta di massima disponibilità da parte dei cittadini verso i volontari; data precisa da cui si partirà con la raccolta differenziata; indicazione delle iniziative che seguiranno.

Incontri di sensibilizzazione, informazione, educazione: gli incontri saranno liberamente strutturati dal gruppo di volontari dando la possibilità a questi di potersi esprimere in totale libertà e concedendo spazio alla fantasia e alla creatività. Un’idea potrebbe essere quella di organizzare incontri/dibattito interattivi con proiezioni di filmati, momenti musicali e artistici. L’obiettivo è sensibilizzare partendo dallo scempio ambientale che viviamo oggi e far capire come con la raccolta differenziata saremo capaci di attivare un ciclo virtuoso dei rifiuti con cui riusciremo a fare a meno anche delle discariche e dell’incenerimento. In questi incontri può essere presentato il piano rifiuti del Comune di Napoli in cui il punto focale su cui porre l’attenzione è la fondamentale collaborazione dei cittadini che in questa catena del riciclo si porranno nella posizione determinante di chi deve avviare il ciclo nella maniera corretta.

Gli incontri andranno pubblicizzati con volantini col porta a porta indicando data, ora e luogo dell’incontro.

Il gruppo di volontari sarà libero di organizzare altri eventi di vario genere che attraggano l’attenzione dei cittadini dando spazio alla propria creatività: eventi artistici in strada o al chiuso, installazione di gazebo informativi, auto con altoparlanti per diffondere messaggi, laboratori per i bambini e gli anziani, e così via. Iniziative cioè che garantiscano la totale integrazione, condivisione di informazioni e che svolga anche una sostanziale funzione sociale di aggregazione, allo scopo di diffondere il messaggio che il problema rifiuti è di tutti e tutti insieme dobbiamo risolverlo.

Kit per la differenziata: buste in mater-bi per la raccolta dell’umido, buste di plastica di diverso colore (trasparenti) per i restanti materiali secchi (plastica, alluminio, carta, indifferenziato, etc.). Contenitori di diverso colore per i diversi materiali da dover distribuire a ciascun nucleo familiare per il porta a porta.

Calendario della raccolta: Il calendario dovrà contenere l’indicazione precisa del giorno di raccolta dei diversi materiali, specificando che il deposito deve avvenire la sera precedente dalle ore 21.00 in poi.

Secondo volantino: dovrà contenere riferimenti telefonici del gruppo di volontari, dell’Asìa, del Comune per avere tutte le informazioni necessarie sulla raccolta. Indicazione dell’ubicazione delle isole ecologiche e le modalità di deposito per rifiuti speciali, medicinali scaduti, olii esausti, neon e lampadine, pile scariche, numeri di telefono per il ritiro a domicilio di ingombranti.

Dovrà essere fornito dal Comune il seguente materiale: pettorine, primo e secondo volantino, kit per la differenziata, materiale informativo sul compostaggio ed altro materiale che il Comune dovesse ritenere necessario.

Distribuzione kit per la raccolta differenziata

La distribuzione dei kit dovrà essere porta a porta. Il volontario consegnerà il materiale dovuto fornendo tutte le spiegazioni richieste. Il tempo da dedicare a ciascun utente è variabile e a discrezione dell’operatore.

Il primo rifornimento di buste deve garantire una copertura almeno trimestrale.

Esercizi commerciali, uffici pubblici e privati, scuole, ospedali

Nel progetto rientrano esclusivamente i nuclei familiari e non esercizi commerciali, uffici pubblici e privati, scuole, ospedali ed altre strutture non adibite ad abitazione privata.

Compostaggio domestico

Nel caso di nuclei familiari che vivono in soluzioni abitative che prevedono spazi verdi è possibile avviare il compostaggio domestico. In tali casi il volontario distribuirà apposito materiale informativo sul compostaggio domestico dando le dovute spiegazioni. E’ da verificare con l’Assessorato all’ambiente la possibilità che il Comune si faccia carico di fornire le compostiere a quei nuclei che ne facciano espressa richiesta attraverso il gruppo di volontari.

Attività di monitoraggio e controllo

Dal giorno dell’avvio della raccolta differenziata nel quartiere si passa alla fase di monitoraggio e controllo. Il gruppo di volontari si organizzerà in turni serali per almeno le tre settimane successive all’avvio allo scopo di assistere i cittadini, vigilare sul corretto comportamento ed educare alla corretta differenziata. Compito dell’Asìa sarà invece quello di garantire il rispetto degli orari e dei giorni di raccolta.

Eventuali violazioni nel corretto comportamento di deposito materiali da parte dei cittadini potranno essere denunciati dal gruppo di volontari alla polizia municipale per provvedere alle dovute sanzioni amministrative nei confronti dei responsabili. Sarà necessario intensificare la presenza di vigili urbani nelle settimane successive all’avvio della raccolta differenziata.

Modalità di riapprovvigionamento buste

La modalità di riapprovvigionamento delle buste dovrà essere definita dall’Assessorato all’ambiente e dall’Asìa che si faranno carico di tale attività nei tempi necessari prima che gli utenti rimangano sprovvisti di buste.

Conclusione progetto

Terminate le tre settimane di monitoraggio e controllo si procederà ad un’apposita riunione tra i referenti del gruppo di volontari, Asìa, Assessorato per valutare i primi risultati ed eventualmente dichiarare la conclusione del progetto in quel quartiere. La conclusione sarà ufficialmente dichiarata solo se tutte le parti si reputano soddisfatti e confidenti sulla buona qualità del risultato raggiunto.

Il caso ‘Parco La nuova casa’ di Afragola

I promotori del seguente progetto ‘Adotta un quartiere’ sono i membri del Comitato NO Discariche dei Comuni a Nord di Napoli. Il Comitato da deciso di avanzare tale proposta sulla base dell’esperienza personale condotta nel Comune di Afragola.

In quel caso è stato adottato un Parco con 180 nuclei familiari per un totale di circa 700 abitanti, l’1% della popolazione afragolese.

Il ‘Parco La nuova casa’ è inserito in un contesto sociale difficile, quello del Rione Salicelle di Afragola. Rione degradato dove però il Parco costituisce quasi un’isola felice con una propria precisa identità che punta sempre a distinguersi dalla parte del rione in cui dilaga criminalità e degrado. Gli abitanti del Parco, come quelli dell’intero rione, erano abituati ai cassonetti di metallo per strada in cui riversavano qualsiasi tipo di rifiuto.

Il Comitato decise di adottare quel Parco a fine febbraio 2011, quando il Comune avviò una fase sperimentale di raccolta differenziata in alcuni grossi condomini della città. I rapporti del Comitato con l’Amministrazione comunale sono sempre stati conflittuali sin dalla sua nascita. L’Amministrazione non ha mai riconosciuto il ruolo e la valenza del Comitato non accettando mai un dialogo finalizzato ad una corretta impostazione di un ciclo virtuoso dello smaltimento rifiuti nella città. Nonostante ciò il Comitato, invitato dalla Protezione civile comunale, decise di partecipare volontariamente al progetto proprio per monitorare da vicino l’esperimento ed impegnarsi affinché l’amministrazione non potesse dichiarare fallito un tentativo che sapevamo invece poter andare a buon fine col suo impegno.

Il Parco ‘La nuova casa’ sarebbe partito con la raccolta differenziata il giorno 21 marzo 2011, inizio della primavera.

Il Comitato, con i propri volontari, ha provveduto, a sue spese, a fare diversi passaggi di volantinaggio in cui si annunciava la necessità dell’avvio della differenziata nel loro Parco in via sperimentale. La grossa difficoltà lì è stato superare lo scetticismo verso l’amministrazione comunale (che non sembrava affatto sensibile al problema rifiuti), verso la ditta di raccolta rifiuti e soprattutto verso l’efficacia effettiva di un’iniziativa del genere dal momento in cui, per sentito dire o a seguito di documentazione video, in tutta la città girava voce che la ditta provvedesse, in zone in cui la differenziata c’era già, a mischiare i materiali per conferirli comunque tutti in discarica.

Il Comitato ha organizzato diversi eventi nel parco per sensibilizzare i cittadini al problema e fargli capire l’importanza di un ciclo virtuoso dei rifiuti. Serate-dibattito, gazebo informativi, porta a porta, hanno permesso di instaurare un rapporto di fiducia con i cittadini.

Il fatto di essere lì presenti nelle sere successive all’avvio della differenziata, in alcuni casi ad aprire le buste per verificare la corretta separazione dei materiali, ha contribuito a fare sentire la gente sicura e con una guida. Il fatto di aver controllato l’operato della ditta, telefonando in caso di ritardo nella raccolta, sollecitando l’intervento, ha fatto capire ai cittadini che finalmente adesso c’era qualcuno che effettivamente era dalla loro parte.

Il risultato è che in un mese nel Parco ‘La nuova casa’ si è raggiunto il 70% di raccolta differenziata. Oggi quel Parco è il fiore all’occhiello del Rione e dell’intera città, più di prima. All’interno del Parco e nelle immediate vicinanze adesso è tutto pulito mentre se si gira l’angolo e si accede all’interno del Rione dove la differenziata non c’è si incontrano montagne di spazzatura. Quelle stesse montagne oggi ci sarebbero anche immediatamente fuori al Parco se oggi non facessero la differenziata, e di questo adesso sono tutti consapevoli.

I condomini del Parco stanno realizzando una loro isola ecologica interna che gli consentirà di tenere distinto tutto il materiale correttamente e di predisporlo per la raccolta della ditta. Questo è un segnale evidente di quanto sia cambiata la cultura e la sensibilità verso il problema.

Se il Sindaco di Portici, in una nota trasmissione televisiva, definì i porticesi degli ‘scienziati’ nel momento in cui passarono alla raccolta differenziata, non c’è che dire, i cittadini del Parco ‘La nuova casa’ di Afragola possono essere dei finiti senza problemi dei ‘Premi Nobel’.

Questo è il biglietto da visita che oggi il Comitato può mostrare per indicare a tutti, ad Afragola, che raggiungere altissime percentuali di raccolta differenziata in tempi brevi è possibile. Soprattutto nel momento in cui si tenta di far fallire un esperimento dando la colpa ai cittadini, da oggi questo non sarà più possibile.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: