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Intervista a Lucio Iavarone

5 Feb

Riportiamo il testo dell’intervista rilasciata dal presidente del nostro Comitato, Lucio Iavarone, al periodico afragolese “12 Pagine”, ed apparsa nel numero del 5 febbraio 2011 a firma di Francesco Zanfardino.

 

Innanzitutto, perché questo Comitato?

Il Comitato NO discarica di Afragola e Comuni a Nord di Napoli nasce il 5 gennaio di quest’anno ad opera di un gruppo di cittadini principalmente di Afragola, Acerra, Casalnuovo e Casoria che hanno fatto delle considerazioni molto semplici sulla base della manifesta incapacità politica di avviare a soluzione ecosostenibile il problema della gestione rifiuti. L’antefatto è che a novembre e dicembre dello scorso anno, in piena emergenza rifiuti e dopo il caos di Terzigno, si sono susseguite una serie di dichiarazioni pubbliche del Presidente della Provincia Cesaro e dell’Assessore regionale Romano che davano per certo l’insediamento di alcune discariche a Nord di Napoli, da Afragola al Nolano. Tali dichiarazioni hanno trovato prima una smentita netta da parte delle amministrazioni comunali di Afragola e del nolano, poi man mano i sindaci dell’area nolana hanno continuato nella loro manifestazione pubblica di dissenso mentre il Sindaco di Afragola si è completamente defilato. Questo ha spaventato molto soprattutto i cittadini di questo Comune e di quelli limitrofi ed ha motivato tutti ad una accelerazione per la costituzione del Comitato. Con noi hanno aderito tante associazioni, in primis Legambiente e Libera, poi sindacati, partiti politici ed altri comitati.

Il nostro Comitato chiaramente grida tutta una serie di NO all’ipotesi di discarica su un territorio, quello a Nord di Napoli, già da troppi anni devastato da un punto di vista ambientale.

Il nostro Comitato ha però anche tanta voglia di esprimere la propria opinione e muovere una serie di proposte concrete alternative a discariche ed inceneritori. Delle soluzioni che aprano la strada ad un ciclo virtuoso dei rifiuti nel rispetto dell’ambiente nel nostro territorio e che trasformi un problema in una risorsa.

Eppure il Sindaco Nespoli ha smentito l’arrivo della discarica e nell’ultimo consiglio comunale ha espresso la sua netta contrarietà. Anzi, ambienti vicini al centrodestra vi accusano di fare strumentalizzazione politica, agitando lo spettro di qualcosa che “tanto non arriverà mai”.

Ci ha sicuramente fatto piacere che il Sindaco di Afragola nel Consiglio Comunale abbia di nuovo manifestato, dopo un silenzio di oltre due mesi, la propria netta contrarietà all’ipotesi della discarica sul Comune di Afragola. Fatto sta che quelle parole non le abbiamo ancora ritrovate in comunicati ufficiali, nemmeno sul sito del Comune. Per quanto riguarda invece le voci e i pettegolezzi, questi non ci interessano. Noi andiamo molto al di là: lo spettro di azione del nostro Comitato si allarga a tutta la provincia Nord di Napoli e non solo ad Afragola. Il nostro Comitato collabora in rete con tutti i Comitati campani per unire i nostri sforzi verso un obiettivo unico e condiviso che si fonda su un programma concreto di ipotesi alternative a soluzioni di inquinamento e morte nella nostra Regione che oggi sembrano essere le uniche conosciute dal vocabolario delle Istituzioni preposte, cioè discariche e inceneritori.

A suo giudizio, perché la Campania si ritrova da ormai quasi vent’anni in questa perenne situazione di emergenza?

Perché questa situazione fa comodo e ha fatto comodo alla mala politica che ci ha amministrati sino ad oggi. Una collusione con la criminalità organizzata e pochi affaristi che chiaramente guadagnano sulla crisi e sull’emergenza. Bisogna invertire rotta e solo una rivoluzione dal basso, dai cittadini, può portare un grande cambiamento.

Quali le vie di uscita?

Un piano ecosostenibile, che inizi subito con azioni concrete e che si traduca in politiche ed iniziative di lungo termine tese ad un cambiamento di cultura e stile di vita. Cosa intendo? Iniziamo subito con la raccolta differenziata porta a porta diffusa a tappeto su tutto il territorio, con raccolta della plastica, carta e cartone, vetro, multimateriale, umido con insediamento di piccoli siti di compostaggio che servano non più di quattro o cinque comuni (per realizzare un sito di compostaggio di queste dimensioni non sono necessari più di cinque mesi). Vogliamo isole ecologiche fisse e mobili su tutto il territorio, per consentire ai cittadini di depositare gli ingombranti, gli elettrodomestici, il materiale elettronico, gli olii esausti e i rifiuti pericolosi. Vogliamo la TIA (tariffa) sui rifiuti e non più la tassa, in modo da permettere ai cittadini più virtuosi che si recano presso le isole ecologiche di poter raccogliere crediti e pagare di meno per il servizio di smaltimento. Vogliamo politiche nazionali serie che obblighino i produttori a portarsi verso gli imballaggi zero. Vogliamo politiche ed iniziative locali che favoriscano la cultura del riuso, del riciclo, tendenti ai rifiuti zero come è stato fatto in Inghilterra ed in altre parti del mondo. Facciamo accordi con i supermercati per i distributori di raccolta materiale da riciclo che dia in cambio buoni spesa. Vogliamo maggiori controlli e repressione all’utilizzo di sacchetti di plastica nel rispetto del recente decreto legge, dobbiamo favorire l’utilizzo di sacchetti riutilizzabili per la spesa. Vogliamo che le Istituzioni preposte chiedano ed accedano a fondi comunitari per la bonifica dei territori devastati da rifiuti tossici.

In particolare, quale contributo potrebbe dare un Comune come Afragola alla risoluzione dell’emergenza?

Un contributo sostanziale, Afragola come tutti gli altri Comuni a cui stiamo tendendo la mano. Con la differenziata seria, con le isole ecologiche, con una iniziativa che favorisca anche il compostaggio domestico. Ci sono tante iniziative che si possono mettere subito in campo. Il Comune di Afragola potrebbe contare, attraverso il nostro Comitato, sul contributo diretto dei cittadini. Vogliamo che i Comuni, la Provincia, la Regione ci vedano come alleati in questo e non come chi vuole solo denunciare le loro manchevolezze, che oggi sono tante.

Quali le prossime mosse del Comitato?

Abbiamo già chiesto un tavolo tecnico al Comune di Afragola che ci è stato rifiutato dal Sindaco Nespoli, speriamo ci ripensi nei prossimi giorni. Lo stiamo chiedendo anche ad Acerra, Casalnuovo e Casoria ed a breve ci estenderemo ad altri Comuni dell’area a Nord di Napoli. Lo scopo di questi tavoli di confronto è proprio quello di mettere a fattor comune i nostri progetti e la nostra volontà di cambiare le cose.

Partiremo prestissimo con una campagna di comunicazione a tappeto per iniziare a diffondere i primi messaggi sul modo corretto di fare differenziata, sul modo per avviare i primi comportamenti che tendano a rifiuti zero. Organizzeremo a breve anche convegni scientifici per informare circa soluzioni alternative di smaltimento della piccola percentuale di secco indifferenziato che rimane dopo aver fatto una differenziata seria. Dimostreremo che non c’è bisogno né di discariche, né di inceneritori.

Girano in Rete diversi video e immagini circa i “roghi” e lo smaltimento illegale di rifiuti tossici nelle campagne Afragolesi. Il Comitato cosa intende fare a riguardo?

Il problema è molto serio e noi in collaborazione con l’associazione Libera proporremo a breve un progetto alle ASL per istituire finalmente un registro tumori aggiornato ed attendibile.

Sono sempre più frequenti sul nostro territorio casi di alberi con frutti deformi. In zona Saggese sono stati osservati infatti dei limoni di forma stranissima. Lo stesso fenomeno riscontrato a San Tammaro, a Terzigno e che sembra essere dovuto ad un parassita, l’acaro delle meraviglie. Quello che si sta verificando scientificamente è se esiste un legame tra la diffusione di tale parassita e il disastro ecologico di queste zone.

Che risposta vi attendete dai cittadini afragolesi?

Dai cittadini afragolesi è già arrivata una risposta significativa, in pochi giorni sono state superate le trecento adesioni. Adesso partirà una campagna informativa e di adesione a tappeto sul territorio non solo di Afragola ma anche dei Comuni circostanti. Partiremo presto anche col nostro blog attraverso il quale raccoglieremo altre adesioni. Ci auguriamo che veramente l’ipotesi di discarica sul nostro territorio sia scongiurata, se malauguratamente non dovesse essere così sono convinto che i cittadini sono pronti a scendere in piazza in migliaia e pacificamente come è stato fatto a Quarto sabato scorso. Lì noi c’eravamo ed è stato uno spettacolo di civiltà. Da lì parte la nostra speranza, il percorso è lunghissimo e va molto oltre la minaccia della discarica.

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