Il report completo dell’incontro del 23 giugno con il vicesindaco Tommaso Sodano – tutti gli interventi dei rappresentanti dei Comitati

25 Giu

Report dell’incontro tenutosi a Palazzo San Giacomo il 23 giugno 2011 tra l’Assessore all’Ambiente Tommaso Sodano e i comitati, le associazioni e i cittadini sulla questione rifiuti.

L’assessore Tommaso Sodano apre l’incontro accogliendo con piacere la grande partecipazione e invitando tutti a trovare, anche con l’aiuto dell’assessore Lucarelli, che ha la specifica delega alla democrazia partecipativa, forme per una migliore organizzazione e partecipazione dei cittadini alle decisioni e alle scelte dell’amministrazione. Attualmente stiamo lavorando con una mailing list – dice l’assessore – con cui possiamo scambiarci continuamente gli aggiornamenti e coloro che vogliono ricevere notizie sui prossimi appuntamenti e dare il loro contributo possono iscriversi inviando una mail all’indirizzo dell’assessorato (assessorato.ambiente@comune.napoli.it)

La città è sotto ricatto – prosegue l’assessore – perchè sull’emergenza sono state costruite sacche di clientelismo politico che non si vogliono distruggere ed e’ evidente che è in atto un’azione di sabotaggio dell’attività dell’amministrazione.

Nella giornata di ieri si è riusciti a ridurre la giacenza dei rifiuti di circa 150-200 tonnellate, ma ci sono ancora nelle strade 2350 tonnellate di rifiuti.

Il piano giornaliero dei flussi, concordato con Regione e Provincia, prevedeva un impegno a ritirare 400 tonnellate al giorno di rifiuti, oltre alla produzione giornaliera. Il che, per ora, non è stato possibile rispettare per i problemi connessi al conferimento e al meccanismo dei flussi.

Pertanto, oggi è stata emessa un’ ordinanza per far fronte al rischio igienico sanitario, annunciato anche dallASL.

Con la ordinanza citata dall’assessore si è disposta la raccolta dei rifiuti senza soluzione di continuità, 24 ore su 24, la rimozione immediata dei cumuli che ingombrano le strade di Napoli, disinfettanti sui cumuli anche per prevenire il cattivo odore, la riduzione degli imaballaggi, il divieto di utilzzo di materiali plastici per gli esercizi commerciali, il divieto di lasciare cartoni in strada da parte dei commercianti.

Il rischio sanitario è concreto – prosegue Sodano – ed è aumentato dai roghi dolosi appiccati quotidianamente che rappresentano una ulteriore difficoltà per lo smaltimento, perchè i rifiuti bruciati vanno portati in discariche autorizzate di secondo livello, con costo maggiore per il Comune.

La situazione dell’Asia è, inoltre, drammatica anche perchè il 70% del parco macchine è fermo in quanto non si può effettuare la manutenzione, non essendo stati pagati i debiti pregressi.

Questa Amministrazione ha già messo in campo i primi atti: una delibera per estendere la raccolta differenziata porta a porta, raddoppiando la popolazione attualmente interessata, con provvedimenti diretti a favorire la raccolta differenziata in tutta la città e a realizzare l’impiantistica di supporto; una ordinanza assunta oggi per far fronte al rischio igienico sanitario.

E’ stato già attivato un primo sito di trasferenza in città presso il deposito di Asia e altri saranno realizzati per agevolare la raccolta differenziata spinta. I siti di trasferenza sono necessari e funzionali per una moderna organizzazione del ciclo dei rifiuti, sia per ridurre i costi, sia perchè rappresentano un piccolo polmone in momenti di criticità, determinata peraltro da scelte altrui.

Prossimamente sarà aperto un primo impianto di compostaggio, un secondo è stato autorizzato e deve essere realizzato, e siamo in trattativa per entrare in possesso di un impianto di compostaggio già realizzato, ma non ancora inaugurato, e con Asia si sta cercando di formalizzare l’acquisto, compatibilmente con le risorse di Asia.

Come prime misure è stato deciso di estendere il porta a porta. Nella situazione attuale sono stati sbloccati 8.250.000 euro, già stanziati dalla Regione Campania, da utilizzare per la raccolta differenziata porta a porta, estesa a una bacino di 325.000 abitanti.

Si prevede la installazione di isole ecologiche per le 10 municipalità, da aggiungere alle tre già esistenti, realizzate con apposita recinzione e cassoni per la raccolta dei multimateriali, così che i cittadini ancora non coinvolti nel porta a porta potranno contribuire alla riduzione dei rifiuti.

Oggi è stata presentata a Piazza Municipio la prima isola ecologica mobile e alcune unità saranno installate nelle piazze del centro storico e nei decumani dove non c’è possibilità di realizzare quelle fisse e grandi. A presidiare le isole ecologiche potrebbero essere adibiti gli operatori dipendenti di Asia ultrasessantenni e con ridotte capacità lavorative.

L’assessore Sodano invita le associazioni e i comitati a lavorare insieme con l’Amministrazione, cercando di commettere meno errori possibili ed evitando la troppa fretta.

Il Comune di Napoli non ha nessuna competenza in ordine alla individuazione dei siti ed è evidente che in una situazione come quella che stiamo vivendo il sistema impiantistico è collassato.

L’ obiettivo- prosegue Sodano – è sicuramente quello di essere autonomi dalle altre amministrazioni, ma è indispensabile una fase di transizione che passa attraverso l’utilizzo di un’impiantistica che non è nostra e che non ci piace, me che c’è e a cui siamo obbligati a conferire, perché nel momento in cui i rifiuti lasciano i confini della città non sono più di competenza del Comune e di Asia.

A questo punto l’assessore saluta la presenza del TG1 e di Canale 5 e dichiara, ironicamente, di essere contento che solo ora hanno scoperto che a Napoli esiste un problema rifiuti, e spera che in seguito seguiranno l’Amministrazione anche quando sarà stato risolto il problema.

Quanto alla partecipazione, Sodano invita tutti ad uno sforzo in attesa di avere un vademecum, da realizzare con l’assessore Lucarelli, per la costruzione di forme di partecipazione più “snelle”, in cui il livello di partecipazione arrivi fino a quello decisionale, evitando l’assemblearismo.

Ribadisce, poi, che sono in corso azioni di sabotaggio, su cui sta indagando la Procura della Repubblica, poste in essere probabilmente da un combinato disposto di camorra e di chi è preoccupato di perdere l’affare dell’inceneritore di Napoli est.

In ogni caso – afferma sempre Sodano – abbiamo le spalle larghe e siamo consapevoli che si andrà avanti.

A questo punto si dà spazio agli interventi dei presenti

Musella della Rete Commons

afferma che incidenti di percorso si possono recuperare ed evidenzia alcuni punti di metodo e di merito. L’amministrazione comunale ha deciso di instaurare un rapporto con i movimenti e un confronto permanente, ma sarebbe stato preferibile, rispetto alla delibera emanata, avere prima il confronto e poi l’ azione amministrativa. Nel merito, la delibera rappresenta un passo importante anche se il titolo non è in linea con un agire politico diretto al superamento del ciclo integrato dei rifiuti. Inoltre – prosegue – rispetto all’impiantistica manca l’ ultimo anello, quello del trattamento a freddo. In termini di prospettiva e di lungo periodo bisogna sconfiggere il ciclo integrato dei rifiuti e affrontare quello virtuoso.

Rispetto all’emergenza, evidenzia che ci sono video che documentano interventi simultanei di forze organizzate contro l’ amministrazione. Perciò – prosegue – martedì saremo a Roma, a Montecitorio, non solo per batterci per il decreto che sblocca i flussi, ma anche per essere solidali con Caivano, Acerra e con tutti coloro che si battono perchè vedono stuprata la loro terra. A Roma saremo anche per esprimere solidarietà a quelli che subiscono gli sversamenti dei rifiuti, perchè si cancelli il cip 6 e per uscire dalla logica delle discariche e degli inceneritori.

L’ assessore Sodano precisa di esser d’accordo sull’impostazione di un ciclo virtuoso di rifiuti, tanto che proprio oggi dichiara di aver incontrato, per valutare la possibilità di fare anche a Napoli impianti di TMM, Carla Poli del Centro Riciclo Vedelago.

Interviene poi un esponente del Comitato Civico Vomero Arenella

che si sofferma sul problema dell’umido, proponendo l’installazione di contenitori stradali per l’ umido, come soluzione temporanea in attesa della totale copertura su tutta la città della differenziata porta a porta. Chiede, inoltre, che le discariche siano realizzate “come si deve” con impianti a norma e fondo in argilla, come si fa in altre Regioni dove dalle discariche si ricava anche gas.

Pone, poi, il problema di come saranno realizzati gli impianti di compostaggio e, in particolare, se sono previsti quelli anaerobici per ricavare biogas.

Luigi Carnarolo,

interviene sul metodo di partecipazione, chiedendo che siano resi accessibili a tutti i dati del Comune e di Asia e chiedendo il numero delle unità lavorative che saranno impegnate.

Del Vecchio Marisa dell’associazione Cittadini Campani,

dichiara di avere un’impresa e di fare da molti anni la raccolta differenziata, ma che da quando è iniziata l’emergenza non funziona più niente. Anche perchè- prosegue, ci sono persone che portano spazzatura in strada a mezzogiorno. Io a casa ho un compost – afferma – e come me si potrebbero organizzare anche altri cittadini e condomini per migliorare la situazione soprattutto nelle periferie.

Rivolge, poi, una preghiera al vice sindaco affinchè si facciano ordinanze che prevedano pesanti sanzioni nei confronti di chi porta spazzatura in strada a qualunque ora. Conclude: ho fiducia nella nuova giunta, ma ci vuole un impegno di tutti.

Marfella Salvatore rinuncia all’intervento in quanto alcune questioni che voleva evidenziare erano già state oggetto di discussione.

Ciro Guida

manifesta perplessità per il fatto che la delibera non include da subito, per la differenziata porta a porta, i quartieri Stella e San Carlo all’Arena e propone di facilitare la raccolta differenziata con sacchetti colorati e di prevedere camion che sostino in alcuni punti della città, per 3-4 giorni a settimana, per la raccolta di rifiuti ingombranti. Sottolinea, poi, l’importanza della campagna informativa, e di avere già tradotto documenti in cingalese e tamil per informare anche gli immigrati.

L’assessore Sodano interviene precisando che i criteri della raccolta differenziata possono anche essere rivisti, ma per ora, sulla base delle risorse disponibili, Asia ha individuato i luoghi più adatti per realizzarla in 3 mesi, anche se, naturalmente, sarà estesa a tutta la città

Quanto alle scelte sulla tipologia di impianti di compostaggio, l’assessore ha proposto un incontro specifico per discutere e valutare quale sia più valido, prima di prendere decisioni. Sodano ha anche sottolineato l’urgenza di prendere posizione sul piano regionale dei rifiuti, al quale vanno presentate le osservazioni entro 60 giorni dalla presentazione, che è stata fatta alcuni giorni fa.

Noi stiamo già preparando le osservazioni – afferma- , ma invitiamo anche tutti voi a dare suggerimenti e fare osservazioni, facendole pervenire presso l’assessorato. Inoltre, stiamo valutando l’opportunità di chiedere lo stralcio della posizione del Comune di Napoli per ricevere la quota parte dei fondi comunitari di competenza che ora sono bloccati perchè il piano regionale dei rifiuti non è conforme alle normative europee.

A questo punto, alle ore 17, 30 circa, l’assessore, come aveva preannunciato in apertura, si allontana dalla riunione per seguire i successivi impegni istituzionali legati alla grave situazione in atto in città, precisando che in questa fase non può garantire una partecipazione a riunioni per un tempo superiore all’ora, ora e mezza, ma che l’incontro prosegue con l’aiuto dei suoi collaboratori che raccoglieranno tutte le proposte avanzate e faranno una sintesi degli interventi, per poi stabilire insieme le modalità di prosecuzione degli incontri.

Prosegono, quindi, gli interventi degli iscritti a parlare.

Eliana Minicozzi

evidenzia che dopo la raccolta rimane lo sporco sulle strade e chiede che si intervenga anche per garantire il lavaggio stradale. In considerazione della crisi economica in cui versa l’amministrazione comunale propone , altresì, di valutare la possibilità che si facciano donazioni dei cittadini per accelerale la raccolta differenziata porta a porta. Rispetto alla partecipazione, sottolinea l’importanza della rete e chiede che l’amministrazione, per garantire la trasparenza delle decisioni, metta in rete le notizie, anche relative ai compensi dei consulenti, così come le delibere, le ordinanze e tutti gli atti di interesse dei cittadini. Inoltre propone la possibilità delle associazioni e dei comitati di partecipare agli incontri con l’amministrazione secondo una rotazione concordata, in modo da fare più riunioni con un numero più ristretto di partecipanti. Ribadisce l’importanza della circolazione delle idee in rete e chiede all’Amministrazione di farsi promotrice di due proposte di legge nazionale che vadano nella direzione della riduzione dei rifiuti: la prima, diretta a vietare la produzione di imballaggi non biodegradabili e la seconda di responsabilità industriale per cui i produttori devono essere in grado di smaltire il prodotto venduto.

Aniello Gianni Morra

sottolinea l’importanza del compostaggio, riconosciuto come sistema utile per la tutela dell’ ambiente, tanto che in altri Paesi e, ora, anche in parte dell’Italia del Nord vengono distribuite compostiere da utilizzare anche nei condomini e rileva che tale strumento incide fortemente sulle decisioni dell’amministrazione per contrastare gli inceneritori. Propone, quindi, di riorganizzare il ciclo dei rifiuti napoletano, abbattendo a monte l’umido attraverso l’incentivazione di singoli e condomini a utilizzare compostiere e attraverso la realizzazione in tempi brevi di un numero adeguato di impianti di compostaggio. Cita l’esempio del primo impianto di compostaggio condominiale, realizzato a Napoli al Corso Vittorio Emanuele in un condominio 60 famiglie, che è costato circa 3 euro a famiglia.

Insiste, quindi, sull’adozione di iniziative concrete provenienti dal basso, semplici ed efficaci.

Paola Sorrentino

sostiene che per quanto sia importante la raccolta differenziata porta a porta, in questo momento non rappresenta il primo passo da compiere.

Mancano impianti che rendono i rifiuti indifferenziati stoccabili e lo stoccaggio – prosegue – consente di svincolare il Comune dagli altri Enti che hanno un orientamento differente. Per avere un rifiuto stoccabile, finchè non ci sono impianti, la soluzione è quella di separare il secco dall’umido. Poiché il secco non deve contenere rifiuti pericolosi, con ordinanza sindacale vanno imposti contenitori agli esercenti per la raccolta di farmaci pile etc. e, per ridurre la quantità di rifiuti, si devono ridurre gli imballaggi e, a tal fine, si potrebbe introdurre una tassa comunale in base alla misura degli imballaggi.

Isabella Guarino del Comitato Civico Posillipo

chiede all’amministrazione come intende procedere per eliminare “ad horas” i cumuli di rifiuti per strada. Sul metodo partecipativo evidenzia che l’associazione Comitato Civico Posillipo è iscritta all’anagrafe delle associazioni del Comune di Napoli che, dopo aver istituito nel 1994 un albo nel quale sono state registrate le associazioni che ne hanno fatto richiesta, presentando statuto organi direttivi e programma, non ha più tenuto in alcun conto detto albo. A tal fine sollecita un incontro con l’assessore Lucarelli affinchè si riaprano le porte del palazzo che sono state chiuse per venti anni. E’ una vergogna – prosegue – che a Via Verdi sia stata realizzata una Sala del Consiglio Comunale che può ospitare solo 100 persone, rendendo di fatto impossibile l’accesso al pubblico per motivi di sicurezza. Quanto alla raccolta differenziata, a nome del Comitato che rappresenta, chiede che la differenziata venga fatta con metodi che siano rispettosi delle caratteristiche architettoniche della città.

Alberto Mazza – Lega anti vivisezione

dopo aver comunicato di aver lanciato oggi un progetto per la raccolta differenziata ad Avellino,

propone delle azioni positive per Napoli e, in particolare, il compostaggio domestico con comodato d’uso gratuito di compostiere da collocare nei parchi pubblici economizzando in tal modo anche sul conferimento degli scarti da potatura del verde pubblico, nonchè il compostaggio presso le aziende agricole.

Sulla partecipazione democratica sostiene che è sufficiente applicare la Convenzione di Aarhus .

E’ possibile sviluppare la raccolta differenziata fino a raggiungere 450 tonnellate di organico al giorno. Sulla impiantistica da utilizzare propone l’utilizzo degli impianti di compostaggio sequestrati dalla magistratura ( Orta di Atella, Sessa Aurunca, Trentola Dugenta).

C’è bisogno di vigilanza anbientale, afferma.

Infine, riguardo al nuovo cda di Asia dichiara che non si può sostenere la scelta di confermare Fortini in quanto da sempre favorevole all’inceneritore, e di conseguenza la Società Neam costituita proprio al fine di partecipare al bando per la costruzione dell’inceneritore di Napoli est andrebbe immediatamente eliminata.

Ivo Poggiani – consigliere municipalità Chiaiano

Sulla partecipazione democratica sostiene che non si può pretendere sempre la presenza dell’Assessore ad ogni incontro e che un metodo per essere produttivi potrebbe essere quello di dividere i tavoli in base alla storia e ai percorsi di ogni associazione; ad esempio, si potrebbe fare un tavolo con i comitati civici e i comitati di quartiere, un tavolo le associazioni dei commercianti, un tavolo con le associazioni dei consumatori e poi arrivare ad una sintesi delle varie elaborazioni seguendo un filo di ragionamento condiviso. Ora è il momento di agire – sostiene – perchè c’è un tentativo di schiacciare quelli che, come noi , hanno sempre fatto le battaglie e c’è qualcuno , la lobby degli inceneritoristi, che ci vuole affossare. E’ necessaria, quindi, una grande mobilitazione per la difesa dei beni comuni perchè se non c’è un’ azione forte e una grande mobilitazione, le proposte resteranno inattuate e si continuerà a fare ricorso all’emergenza. Contro il governo e la Lega – prosegue – martedì saremo a Roma, a Palazzo Chigi a far sentire la voce dei cittadini napoletani che si sono mobilitati in questi anni.

Rachele Mercogliano

comunica di aver creato un blog “osservatorio sul compostaggio in campania” dove ha presentato delle proposte. Per organizzare bene la raccolta differenziata ci vuole tempo – dice – e bisogna operare anche attraverso le scuole. E’ necessario agire subito e le proposte sono pubblicate sul blog. Abbiamo realizzato – afferma – un manifesto proposto in rete su come devono essere differenziati i rifiuti. Chiede, infine, al Comune se è possibile acquistare una pagina di un quotidiano per un mese per diffondere una scheda informativa sulla raccolta differenziata, oppure affidarsi ad un personaggio famoso come testimonial di una campagna promozionale. Propone, infine, di fare una dimostrazione con un impianto di compostaggio nella Villa Comunale.

Anna Guadagno di Terzigno

afferma: vengo da Terzigno e mi piange il cuore a vedere Napoli in queste condizioni. Per molto tempo la discarica di Terzigno ha accolto i rifiuti di Napoli, ma Napoli è anche la mia città e voglio vederla pulita. Il senso di responsabilità di ciascuno di noi dovrebbe spingere tutti i cittadini a procurarsi buste di diversi colori e cominciare a fare la differenziata. E’ vero che ci vuole tempo per realizzare i siti di compostaggio, ma è pur vero – afferma – che ci sono tanti giardini e il Comune potrebbe attivarsi per portare compost in aziende agricole al fine di smaltire l’ umido che ora va in Sicilia.

La differenziata – prosegue – non ha bisogno di 30 o 90 giorni, ma si può fare da subito. E quanto alle risorse, queste potrebbero essere prese da altri capitoli di bilancio o si potrebbero chiedere prestiti. La prima cosa è la solidarietà tra noi e per noi è importante sapere che tutto finisca con una data certa ed avere la possibilità anche di controllare quello che va in discarica.

Paola Nugnes – Movimento 5 stelle

ritenendo di trovarsi in un luogo in cui sostanzialmente ci si rivolge all’assessorato, chiede se il suo team sia in grado di dare risposte alle domande dirette su cosa sta accadendo. In particolare chiede quale sia il senso della riunione proposta e perché il Presidente di Asia, Rossi, sia contrario alla divisione secco umido, considerato che anche i siti di trasferenza hanno un costo. Chiede, inoltre, se valga la pena realizzare le isole ecologiche se sono molto costose ed hanno solo una funzione d’immagine.

Propone, poi, il progetto di compostaggio condominiale, che non deve essere inteso quale fatto meramente privato perché dovrebbe essere incentivato l’ acquisto di compostiere.

Chiede, infine, se l’obiettivo dell’assessore è quello di non avere alcun inceneritore alla fine del ciclo, perché nell’intervista all’”Emigrante” non ha detto che Acerra andrà chiusa.

I collaboratori dell’assessore hanno replicato

Danilo Risi: il senso della riunione è quello di aprire le porte del palazzo alla città. Questa prima riunione vuole essere il segnale di un nuovo modo di fare politica che ascolta i cittadini non solo durante la campagna elettorale, ma anche quando si tratta di assumere decisioni.

Francesco Iacotucci: Rossi in base alla sua esperienza ritiene che fare la differenziata secco umido può comportare difficoltà in un secondo momento quando si attiva la differenziata porta a porta, e possono crearsi difficoltà di comunicazione. Inoltre, la raccolta secco umido produce due frazioni di bassa qualità, con difficoltà di conferimento agli impianti. Le isole ecologiche, poi, non sono solo quelle mobili, ma si realizzeranno aree attrezzate di grandi dimensioni, mentre questi mezzi più piccoli saranno utilizzati nel centro storico.

Quanto ad Acerra, oggi quell’impianto permette di smaltire la frazione secca prodotta.

Danilo Risi: non ho ascoltato l’intervista richiamata da Paola Nugnes, ma posso dire che uno degli argomenti tecnici per contrastare la costruzione dell’inceneritore a Napoli Est, prevista dal piano regionale dei rifiuti, è dimostrare la sua inutilità in quanto, anche senza considerare l’ incremento della raccolta differenziata che ci sarà, il fabbisogno della città di Napoli è ampiamente coperto dall’impianto esistente ad Acerra.

Enza Tempone dei Vas – Verdi Ambiente e Società

sostiene che sebbene l’associazione ambientalista che rappresenta si occupi anche di rifiuti ed abbia elaborato piani, non è opportuno fare solo proposte strettamente tecniche. Va, invece, compreso il clima politico, quello che sta accadendo in questi giorni in città e chi c’è dietro questi atti vandalici.

Sulla partecipazione indubbiamente c’è stato un piccolo errore nell’aver fatto prima la delibera e poi la concertazione. Ora, tuttavia, è importante che l’amministrazione faccia ciò che non è mai stato fatto dalle precedenti amministrazioni, e cioè interloquire con le associazioni e i comitati che hanno competenze tecniche maturate sul campo. Non dobbiamo continuare a parlare di emergenza dopo 20 anni.

Valeria Gaudiosi:

stiamo ragionando della situazione dei rifiuti urbani, ma – avverte – la Campania è stata danneggiata dai rifiuti tossici di cui poco si parla. La Campania è servita come sversatoio di rifiuti tossici e ora che si è applicato il “sistri” (sistema di tracciabilità rifiuti) anche per i rifiuti urbani, ho mandato una lettera ad Asia chiedendo di indicare quali mezzi sono dotati del sistema del “sistri”, ma sembra che non ve ne sia nessuno. Propone, poi, di valutare la possibilità che anche Asia, come l’Arin, possa essere trasformata da S.p.A. in azienda di diritto pubblico e che le riunioni tenute dal C.d.a. di Asia siano rese pubbliche.

Replica Francesco Iacotucci:

sul “sistri” c’è un’incapacità del Governo di gestirlo, ma ciò non significa che non si faccia un monitoraggio. Rossi e Del Giudice sono impegnati a farlo personalmente.

Giancarlo Caputi

sostiene che l’amministrazione debba dare risposte concrete a chi fa proposte o domande. Propone di utilizzare i depuratori di Cuma e di Giugliano per lo smaltimento della frazione umida tritovagliata. Il direttore degli impianti ha confermato – afferma – che questo tipo di smaltimento sarebbe possibile. Noi manchiamo di una strategia e siamo oggetto di un attacco politico per cui è importante dare un messaggio chiaro, indicando quali unici responsabili il Governo e la Lega Nord.

Carmen Nocera

che dice di poter intervenire quale rappresentare della Rete Sanità di Alex Zanotelli o come commerciante o ancora come mamma.

Premesso che è il sistema consumistico che ci sta mettendo in ginocchio – afferma – davanti al mio negozio, oltre a cumuli di rifiuti, c’è anche una scatola di rifiuti tossici. Perciò abbiamo pensato di aprire le buste dei rifiuti e abbiamo visto che il 30% è composto da bottiglie di plastica di acqua minerale. E’ un problema che riguarda ogni cittadino e per questo abbiamo realizzato uno “spot” per promuovere l’uso dell’acqua di rubinetto. In tal senso, sarebbe opportuno che fossero pubblicizzati i risultati delle analisi fatte sull’acqua potabile così da ridurre il consumo di acqua in bottiglia di plastica.

Luca del Comitato Materdei

suggerisce di fare, da un lato, un’assemblea pubblica molto allargata e partecipata e, dall’altro, incontri tecnici più ristretti con i referenti dei comitati.

Comunica che la seconda municipalità ha sostenuto una raccolta di firme in favore della raccolta differenziata ed è stato approvato un o.d.g. che va in questa direzione.

Chiede, però, essendo la ditta incaricata la Lavajet, di conoscere i tempi e i modi di un eventuale estromissione di questa società e del trasferimento dei relativi compiti ad Asia.

Evidenzia, poi, che va prestata molta attenzione al piano regionale rifiuti, in quanto la Regione sembra che voglia fare una discarica a Macchia Soprano e una nella città di Napoli.

Angelo Di Prisco del Comitato “No alle discariche nel Parco Nazionale del Vesuvio”

sostiene che per Napoli basterebbe applicare le direttive europee sullo smaltimento dei rifiuti.

Ma – afferma – il problema è che con le discariche si guadagna di più e si vuole tenerle in piedi per smaltire i rifiuti tossici che vengono dal Nord.

Si è espresso favorevolmente sulla possibilità di stralciare il Comune di Napoli dai fondi europei solo per far fronte all’emergenza, ma non come soluzione definitiva perché il problema rifiuti riguarda i cittadini di tutta la Regione.

Augusto dell’associazione Bidonville

dopo aver ascoltato tante proposte, ritiene che siano comunque positive e proiettate verso il futuro.

L’associazione che rappresenta porta avanti il riutilizzo come forma prima e, pertanto – afferma – vorrei fare un appunto alla delibera che lascia scoperto questo punto, proponendo di inserire il riutilizzo tra le priorità.

Propone, poi, una ordinanza emergenziale che vieti per 3-4 giorni di portare rifiuti in strada, così non si aggiungono a quelli già esistenti i rifiuti quotidiani e si favorisce una più rapida ed efficace pulizia della città. I cittadini – prosegue – potrebbero tenere in casa o fuori al balcone i rifiuti per il tempo necessario a risolvere il problema in strada. Per fare ciò occorre, tuttavia, che ci sia una previsione sanzionatoria.

Anna Falco dell’ Assise Città di Napoli

esprime solidarietà all’amministrazione e chiede quali sono le ragioni tecniche per cui non è possibile dividere il secco dall’ umido in tutta la città. Chiede ancora di conoscere il numero degli impianti di compostaggio esistenti nella Regione Campania e quelli da realizzare, nonchè tempi e costi di esecuzione.

Sottolinea l’importanza del recupero materia dalla indifferenziata ed invita tutti i comitati a presentare nuovamente, anche se già presentate, tutte le proposte e i contributi.

Quanto alla frazione secca da mandare ad Acerra, invita ad assumere anche una posizione politica e non solo tecnica contro la logica degli inceneritori.

I collaboratori dell’assessore replicano che l’ inceneritore viene attualmente utilizzato per smaltire la frazione secca, ma il ciclo previsto da questa Amministrazione va verso il recupero dei materiali.

Luigi Peluso – WWF

evidenzia che il problema più grave è il piano rifiuti industriali presentato dalla Regione Campania. A tale riguardo – afferma – si sta spostando l’attenzione sull’emergenza dei rifiuti urbani per far passare sotto silenzio il piano rifiuti industriali, che riguarda 3 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui la maggior parte sono rifiuti pericolosi provenienti da aziende farmaceutiche e fanghi.

Per quanto riguarda la divisione secco umido, sostiene che non è opportuno dare ai cittadini indicazioni contrastanti, per cui oggi si dovrebbero dare indicazioni diverse da quelle specifiche per la raccolta differenziata porta a porta. Inoltre, oggi si produrrebbero una frazione umida e una secca, entrambe di scarsa qualità, che non potrebbero essere facilmente smaltite.

La raccolta differenziata, invece, – prosegue – deve essere fatta con criteri specifici e i contenitori devono essere direttamente collegati ai soggetti.

Chiede, infine, al Comune di eliminare le percentuali di raccolta differenziata e di esprimersi in termini europei, comunicando le quantità di materiali che si riescono a recuperare.

Ribadisce l’importanza del riuso, indicato quale primo strumento della scala europea.

Rosalba Maltese

esprime piacere per la partecipazione alla riunione e mostra interesse per tutti gli interventi. Stiamo in una situazione di assedio – afferma – e ho visto ai quartieri spagnoli un’organizzazione paramilitare: veniva deviato il percorso delle auto, venivano esposti cartelli contro de Magistris.

Non è un caso – precisa – che a Montecalvario c’è stata la più bassa affluenza al voto. Ora dobbiamo dare tutto il nostro appoggio a questa Amministrazione perchè rappresenta il ribaltamento della politica governativa. E’ necessaria, quindi, la massima partecipazione democratica per dare un segnale forte. Chiede, come rappresentante del presidio delle “donne insistenti”, le donne vulcaniche e le donne in nero, che sia istituito un registro dei tumori, che venga fatta una mappatura dei siti e realizzato un vademecum sui diritti e doveri dei cittadini al Comune e nelle Municipalità.

Andrea Somma – Cittadini campani

comunica di aver elaborato e distribuito un documento che presta particolare attenzione al riciclo . Propone che il Comune collabori con le associazioni, che, come quella che rappresenta, si occupano dell’assistenza ai senza fissi dimora, per la raccolta e la distribuzione dei pasti residuati dalle mense ai soggetti disagiati da loro assistiti. Propone, inoltre, di incrementare il numero delle campane nelle zone dove c’è maggiore crisi.

Gianni

proviene da Giugliano, un territorio martoriato dai rifiuti, ed esprime contrarietà alla proposta di utilizzare i depuratori per lo smaltimento della frazione umida.

Propone di monitorare il territorio di Napoli, sul funzionamento della raccolta differenziata porta a porta, anche attraverso l’aiuto delle associazioni e dei comitati.

Fabio del Movimento 5 stelle

Sottolinea l’importanza della partecipazione dei cittadini ai processi decisionali ma anche alle azioni sul territorio.

C’è una grande voglia di riscossa – afferma – che va colta e incoraggiata.

Per la partecipazione propone i seguenti strumenti:

1. diretta streaming degli incontri, attrezzando una sala in maniera permanente;

2. sperimentare la pratica del town meeting; .

3. mantenere costantemente una comunicazione tra amministrazione e cittadini;

Propone, poi, per la diffusione delle modalità del porta a porta di utilizzare volontari appartenenti a movimenti e associazioni che si sono sempre battuti sui territori su questi temi, sostenendo che in tal modo la comunicazione è più efficace.

Propone ancora all’Amministrazione di assumere un’ordinanza che vieti il “monouso”.

Cesare

condivide il precedente intervento di Fabio ed insiste sui temi della trasparenza, della partecipazione e della comunicazione.

La riunione si conclude alle ore 20.00 circa con l’intento di tutti i presenti a collaborare in un percorso costruttivo con l’Amministrazione.

Nota dell’Assessore Sodano:

“Ho letto con grande interesse la sintesi degli interventi che non ho potuto ascoltare direttamente. Ancora una volta constato che sul tema dei rifiuti esiste una conoscenza diffusa ed approfondita, un sapere collettivo da cui nessuna amministrazione può prescindere se vuole affrontare in modo efficace e duraturo il problema. Questo confronto, per quanto difficile e faticoso possa apparire, deve continuare. L’assessorato con delega alla partecipazione democratica, presieduto dal prof. Lucarelli, è già al lavoro per elaborare le forme più efficaci con cui questi confronti dovranno svilupparsi in futuro.

Senza pretendere di fare sintesi del dibattito che si è sviluppato, propongo alcuni confronti tematici che potrebbero essere oggetto dei futuri incontri: a) un seminario tecnico scientifico sulla tipologia degli impianti di compostaggio; b) un incontro sulle “buone pratiche”, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria; c) un confronto sulla raccolta differenziata, tra porta a porta ed altre modalità; d) un dibattito pubblico sul Piano Regionale Rifiuti.”

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